Documento N. XXIX. Saraceni e Bellingeri al Duca Ercole.

Roma, 23 settembre 1501.

Illustrissimo Principe et excellentissimo Signore Nostro singularissimo. Monstrando la Santita del Nostro Signore haver condegno respecto a quelle cose, che verisimilmente potriano parturire qualchi displicentia ne la mente non solo de la Excellentia Vostra et de lo Illmo Don Alfonso, ma etiam de la Illma Madama Duchessa, Il che etiam non potria passar senza qualche suo fastidio, Ce ha admoniti che vogliamo scrivere a la Excellentia Vostra et advertirla che al tempo de le noze operi talmente che lo Signore Joanne da Pesaro lo quale Sua Santità disse havere ad viso essere a Mantoa, non se ritrovasse a Ferrara; perche se bene quella separatione che fra luy et la predetta Illma Madama seguite iustissimamente, et cun la pura et mera verita como publice consta non solum per lo processo facto in questa causa, sed etiam per la libera confessione de ipso Sign. Joanne. Tamen non è che qualche reliquia de malo animo forsi non le sia restato etiam da ogni canto; per il che quando se ritrovasse in loco ove verisimilmente la predetta Signora potesse da lui essere veduta; saria Sua Excellentia necessitata sequestrarsi in qualche Camera per non se representar a la mente le cose passate, exhortando la Excellentia Vostra cun la solita sua prudentia proveder ad questo: et intrata poi Sua Santita ne le cose del Sign. Marchese de Mantova, damnoe assai Sua Signoria che sola ley fosse acceptaculo de Gente falita, e che fussero in Contumacia non solo sua ma etiam del Cristianissimo Re, et se bene nui se sforzassemo de escusar il predetto Signor Marchese, dicendoli ch'essendo liberalissimo como è se vergognaria a prohibire l'addito in le terre sue a chi li va, maxime a Signori: usando circa tale excusatione tute quelle più accomodate parole che se servitero in proposito. Tamen de tale nostra excusatione non parve restar Sua Santita ben satisfacta si che Vostra Excellentia intende il tuto quella como prudentissima ordini quanto li pare expediente et al proposito et in bona gratia de Vostra Excellentia humiliter ce raccomandiamo. — Rome die XXIII. Septembris 1501.

Et Excellentissime Ducalis Dominationis Vestre

Servuli Gerardus Saracenus. Hector Belingerius.

(Foris) Illmo Principi et excellentissimo Domino nostro singularissimo Domino Herculi Estensi Duci Ferrarie

Ferrarie.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XXX. Gerardo Saraceni al Duca Ercole.

Roma, 26 ottobre 1501.

Illustrissime Princeps etc. Fussimo heri sira hector et io a visitare la Santità del Nostro Signore, richiesti perho da quella; la quale ne inpose facessemo intendere a Vostra Excellentia quella pocha di disvisa havea havuta, per il che se gli era causato un puocho di dolore in una orecchia et gli era caschato uno dente, perche Sua Santita havea havuta la precedente nocte cativa, et come anche per la gratia di Dio era molto migliorata et existimava serria niente. Et che questo Sua Santita ne imponeva acciò non accadesse che forse a Vostra Excellentia da altro loco avisata non fosse facto la cosa più grave; et Vostra Excellentia ne ricevesse dispiacere subiungendo che quando Vostra Excellentia fusse presente non resteria, benche havesse un puoco fasata la masella, de invitarla a cacciare uno porco, bisognara Sua Santita se astegni da partirse inanti di, et dal ritornare di nocte, maxime havendo questo difecto come amorevolmente li fu ricordato.

Omissis.

Ordino etiam Sua Sanctità se havesse una copia di una littera scrive la Maesta del Cristianissimo Re a la Illma Duchessa, infine de la quale erano due litere di mano propria di Sua Maesta, credo perche Vostra Excellentia cognosca como amorevolmente scrive epsa Maestà, la quale parimente se manda in lingua franzese.

Sua Santita poi ne disse volessimo scrivere a Vostra Excellentia, che volesse sollecitare la traductione de la prefata Duchessa, perche altramente se andaria in lo inverno, ricerchandoni se havevamo scripto quello fu raggionato circa il trovare modo a calculare le intrate di romagna. Respuosi che existimava non si potesse più fare dicta traductione senza essere in lo inverno: et che tuto quello se era raggionato cun Sua Sanctita se era scripto a Vostra excellentia et che se expectava rispuosta: non li gustò molto questo mio dire, perche voleva Sua Santita che quella raggione de lo inverno fusse buona, li subiunsi perho che se daria notitia a Vostra excellentia de questo suo desiderio et di questo anche heri mattina me ne havea parlato Monsignore Reverendissimo di Modena, confortandomi a tale traductione, cun dirmi che quando epsa Duchessa sara a Ferrara, il papa faria più di quello fusse convenuto, et rispondendoli io che era per tractare la expeditione de le castella per una via on l'altra, et che prima non sapeva confortare Vostra Excellentia aducendogli la dificulta et de la bolla et de li Ducati: ne anche la sua raggione mi pare bona sebbene non ge lo dissi: me disse che cosi me havea dicto perche havea promesso al Papa di dirlo, et cusi quando se raggionava de questo havendo Sua Sanctita facto chiamare epso Cardinale, perche se ritrovasse a tale parlamento Sua Signoria Reverendissima disse che me havea confortato la matina, et non parlò più circa questo molto: non credo perho sii più di Vostra Excellentia che del Papa: Et in questo parlare Sua Santità disse incidenter, che la comitiva mandara Vostra Excellentia non potera stare in Roma mancho di quatro on cinque dì....

Omissis.

Sua etiam Sanctita me disse di quello havea scripto Vostra Excellentia circa la venuta del magnifico messer Annibale (Bentivoglio) replicando ch'havea a caro la sua venuta, et che lo amava per rispecto del Patre, et più per amore de Vostra Excellentia, et che quando Vostra excellentia mandasse turchi perfare tale traductione, che sarebbero ben visti.

Omissis.

Rome 26. Octobris.

Et Illme et Excellentissime Dominationis Vestre

Servus Gerardus.

Ultimamente si parlo de lo Illmo Signor don Alfonso et di la sua età, natura dispositione et qualità et parimente de la prefata Illma Duchessa la quale molto fu comendata et laudata da sua Santita et di bellezza et di prudentia, adducendo molte comparatione et di la Illma Marchesana di Mantoa, et di la Duchessa de Urbino; facendoci intendere ch'epsa Duchessa e di età di anni ventidui li quali finiranno a questo Aprile: in el qual tempo anche lo Illmo Duca di Romagna fornira anni ventisei.

Omissis.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XXXI. Gianluca Pozzi al Duca Ercole.

Roma, 23 dicembre 1501.

Illustrissimo Principi et Excellentissimo Domino Domino meo Singolari, Domino Duci Ferrarie.

