IL SIGNORE

catene

Signore, tu venisti con catene

pesanti, come un despota. Sapevi

ch'io invocavo per me quelle sì grevi

che lunga impronta il polso ne mantiene.

— Signore, — io allor ti dissi, — un qualche bene

per questa dura servitù mi devi.

E un riso schernitore tu ridevi,

come chi vuol negar, ma si trattiene.

Già m'avvinceva e mi turbava l'ombra

dinanzi a cui la fuga è salutare,

tanto di dubbi e di viltà c'ingombra.

Ma io le spalle per fuggir non volsi,

il despota affrontai, vidi cerchiare

di sue catene i miei febbrili polsi.