le deluse

Io vidi queste tendere le braccia

in vana attesa d'anime deluse,

con ciglia di febbrili ombre soffuse,

con labbra accese nell'esangue faccia.

Con quelle labbra su cui par si taccia

il gemito scorato delle accuse,

ma tremi la dolcezza che le schiuse,

quasi fiori che nuovo alito allaccia.

Le vidi premer sopra il cuor conserte

le dita e susurrargli: — O folle, taci! —

con la voce che han l'anime deserte.

E reclinare la turbata fronte,

come assetati ch'odono loquaci

rider l'acque e non trovano la fonte.