Illustrissimo Signor mio Observantissimo. Questa sira dipoi che ebbi cenato fui con la Illustrissima Madonna Lucretia insieme con Messer Girardo (Saraceno) per visitarla per parte de Vostra Excellentia et del Illustrissimo don Alfonso: et con questa occasione venissemo in longo ragionamento de diverse cose; nel quale veramente lho cognosciuta molto prudente et discreta, amorevole, et di bona natura et de grandissima observantia verso Vostra Excellentia et il prefato Illustrissimo don Alfonso, per modo che si può fare judicio che Vostra Celsitudine et cusi il Signor Don Alfonso ne haverano bona satisfactione, oltre che lha optima gratia in ogni cosa cum modestia venusta et honesta, non meno e catholica, mostra temere dio, et domane si confessa con intentione de comunicarse il di de la Nativita del Signore. La e di bellezza competente, ma li boni gesti et modi suoi con la buona ciera et gratia, laugumentano et fano parere mazore: et in conclusione mi pare talmente qualificata, che di lei non se debia ne possi suspicare alchuna cosa sinistra: ma e da presumerni, credere et sperarne sempre optime operationi. Del che mi e parso conveniente per la verita farni testimonio con questa mia a Vostra Celsitudine; la quale sia certa che come scrivo senza passione il vero, secondo il debito et istituto mio: cusi per la servitu che porto a Vostra Excellentia ni ho phresa singulare letitia et consolatione. Et in bona gratia de Vostra Celsitudine mi raccomando. Roma XXIII decembris hora sexta noctis 1501.

Excellentia Vostra

Servus Joannes Lucas.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XXXII. Sposalizio di Donna Lucrezia Borgia e di Don Alfonso d'Este mercè procura.

Roma, 28 dicembre 1501.

Invocato divino Numine Anno nativitatis dni Millesimo Quingentesimo secundo Pont. Smi in xpo patris et D. N. D. Alexandri div. prov. pp VI Ind. vta mens. Dec. die XXVIII. Pateat oib. hoc pns documentum inspecturis quod cum inter Ill. D. Alfonsum Illmi et Exc. principis dni Herculis Ducis ferrarie primogenitum legitimo patris accedente consensu et auctoritate ex una ac legitimos procuratores Ill. dne Lucretie Borgie Biselli ducisse Illmi et excellmi dni Cesaris Borgie de francia Romandiole ac Valentie Ducis S. R. E. Gonfalonerii et Capitanei generalis germane sororis plenum ac speciale mandatum ad id habentes de quo manto constat manu mei not. infrascripti parte ex altera Contracte fuerunt sollemnia sponsalia in Civitate ferrarie secund. ritum patrie per verba de presenti vis volo legit. consensum inducentia et importantia In quid. non intervenerunt quedam sollemnia que secund. ritum tam urbis Rome quam dicte civitatis ferrarie servantur vid. immissionis anuli in digito sponse que tunc pres. non erat: Et cum ad pres. personaliter ad urbem se contulerint Ill. dni Ferdinandus et Sigismunds prefati Ill. dni Ducis ferrarie nati ac prefati Ill. dni sponsi germani fratres cum magno Heroum procerumq. comitatu causa ducendi ferrariam prefatam Ill. d. Lucretiam et in familiam viri transferendi, prefat. Ill. dnus Ferdinandus dicti Ill. dni sponsi frater et procurator ad hoc spalr. destinatus ad effectum ut nulla dimittatur sollemnitas in dictis nuptiis celebrandis consuete ad abundantiorem licet non necessariam cautelam et ut quanto maiori cum dignit. et sollemnit. dicte nuptie celebrantur tanto firmiores existant habens ad hoc plenum sufficiens et speciale mandantum sicut constat puco documto manu dni Thebaldi filii speclis viri malateste de Thebaldis imp. aucte. notarij puci ferrariensis ac prelibati Ill. d. Ducis secretarii sub dato anni mill. quingent. primi ind. IVta die ottavo mens. Dec. ferrarie in palatio residentie prefati Illmi dni Ducis ferrarie presentib. magco et clarmo jur. conto dno Jo. Luca de pontremulo ducali consiliario Magco et generoso equite dno Antº de Constabilis etiam ducali consiliario spectli Phlippo de bonleis ducali architriclino generali testib. adhibitis et sicut de eis fide et legalitate constat ex lris testimonialib. Potestatis dicte civitatis ferrarie sigillo dicte civitatis munitis, publice et palam exhibito et recognito ac lecto: Volens exequi negocium sibi demandatum astantib. Rmis dnis Cardbus Ursino A. S. Crucis Sancte prasedis Alexandrino Alboren. Card. Cusentin. Card. Mutinen. Card. Salernitan. Card. de Farnesio. Card. Cesarino. Card. Capuense Card. S. Severini Card. de ferraria cum potestate specificandi nomina et titulos singulorum ac prefato Illmo dno Cesare Duce: Nec non et Rdo pre dn. Nicolao Maria epo Adrien. ac magcis et insignib. dnis dno Gerardo Saraceno oratore ducali D. Jo. luca de pontremulo etiam ducali consiliario secreto Dno Nicolao Corrigio Dno Hanibale Bentivolio D. Federico de amirandulo D. Ugotio de contrariis D. Antonio bevilacqua Rdo d. Raynaldo asareto D. Beltrando constabili Dno Camillo constabili Dno Gerardo rangone Dno Ludovico Valer' et ante conspectum et present. S. D. N. prefati ac in pres. mei pub. not. et testium infrascriptor. Repetitoq. divino suffragio non recedendo a dictis sponsalib. per verba vis volo et a conventionib. et pactis inter dictas partes initis et factis de quib. constat ex dicto pu.co docum. manu dicti dni Thebaldi confecto: sed predicta sponsalia et omnia alia pacta predicta sic sollemniter in dicta civ. ferrarie ut prefertur contracta quats expediat mutuo ac viciss. ac concordib. animis etiam nomine quo supra respective hinc inde approbantes emologantes et confirmantes et pro approbatis emologatis et confirmatis omni meliori modo via jure causa et forma haberi volentes dicta sponsalia reiterando prefata Illa dna Lucretia interrogata a prefato Ill. d. Ferdinando germano fre et procurat. antefati Ill. dni Alfonsi si consensit et denuo consentire vult in legit. matrimonium dicti Ill. dni Alfonsi Illmi princip. et Ducis ferrarie filii: et ipsum accipere et habere et tenere in legim. sponsum et maritum justa et secund. precepta et formam S. Matris Ecc., ad hec omnia interrogata prefata Ill d. Lucretia respondit: se consensisse et consentire de presenti habere et recipere prefatum Ill. d. Alfonsum in ejus legm. sponsum ac maritum et sic mutuo consensu per verba vis volo dictus procurator quo supra nomine et prefata Ill. dna Lucretia sponsalia reiteraverunt: Deinde incontinenti apprensa per ipsum Ill. dnum Ferdinandum dicte sponse manu sponsalitium anulum in anulari digito ejusdem in signum maritalis perfectique conjugii quo supra nomine immisit: proferens et dicens hec verba vid. hunc anulum sponsalitium Ill. dnus Alfonsus sponsus tuus tibi Ill. dne Lucretie sua sponte largiendum misit eoq. nomine tibi elargior: quo recepto prefata Ill. dna Lucretia respondit et Ita sponte et libere accipio me notº puca persona presente et legº stipulante pro dictis partibus tam presentib. quam absentib. omnibusque quorum interest vel intererit in futur.: de quib. omnib. et sing. Rogatus fui a dictis partib. ut pu.cum conficerem instrum. unum vel plura et totiens quotiens fuerim requisitus.

