È TARDI

È tardi ormai. In troppo lunga attesa

mi sono esausta. Imagini mendaci

a forza e in solitudine m'han presa,

hanno imposto al mio cuore avido: — Taci!

S'avvinghiarono a me quando protesa

chiedevo amor con muti occhi voraci,

sognando di morir senza difesa

sotto furie implacabili di baci.

È tardi. Torna vana ogni follìa

per chi tutte le finse, a farsi lievi

i giorni della sua malinconia.

T'accendesti di larve. Or più non ardi,

Desiderio. Al buon fonte più non bevi.

Ti sazïasti di menzogne. È tardi.