Ed io mi seggo sopra i suoi gradini,
come raccolta presso i piè di un'ava.
Narro sommessa: — Ieri io trascinava
il mio mal per insoliti cammini,
a piedi nudi, sotto i più turchini
cieli, su sabbia calda come lava,
rendendo quasi l'anima mia cava
per accogliervi i suoni più divini.
Cantava il mar con lunghe voci a me
su l'onda rotta in pallide corone
che va e che viene e non si sa il perchè.
Più spesso m'esortava aspro: — A che mai
tu scruti la mia immane passïone
e quella breve del tuo cuor non sai?