Acta fuerunt hec Rome in palº apco in prima camera lovii novi presentibus oratore Veneto Epo elnen. Adriano Tesaurario ac secretario Ventura epo Massanen. et aliis quamplurib. testib.

Ego Camillus Beneimbene Notarius, malus impeditus per alium michi fidum scribi feci et ipse dictavi.

(Protocollo del Notaio Camillo Beneimbene.)

Documento N. XXXIII. Alessandro VI alla Comunità di Nepi.

28 dicembre 1501.

Dilectis filiis Prioribus et Comuni n. Nepesine.

Alex. P. VI. Dilecti filii sal. et ap. ben. Quoniam in transitu dil. in xpo. filie nobilis mulieris Lucrezie de Borgia Ducisse, que hinc die lune proximo ad dil. fil. nob. vir. Alfonsum Ferrarie Ducalem Primogenitum consortem suum cum magna nobilum comitiva traducetur, ducenti equites ad vos divertent volumus, et vobis mandamus pro quanto gratiam nram caram habetis, et indignationem cupitis evitare, ut dictos 200 equites pro una die, et duabus noctibus apud vos mansuros recipiatis, eosque honorifice tractetis, ita ut de promptitudine vestra possetis apud nos non immerito commendari. Datum Rome apud S. Petrum sub anulo Pont. Die XXVIII. Decembris 1501. Pontif. N. A. X.

Hadrianus.

(Archivio della Casa Comunale di Nepi.)

Documento N. XXXIV. Pozzi e Saraceni al Duca Ercole.

Roma, 2 gennaio 1502.

Illustrissimo et excellentissimo Signor Nostro observandissimo hogi suxo la Piaza del Palazzo alcuni Zaneteri cun Cavalli leggieri et peduni: hanno fatto la cacia de li tori senza cani, perchè havevano incluso circa X tori in uno stecato et mandati fora ad uno ad uno li assaltavano, ferivano et amazavano; ma due o tri de' dicti cavalli furono feriti.

Tra heri et hogi sono stati numerati circa XXVII Ducati a Zoanne Ziliolo thesoriero: Domane credemo havere tutto l'resto: excepto cinque milia ducati li quali per mano deli Ginucij ni pagano in Ferrara, senza perdita alcuna e inanti che siamo giunti a Ferrara; et di questo se obligheranno a nui dicti Genucii in bona forma.

Questa nocte in la Camera de Nostro Signore è stata recitata la comedia del Menechino et con bona de quellui ch'havea la persona del servo, et del parasito, et similmente del scorto, et de la dona de Menechino, ma li menechini non dixero cun multa gratia, erano senza maschare, et non gli era scena alcuna: perche la Camera non era capace: et in quello loco dove Menechino fu preso per ordine del socero credendo chel fosse impacito cridando che li fosse facto violentia, dixe essere maraviglia, che se usassero tale violentie sospite Cesare, Jove propitio, et votivo Hercule, inanti a la recitatione de la comedia fu facta questa representatione, che prima comparse uno puto vestito da donna representante la Virtù, et un altro representante la fortuna: et facta contentione fra epse, quale fosse superiore sopraggionse la gloria sopra un carro trionfale, la quale havea il mondo sotto li piedi et gli erano scripte queste parole: Gloria Domus Borgie. La gloria, la quale etiam se chiamava luce preferite la virtù ala fortuna: dicendo che Cesare et Hercole haveano con virtù superata la fortuna: referendo multi nobili facti de lo Illmo Signor Duca De Romagna: poi comparse hercule vestito de la Pelle del Leone, et cun la clava contra del quale Junone mandoe la fortuna, et combatendo hercule cun la fortuna, la vinse, prese et ligete: et venuta Junone a pregare hercule per la liberatione de la fortuna, Lui come clemente et magnanimo, la concesse a Junone cun questa lege, che ne l'una ne l'altra mai facesse contra la Casa d'Hercule, ne contra la Casa Borgia de Cesaro: et cussi promiseno, et piu ultra promise Junone de favorire il matrimonio contracto tra dicte Case: di poi vene Roma suxo uno Carro trionfale, et si dolse che Alexandro che tene il loco de Jove, ge facesse questa iniuria de levarli la Illma Madona Lucretia commendandola grandemente, et demonstrando che la fusse il refugio de tuta Roma. Apresso vene Ferrara senza carro trionfale la quale allegava, che Madona Lucretia non andava in loco degenere, e che Roma non la perdeva: sopragionse Mercurio, mandato da li Dei e fosse concordia tra Roma e Ferrara, concludendo la volontà degli Dei essere che Madona Lucretia venisse a Ferrara, e fece ascendere Ferrara suxo uno carro triunfale a la parte più digna. — Tute queste cose furono recitate in verso heroico multo elegante — Celebrando sempre multo la coniunctione tra Cesare et hercule. Cun voler anche manifestamente inferire che inseme dovessero far gran facti contra li inimici de hercule per modo che se li effecti respondesseno a questi pronostici le cose nostre veniriano a multo bon termine: Et in bona gratia de Vostra Excellentia ne recomandiamo. Rome ji Januarji 1502.

Celsitudinis vestre

Servi Joannes Lucas.

Gerardus Saracenus.

(Foris) Illmo Principi et Excellentissimo Domino Domino Nostro observandissimo Domino Duci Ferrarie

Ferrarie.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XXXV. El Prete alla Marchesa Isabella Gonzaga.

Roma, 2 gennaio 1502.

