ORE FOLLI

il capriccio

E tu, Capriccio, genïetto rosa

che svolazzi con ali di farfalla

e un riso su la bocca desïosa,

talvolta io ti sentii su la mia spalla

lieve posare e un'avida parola

colsi, al riparo dell'aluccia gialla.

Fu qualche sera, quando d'una sola

fiamma bruciano i nostri occhi e le stelle,

e ci trema la voce, arida, in gola.

Qualche sera in cui sembran così belle

le labbra che si porgono e così

molle l'odor delle rose novelle,

ch'è duopo susurrare un dolce: — sì!