DESIDERI

vortice

Noi ci fissammo, con un folgorio

d'occhi tenace. Io so che in quel momento

il cuore ti tremò del tremor mio.

Eravamo seduti con il mento

nella mano, in un'ombra di veranda,

in qual tempo, in qual giorno, io non rammento.

Rammento che giungeva a ondate, blanda,

una lontana musica e che spesso

ripeteva un motivo di domanda.

A un tratto ci trovammo così presso

da provarne vertigini, e smarriti

impallidimmo del pallore stesso

come su un buio vortice che inviti.