Illma Madama, Hozi che è el pº di de lanno se fato uno stechato in su la piaza de S. Pietro e intorno si sono fate de molti tribunali circha ale ore 20 sono venuti tredici carri triunfali accompagnati da multa zente armata a pede e a cavallo numero forsi di un milio che fu bel spetaculo con soni asai e se porto el stendardo romano questa festa si domanda dagone questa monstra durò hore 4 se recitorno versi da non se potevano intendere, la San de Nº Sigre, el nostro Cardle erano a una fenestra li altri in za e in la, madama Lucretia stava ala sua stanza fornito questo acto la Sant del papa mandò a dire al Sigr dn Ferando che facesse restare li zentilhomeni perchè se volevano recetare certe comedie: a hore 4 el mandò a domandarli e cosi se andò dove trovasemo sua Sant in la camera del papagallo in sedia acompagnato da deci cardinali subito como fusome intrati el venne la Illma Madma Lucretia accompagnata da molti spagnoli e dale sue donne, sua Sigia aveva in capo quella scofia de zove mandata da Ferrara senza lenza el trinzato de seta bianca listato doro el pede de la treza ligato de incarnato la camora de veluto morello con certi frisi fati al telaro listate, le maniche ala francesca non troppo grande e curte listate de uno lavoro che sono perle 4 e uno balasso per longo e denanze al collo una canacha de zoie una sbernia de borlato doro coperta de raso leonato tuto talgiato con uno lavoro intorno uno cinto bello e fiochi bianchi, in questa sira sono comparse sei dele sue donzelle vestite molto pomposamente camore de veluto cremesino e brochato doro sbernie de seta di varij colori e doro, Asetate le brigate madama a man dritta del papa a basso so cosino, vene certi pastori che recetorno una comedia anzi egloga tuta in laude de questa signora, fornita questa el papa fece levare madama Lucretia e mandola in la salla di papi questa sala era aparata de coltrine doro molte belle facte per papa Inocentio e in mezo li stava la sedia papale alicontro el gera uno tribunale basso e streto adobato de frasche conze galantemente con torze venti bianche atachate al solaro asetate che furon le donne el papa e tuti li cardinali andeno con tanta furia e strele de uso, io avea fredo e sudava asetati chi in banche chi in terra el paron mio questa sera per due volte fu carezato dal papa e chiamolo lui e fecelo asetare ali soi pede se recetò una egloga el significato non lo intendo, fornita questa venne uno vestito da dona cum una zipa de incarnato e veluto morello facendo la morescha molto bene e cosi balando la tirava fora certi animali longi braza sei e tanti colti coperti de seta ala dovisa et erano novi, l'ultimo fu el duca el suo animale era coperto de borcato doro e veluto morello de liste larghe uno dito molto pomposo, uscito che furno tuti questa donna balando in morescha li cavò fori tuti, cosi se comenzò una richa danza con tamburini, queste erano veste de borchato morello e zallo non se vedeva se non oro talgiato el duca pure cosi ma più pomposo se cognosceva fra li altri con maschare al volto, fornito questa morescha sonaro li trombeti una altra morescha in suso uno arboro vera uno puto che si fe fora e dise certi versi, feniti butò novi cordoni de seta ala dovisa grossi uno dito questi ne pigliarono uno per uno e balando ne facevano una cordella e quello puto la teseva, in vero la fu una bella cosa, fornita questa che erano dele ore undeci el papa comandò a madonna Lucretia che facesse una danza e così ballò con quella valentia dreto poi ballono quelli dala morescha una copia per volta, el S.r mio li steti in fino a questa hora perchi siame logiati longo dala corte due miglia se ne veneseno a casa, intesi la matina chel non se fece altro.

In suso queste feste ve erano de le donne assai stravestite, el secondo dì de lanno se fece la cazia de tori dove el Duca uscito in campo con li soy compagni che erano novi a cavallo in suso le zaneti molti bene adobati con zanete in mano subito furo lassati dui tori, il duca se messo dreto a uno feroze e conduselo a morto con qualche pericolo se levò del stecato lui solo ne furno lassati de li altri e così li compagni li amazarno, vene el Duca poi a pede in zupone con dece compagni e zanete in mane e li tuti in sieme ne amazorno un altro, se partì, io non lo viti più ma questa festa durò in sino a lavemaria se amazorno deci tori e una buffala io non viti madama Lucretia per quello dì se ne stava ala sua stantia, in questa sera se fato una comedia latina el S.r per esser cose lonze non li e restato, la S. V. sa mo per questa fin qui quello e successo e ala bona gratia de quella me raccomdo se rasona che possodomani se debiame partire ma nol credo perche se va molto adasio. Ex Urbe die 2 Jann.i 1502.

S. El Prete.

Ala mia Illma Madama la Marchesa de Mantova.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. XXXVI. Il Cardinal Giovanni Ferrari al Duca Ercole.

Roma, 9 gennaio 1502.

Illustrissime Princeps et Exellentissime Domine Domine mi Observandissime Post commendationem. — Il vene a Vostra Ducal Excellentia et all'Illustrissimo Signore Don Alphonso suo primogenito la Illustrissima Signora Madama Lucretia Duchessa de Biselli consorte del prefato Signore Don Alphonso: Et ben che sia certissimo che la Excellentia vostra ed il prefato Signor Don Alphonso lhabiano a tratar como certamente meritano le sue excellenti virtu e li suoi boni portamenti in dies meglio meritarano. Niente dimeno per essere io subdito de Vostra Excellentia e a quella e a tutta sua Illustrissima Casa affectionatissimo me Parso mio debito per questa mia ricordare ad epsa vostra Excellentia che ne voglia fare quelli debiti portamenti che se aspectano da la prefata Excellentia Vostra e dicto Signore Don Alphonso, perchè non dubito se contentarano ogni giorno più de le singular sue virtu e meriti: Et ultra le gratie già riportate da la Santità de Nostro Signore che invero sono grandissime e facto de bon core e animo ne potrà sperar de le altre per la grandissima affectione ha pigliato Sua Santità al Excellentia Vostra e al prefato Signore Don Alphonso e a tutta la sua Illustrissima Casa. Et tutto quello se fara in persona de la prefata Signora Duchessa non sara manco accepto di qua che se fusse facto in la persona de la prefata Santità. Me parso offitio mio de dar questo adviso a Vostra Excellentia benche puo esser superfluo considerata la prudentia et circumspetione de quella a la qual sempre me riccomando Rome in Palatio Apostolico VIIIJ Januarij MDIJ. La Santità Sua scrive de sua propria mano a Vostra Excellentia.

Et Vestre Illustrissime Ducalis Excellente

Deditus Johannes Cardinalis Capuanus et Mutinensis manu propria.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XXXVII. Pozzi e Saraceni al Duca Ercole.

Foligno, 13 gennaio 1502.

