il poema

Più malïardo splende il bel poema

dove lo squillo vario della rima

come un riso febeo palpita e trema.

Ogni verso è uno stel che reca in cima

la sua corolla, e a tre a tre le intesse,

sì che l'un fiore l'altro non comprima.

Vi ride amor le sue vane promesse,

o vi lamenta la mentita fede,

o vi miete una sua sanguigna messe.

E un gel mi guizza dalla nuca al piede

pur mentre il tuo torbido amor m'adesca,

s'io leggo qual pagasti aspra mercede

pei baci del tuo Paolo, o Francesca.