vendicatrice

Tu che inasprisci di superbi scherni

e strazî di freddezze noncuranti

l'uomo già altero, che t'umilia avanti

il duol dei giorni alle sue ansie eterni,

tu che il suo lungo desiderio alterni

fra viltà disperate e stolti pianti,

non sai che lacci hai con un gesto infranti,

qual vendetta tu compia non discerni.

Costui che fra le tue sottili dita

fatte artigli tu stringi, e soffre, e duolsi,

schiavo d'amor che il tuo negar più incita,

ingiustamente espìa, con una pena

cruda, il gioir di chi fragili polsi,

per suo trastullo perfido, incatena.