Illustrissimo et Excellentissimo Signor Nostro observandissimo. Benche da Narnia scrivessimo alla Excellentia Vostra per la via de Roma e de le poste che veniressimo da Terni a Spoleti, et da Spoleti qui a giornate continuate, nondimeno: Ritrovandosse la Illustrissima Duchessa e le sue done multo affaticate a Spoleti delibero riposarse un giorno integro a Spoleti, e un altro qui in modo che non partemo de qui se non domane, et non arivaremo ad Urbino prima che martidi proximo che sera a li 18. del presente: perche doman andaremo a Nocera: Sabato a Gualdo: Dominica ad Eugubio: Luni a Caglio: Marti ad Urbino: dove dimoraremo anchora un giorno integro cioè tutol mercori, et de lie se andara à Pesaro a li XX: poi de Citade in citade secundo che per le altre è stato scripto a la Excellentia Vostra. Ma siamo certi che la prefata Duchessa se riposera multi di integri in multe de dicte Citade talmente che senza dubio, non arrivaremo prima a Ferrara ch'a lultimo del presente: on primo del futuro; et forsi al secundo o terzo. Dilche ni è parso conveniente dare noticia de qui ala Celsitudine Vostra: acciocche la intenda dove siamo, et quello che stimamo dovere essere, et che la possi ordinare, quello che meglio gli pare, perche se gli piace che se differisca al secundo o terzo di Febraro la gionta a Ferrara, credemo sia per succedere facilmente: se anche gli piacesse più ch'arivassimo a lultimo di questo o al primo di Febraro: la ni potera advisare; perche solicitaremo cussi come in sin qui havemo procurato lo andare riposato: la causa che ni move a credere quanto di sopra è perche la Illma Madama Lucretia e de complexione delicata; et non assueta al cavalcare: e manco sono le done sue, etcognoscemo, che la non vorria essere sbatuta, ne conquassata dal viaggio quando la giongera a Ferrara.

Per tuti li lochi per li quali Soa Signoria è passata è stata ben veduta e amorevolmente ricolta et cum grande Reverentia: et apresentata etiam da le done cun tale dimonstratione che tuto pareva essere facto a Sua Signoria, et per sua contemplatione: tanto universalmente e ben voluta in questi paesi, ne li quali per essere stata già in la Legatione de Spoleti è multo ben cognosciuta. Qui gli è stato facto maiore recoglientie, et maiori signi de leticia, che in altri lochi fori di Roma: perche ultra che li Signori di questo loco cussi chiamati per essere presidenti a la Republica cun li Capuzzi et mantelli de rossato la incontrasseno insino a la porta, essendo tuti a piedi: et cussi la accompagnassano insino alo alloggiamento suxo la piaza: fu incontrata vicina a la porta da uno tropheo sopra il quale era una persona representante Lucretia Romana cun uno pugnale in mano: la quale dixe alcuni versi di questa importantia, come essendo Lei in questo loco: sopragiogendo Soa Signoria, da la quale di pudicitia di modestia, di prudentia et di Constantia era superata, gli dava loco e cedeva: poi apresso la Piazza gli era uno carro triunfale inanti al quale era uno cupidine, e sopral carro era Paris col pomo aureo in mano, il quale dixe alcune rime di questo effecto: come già haveva dato per sententia il pomo a Venere, la quale solamente excedeva de belleze Junone et Pallade: ma hora rivocava dicta Sententia, et donava il pomo a Sua Signoria come a quella che superava tute tre quelle dee attento che in Lei era belleza: sapientia, e richezza, overo potentia maiore, che in tute tre quelle dee: ultimamente suxo la piaza ritrovassimo una Galea armata de turchi a la Turchescha: la quale gli vene incontra oltra la mitade de la piaza; et uno de epsi stante suxo la prora dixe alcuni versi in Rima, di questa sustantia: Come sapendo il suo gran Re quanto Lei poteva in Italia; et quanto la potesse essere bona mediatrice a la pace: la mandava a visitare et offerir gli la restitutione de quello, che lui teneva del Paese christiano: non siamo curati de havere le parole de dicti versi; perche non sono di quelli del Petrarcha: ne anche la representatione de questa nave ni pare essere de grande importantia: ni multo al proposito. Non pretermettemo che lungi da Foligno 4 miglia la fu incontrata da tuti li Baglioni, che sono in Stato li quali erano venuti e da Perosa, e da le sue Castelle; et per farli reverentia, et per invitarla a Perosa. Sua Signoria persiste pure in desiderio de venire per aqua da Bologna a Ferrara, per fugire la incomodità del cavalcar et de la via terrestre; come per le nostre date a Narnia Vostra Excellentia fu advisata.

La Santità de Nostro Signoro tene tanta cura de Soa Signoria che ogni di, e ogni hora vole intendere de li progressi soi et è necessario, che Lei di sua mano de ogni terra scriva a Soa Santita del suo ben stare: che confirma quanto è stato scripto a Vostra Excellentia altre volte che Soa Santita la ami più che alcuna altra persona del Sangue suo.

Se haveremo il modo de tenir advisata Vostra Excellentia de di in di de questo viagio, et de le cose che accederanno non seremo negligenti.

Essendo tra Terni e Spoleti in Valle de Strectura uno Stafiero de lo Illustre Don Sigismondo vene a parole rixose cum uno Stafiero de Stefano di Fabij nobile Romano, quale è in la comitiva de la Predicta Duchessa per causa assai leve de certi turdi: et havendo l'uno et l'altro posto la mano a le arme: sopragionse uno Pizaguerra a Cavallo pur de quelli de lo Illustre Don Sigismondo, il quale ferete suxo la testa il Stafiero de dicto Stefano: de la qual cosa Stefano di natura impatiente: Collerico et insolente tanto si commosse et si dolse, che mostrava, non volere venire più avanti, et essendo gionto in la Rocha de Spoleti passo a lato ali illustri Don Ferrante e Don Sigismondo senza salutarli ne diferirgli: tutavia intesa bene la natura de la cosa, che fu inopinata et casuale, et come tuti nui seni eramo grandemente doluti: et che pizaguerra era fugito, et anche il dicto Stafiero de Don Sigismondo per modo che non se ni poteva fare alcuna dimostratione: fu dato il torto a Stefano per il Reverendissimo de Cosenza, e per la Illustrissima madama Lucretia et per tuti; et Stefano se' acquitato et pacificato, e vene cun li altri. In bona gratia de Vostra Celsitudine ne recomendiamo. Ex fulgineo XIII Januarij 1502.

Celsitudinis Vestre.

Il Reverendissimo Cardinale de Cosenza per quanto intendemo sin qui non ha a passare le terre de lo Illustrissimo Signor Duca de Urbino

Servi Joannes Lucas et Gerardus Saracenus.

(Foris) Illustrissimo Principi et excellentissimo Domino Domino nostro observandissimo Domino Herculi, Duci Ferrarie.

Ferrarie cito cito.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XXXVIII. Il Duca Ercole ad Alessandro VI.

Ferrara, 14 febbraio 1502.

Ad Summum Pontificem.

Sanctme ac beatme pr. et Dne, dne mi colenme humillima post beatorum pedum oscula commendatione exhibita. Inanti che giongesse qua la Ill. Duchessa nra comune Figliola, Mia firma intentione era de accarezarla et honorarla, sicome se conviene et de non manchare in cosa alcuna pertinente a singulare dilectione: Essendo mo sua Sria gionta qua, la mi ha talmente satisfacto, per le vertute et digne qualitade che ritrovo in ipsa, che non solo sum confirmato in questa bona dispositione, ma, e, grandemente cresciuto in me il desiderio et animo di cussi fare: et tanto piu quanto che vedo la Sta V. per uno Breve de sua mano amorevolmente farmi questo ricordo. Siche stia de bona voglia la Sta Vra per che verso la la pta Duchessa usaro tali termini, che la Bne V. cognosca, che Io tengo sua Sria per la più cara cosa che Io habia al mondo.

Ben prego et supplico V. Stà che se degni farmi gratia speciale de la promotioni de M. Jo. Luca mio a cardinalato in queste tempore proxime, come expecto cum granmo desiderio, secundo che anche el mio Ambe gli significara più diffusamente: et in bona gratia de la Sta V. humilmente me recomando.

Ferrarie 14. Febr. 1502.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XXXIX. La Marchesa Isabella Gonzaga a Lucrezia Borgia.

Mantova, 18 febbraio 1502.

Dne Lucretie Borgie.

Illma S. Lo amore chio porto a la S. V. et lo desyderio chio ho de intender che la persevera in quella bona valetudine dove la si ritrovava al partire mio fa che credi che lei anchora sii in la medesima expectatione di me et perho sperando farli cosa grata gli significo como luni gionsi in questa terra sana et salva, havendo ritrovato lo Illmo Sre mio consorte in optima convalescentia: Resta che da la S. V. intendi parimente il successo suo acciò possi pigliarne piacere, como di sorella cordialissima: Et benche reputi superfluo offerirle le cose sue: non dimeno per una volta ho voluto ricordarli che la puo de la persona et mie facultà disponere non altrimente che de le sue proprie, et a lei sempre, mi raccdo pregandola vogli racme a lo Illmo Sre suo consorte mio honmo fratello: Mantue XVIII Februarij 1502.

(Archivio Gonzaga in Mantova).

Documento N. XL. La Marchesa Isabella Gonzaga ad Adriana Ursina.

Mantova, 18 febbraio 1502.

Dne Hadriane Ursine.

Ma Hadriana: Non havendo posto in oblivione le comendatione che ne fece la s. v. in nome suo, et de ma Julia, subito gionte che siamo state a Mantua havemo facto intendere al amico suo, quanto ne parlo v. s. in suo favore, offerendoli per rispecto de quella, et de Ma Julia la protectione et suffragio nro in tutte le occurrentie sue: ne le quale procederemo a li effecti omne volta che possiamo gratificarlo in modo chel cognoscera che tenemo bon conto de la s. v. per la quale potendo qualche altra cosa serimo sempre disposte a compiacerla: Nui siamo gionte qua ad salvamento, et desideramo intendere che la Illma ma nra cognata et sorella continui insieme cum v. s. in buona valetudine: a la quale non agravara raccomandarne. Mantua XVIII Februarij 1502.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. XLI. Cesare Borgia alla sorella Lucrezia.

Urbino, 20 luglio 1502.

Illma et Exma Signora Germana nra Charma. Tenendo per certo che nulla più efficace et salubre Medicina essere po A la pnté indispositione de La Extia vra che sentire bone et felici novelle, Li facemo Intendere che in questo ponto havemo hauta nova et certezza de la presa de Camerino Pregamo quella voglia fare honore ad questa nova con evidente effecto de miglioramento et farcelo intendere, Imperoche con la sua infirmita Ne de questa ne de altre possemo sentire piacere alcuno. Pregandola anchora che la presente voglia participarla A lo Ill. Sr Don Alfonso suo Consorte et nro Cognato come Fré Amantissimo Al quale per la pnté non scrivemo per la prescia. De Virbino adi XX de Juglio MDII.

De V. Illma S. fratello q'como si medesmo lama

Cesar.

Agapytus.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XLII. Francesco Troche alla Marchesa Isabella Gonzaga.

Roma, 1º settembre 1502.

Illma Sra questa facio solo adcio che Sebastiano non Torne senza mia lra ad V. Excia ala quale per averli dato longo aviso per un altra mia per questa non scrivo altro si no che la sra princessa qual sta un poco mal et la ho facta visitar da Sebastiano, basa le mano de V. S. Illma, faccio continuo scriver el libro in bona lra et lo mandaro presto non ly mando mo per che voglio far scriver alchune altre asé bene: suplico V. Excia se degne mandarne li sonetti che me promisse, et se in alchuna cosa la posso servire quella me commande che son desideroso servirla ala qual baso le mani di roma lo primo de setembro.

D. V. excia

humil servitor Fraco Trocche.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. XLIII. Lo stesso alla stessa.

Roma, 5 ottobre 1502.

Illma mia Sra per brognolo ho receputo una lra la qual insieme con li quatro sonetti quella se he degnata mandarme dela qual humanita infinite volte la rengratio significandole che quantunche in prima ly fosse deditissimo servitore hora cum questo mha in perpetuo obligato come è ragione et non desidero altro che poterlo cum qualche opera et effecto dimostrare Et perche me seria impossibile per lettere ne parolle esprimerlo ho pregato lo presente portator brognolo col qual diffusamente ho parlato alcune cose, lo voglia dir et far intendere a V. S. Illma alaqual humillmente me recomando et baso le sue mane, de Roma a V. de Octobre.

D. V. Illa S.

humile servitor

F. trocche prothº apco manu pp.

Con suggello con tre pesci.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. XLIV. Isabella Gonzaga a Cesare Borgia.

15 gennaio 1503.

Dno. Duci Valentie.

Illme etc. De li felici progressi de V. Ex. quali cum una amorevole lra ce ha significati, ne havemo preso quello piacere et contento che si conviene a la mutua amicitia et benivolentia che è fra lei et lo Illmo s. nro. consorte et nuy, et cossi in nome suo et nro ne congratulamo seco de omne secureza et prosperità sua et ringraciamola de la participatione et offerta ce ha facta di tenerni avisate de li successi: del che la pregamo ad volere per humanita sua continuare: perche amandola como facemo desyderamo sentire spesso li andamenti suoi per puoter insieme cum ley alligrarmi del bene et exaltatione de V. Ex. et perche credemo che doppo li strachi et fatiche che la patisse in queste sue gloriose imprese voglia anche ritrovare loco de recrearsi me parso mandarli per Joane nro staffero cento maschare: non perche non lo cognosciamo vile dono ala grandeza de li meriti de V. Ex. et de lanimo nro; ma per una testimonianza che quando in questo nro paese fusse cosa più degna et conveniente piu volentieri glila mandarissimo. Se anchora le maschare mancharano de la bellezza che se gli conveneria V. Celne imputara li maestri de Ferrara: quali per la prohibitione che già molti anni e in quella citta de maschararsi in publico hanno desimparato a fare acceptando per supplimento la sincera volunta et affectione nra versa V. Ex.: Circa ala pratica nra: non accade replicare altro, finche non intendiamo da V. S. Illma la resolutione de la Sta de N. S. circa il caso de la securta che gli facessimo explicare di visa per il Brognolo che cossi stiamo in expectatione per potere venire a la conclusione etc. a lei ne offerimo et raccommandamo XV. Jan. 1503.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. XLV. Cesare Borgia ad Isabella Gonzaga.

Acquapendente, 1º febbraio 1503.

Illma Exma signora Comatre et sorella nra hon'. Havemo receputo el dono de la Extia vra de le cento Mascare, per la multiplice varieta et singulare bellezza desse ad me molto accepte, et assai piu per essere sopreionte ad tempo et loco che piu al proposito essere non seria stato possibile Come se la vra Extia ce havesse prefixa lege et ordine de le imprese et de la tornata nra ad Roma, Dopo l'acquisto per nui facto in uno medesimo di de citta et contado de senegaglia con le forteze et justa punitione delli perfidi tradimenti de li adversarii nri, et dipo anchora liberate da Tyrannia et reducte a la obedientia de la sanctita de Nro Sre la citta de Castello, Fermo, Cisterna, Montone et Perosa: Et hora al ultimo deposito del Tyrannico Dominio se haveva occupato in Siena Pandolfo Petrucci, demustratosi contra de nui tanto atroce inimico Et sopre tutto ce sonno decte Mascare acceptissime per essere procedute da la fraterna et singulare benevolentia, la quale semo certissimi che quella conformemente con lo Illmo Sre suo consorte ce porta, et per ogni altro effecto ce demustra, et ha demustrato per la Amorevolissima lra che con esso presente ce ha mandata, de le qual cose tutte insieme haveriamo da rengratiarla infinite volte per lre se la grandeza de li meriti soi et di lo Illmo Sre consorte prefato verso de nui, non refutassero le demustrationi de parole, recercando pieni effecti, usarimo le decte Mascare, et la loro perfecta belleza, ce toglira cura de ogni altro ornamento, Ad effecto de la commune parentela perseveramo tutta via essere piu caldi, in questa andata nra ad Roma adoperarimo che per la Sta de Nro signore se li dia pienissimo effecto Del prescione che la vra Extia ce recerca faciamo liberare, scrivendo ce sia mandato subito piena informatione, et quella hauta non restarimo respondere ad essa Illma Sria vra. con sua satisfactione Ala quale ce recomandamo Ex Pontificiis Castris ad Aquampendentem primo Februarii MDIII.

De V. Extia Compare et fratello el Duca de Romagna etc.

Cesar

Agapytus.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. XLVI. Il Duca Ercole a Giangiorgio Seregni, suo oratore in Milano.

Belriguardo, 24 agosto 1503.

Dux Ferrarie etc.

Zanzorzo — Per chiarirte de quello che da multi te è dimandato, se stamo de malavoglia de la morte del Papa, te certificamo che per niun capo la ni e' dispiaciuta: anci per l'honore de nostro Signore Dio, et per la universale utilità de la christianita, habiamo più di sono desiderato, che la divina bonta e providentia facesse provisione de uno bono et exemplare pastore, et che de la chiesia soa se levasse tanto scandalo: Ne la nostra particularita ni poteria fare desiderare altramente: perche l'honore de Dio et del bene universale prepondera apresso Nui: ma piu te dicemo che non fu mai papa dal quale non havessimo più gratia, et più al piacere che da questo, etiam dopo la affinità contracta cum lui: solamente havessimo et a pena quello de che il se era obligato, del quale non staessimo ala fede soa: Ma in niuna altra cosa ne grande ne mediocre ne picola siamo stati compiaciuti da lui: che credemo procedesse in grande parte per colpa del Duca de Romagna: Il quale per non havere potuto fare di Nui quello che haveria voluto se è governato cum Nui da extraneo, ne mai sè allargato cum Nui, ni comunicato li soi andamenti: Ne nui habiamo comunicato li nostri cum Lui: et ultimamente per inclinare Lui a Spagnoli, et vederni Nui boni francesi, non havevemo mai da sperare ni dal Papa, ni da Soa Signoria apiacere alcuno: Però non ni è despiaciuta questa morte non expectando se non male de la Grandeza el predicto Signor Duca. Volemo che tu communichi questo nostro Secreto punctalmente al predicto Signor granmastro a la cui Signoria non volemo che sia celato lo animo nostro: ma cum altri parlane sobriamente: et remetterai poi questa indrieto al Reverendo messer Gianluca (Pozzi) nostro Consigliero.

Belriguardi 24. Augusti 1503.

N. Bendedeus.

(Foris) Spectabili Secretario nostro delectissimo Joanni Georgio Seregnio

Mediolani — Cita.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. XLVII. Giovanni Sforza al Marchese Gonzaga.

Mantova, 25 agosto 1503.

Illme et Exme Dne et Cognate honorme Ringratio la Ex. V. de la bona nova che per sue lettere la se dignata de darme del essere del Valentino, per che ne ho hauto tanta alegreza ch'io spero de dare repulsa al mio male: certeficandola che quando io reintra in stato, gli habia ad stare come factura e V. E. p.ta per esser lei patrone del tuto, et de la mia persona propria: pregandola se altro la intende del dicto Valentino, che pur el sii morto ad volermene dare qualche adviso, che la me fara sing.re apiacere: a la quale sempre ex corde me recomando.

Dat Mantue die 25. Augusti 1503.

Illme V. D. Servitor Joannes Sfor. pisauri etc.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. XLVIII. Don Jofrè Borgia al Marchese di Mantova.

Nepi, 18 settembre 1503.

Illme ac Exme Dne et maior Honorande. M. Ruberto de bisenzo: M. Hieronimo de alexandria: M. Culpino da verona: Andrea da benevento: Francescho da bologna et Mattheo da benevento: Gentil homini e soldati della Ex. del signor duca di romagna nro Honorevol fratello: et alcuni nri: per esser tucti habitanti in monte fiascono co' loro mugliere et robe dicano essere stati saccheggiato domenicha immane et anche morto alcun de lor fratelli in montefiaschone de certa fantaria della Xa Mta: per el che ad esse e incurso grandissimo danno: et perdita de lor robe: vi pregamo vogliate esse et tucti i danni passi siano satisfacti de tucto quello sia possibili recuperare: el che al prefato Illmo S. Ducha serra inpiacere assai: e ad noi el reputiremo ad adceptissimo servitio da V. Illma S. al piacere della quali ne offerimo paratissimi Ex Nepe die XVIII. septenbris MDIII

D. V. Illma Sigria

Como minor fratello

El principe de Squillace.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. XLIX. Il Marchese di Mantova alla moglie Isabella.

Isola degli Orsini, 22 settembre 1503.

Ill.ma D.na Conjunx nos.a amatisma Acio che la S. V. sia informata come noi del passaggio de la san.a memoria del papa Alessan.º VI.º gli significamo, come essendo infirmato, cominciò a parlare in forma che chi non intendeva il suo proposito, credeva chel vacillasse, ancor chel ragionasse cum gran sentimento, le parole sue erano, io veniro, l'e ragione, expecta anchor un pocho, e da quelli che intendevano il suo secreto, è scoperto, che dopo la morte di Innocentio ritrovandosi in conclave, el patuì col diavolo comprando il papato con l'anima sua, e tra li altri pacti fu chel dovesse vivere in sedia dodeci anni, il che gli è stato atteso cum quattro di de giunta, gli è ancor chi afferma haver visti sette diavoli nel punto del respiro in sua camera, morto chel fu, il corpo cominciò a boglire, e la bocca a spumare come faria uno caldaro al focho, assi perseverò mentre che fu sopra terra: divenne anchor ultra modo grosso in tanto che in lui non apparea forma di corpo humano, ne dala larghezza ala lunghezza del corpo suo era differenzia alcuna: ala sepoltura fu portato senza molto honore, e dil cattaleto fu trascinato per un facchino, cum una corda ligata al pede, al loco di la sepoltura per non trovarsi alcuno che lo volesse tocare, fulli facto uno deposito tanto misero che la nana moglie del zoppo lha li a Mantova piu honorevole: e per ultima sua fama ogni giorno se gli trovano attacchati li piu vituperosi epitaphij del mondo:

Hora è venuta nova come il Siena è creato papa: reputato persona neutrale e senza passione ne parte: Alla S. V. tutto ne donamo basando pur assai Federico: Havemo mandato a dimandare il passo e victualie per meggia Roma non si essendo facto il ponte fora come era stato promisso non sapemo che risposta haveremo, sapemo ben che li nemici sono a Genezano e ni vengono incontra Monr Tremoglia aggravato, è forciato ritornare a dreto: saremo soli al regimento del campo. Benevaleat D. V. Ex Insula XXII septembris MDIII.

Conjunx Marchio Mantue etc.a Xmi Regis Locumts Generalis.

Illme dne Conjugi Nostre amatissme Dne Isabelle Marchionisse Mantue.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. L. Il Duca Ercole a Lucrezia Borgia.

Codegori, 4 ottobre 1503.

Illustrissima et Excellentissima Domina Nurus et filia nostra dilettissima: Havemo avuto la lettera de la Signoria Vostra, inseme cum quella de Mons. Reverendissimo Cardinale de Cosenza a lei directiva che la ni ha mandato, la quale ge remettemo cum questa nostra, et la quale non è stà lecta per persona alcuna se non per Noi, et havemo notato il prudentissimo scrivere de epsa Vostra Signoria, et del predicto Reverendissimo Cardinale, quale Le mone cum tante bone ragione, che non se po judicare, senon chel sia amorevole et savio: Unde havendo Noi pensato al tuto, ni pare che la Signoria Vostra possa et debia acconsentire a quanto propone de volere fare il predicto Monsignor Reverendissimo; al quale ni pare ora che Vostra Signoria habia ad havere qualche obligatione, per la demonstratione cun effecto de tanto cordiale amore chel mostra portare a quella et al Illustrissimo Don Rodorico suo figliolo, che se poterà dire, essere stato preservato in vita per sua opera et se bene epso Don Rodorico sera alquanto largato da epsa Vostra Signoria; meglio è stare così lontano et securo che vicino cun periculo come il demostra che seria; et non se diminuira per questa distantia puncto lo amore fra voi. Et quando el sera Grande Il potera secundo le condicione de tempi pigliare partito al facto suo on de retornare in Italia on de restare, et è bona provisione quella che dice epso Monsignore Cardinale de vendere quelle cose mobile, et acquistare lie per supplire al vivere suo, augumentandose le intrate, come il dice che fara unde per ogni respecto, come havemo dicto, ni pare chel sia bene ad acconsentire a la sua voluntade. Non dimanco se ala Signoria Vostra che è prudentissima paresse altramente, se ne remettemo a lei. Que bene valeat Codegorij iiij octobris 1503.

Hercules Dux Ferrarie.

(Archivio di Stato in Modena.)

Documento N. LI. Lucrezia Borgia al Marchese Gonzaga.

Reggio, 18 agosto 1505.

Ill.me et Ex.me D.ne Cognate et fra.r nos.r hon.me Havendo sempre cognosciuta V. Ex.cia per ogni fortuna portare singulare amore all'Illmo S. Duca mio fratello et esser bene disposita a tutte le cose che gli sieno di honore et comodo non altrimenti che se la gli fusse carnale fratello: con ogni fiducia al presente ricorro al favore suo per la liberatione de Sua Ex.cia per la quale etiam per opera et diligentia mia si prattica al presente in Roma de mandare ala Cat.ca M. lo Rev.mo Card.le Regino cum licentia et favore de la S. de N. S. et essendosi pregato Sua R.ma S.ia che li vogli andare voluntieri, ha gratiosamente resposto esserne molto contento: Resta la licentia et il favore del papa: Unde sapendo lo amore che sua Beat.ne porta a V. E. la priego quanto più posso che li piacia scrivere a S. Beat.ne pregandola grandem.te che la vogli dignarsi prestare dicta licentia ad esso Card.le et scrivere cum tale efficacia ala pred.ta Cath.ca M. che dicto S. Duca sia liberato, perchè si tiene per indubitato che serà facto quanto S.a S.ta vorrà, et quando lo Ill.mo S. Duca de Urbino fusse a Roma prego V. S.ia che li vogli scrivere opportunam.te sopra ciò, perche Sua Ill.ma S.ia tenga ben disposta la pred.ta Beat.ne a lo effecto predicto: Et non gravarà a V. Ex.cia mandarme epse lett.e per questo cavallaro che li mando a posta: a ciò lo possi cum le mie mandare al suo viaggio, et se anche paresse a quella oltra di questo, scrivere a qualche suo in Roma che etiam ne parli ala S. de N.º S.re et solleciti, la poterà fare quanto li parerà, et lo Illmo S.r mio fratello et io de ogni suo favore gli ne restaremo obligat.mi ne seremo immemori del beneficio: Offerendomi et raccomandandomi a V.a Ex.cia que bene valeat. Regii XVIII. Aug.ti 1505.

Lucretia Ducissa Ferrarie etc.

N. Bendede'.

Ex.mo Cognato et fratri meo hon. D.º Francisco Marchioni Mantue. Mantue subito.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. LII. Tavole nuziali tra Niccolò De Rovere e Laura Orsini.

Novembre 1505.

In n. D. D. nri J. Ch. Anno a nat. ejusd. Millº Quingentesimo Vto pont. S. D. N. dni Julii div. prov. pp II. Ind. VIIII sec. mor. Rom. mens. nov. die vero.... Constituti ante pedes et sac. consp. pfati Smi dni nri pp Adstantib. ibid. et assistentibus Rmis in xpo patrib. Hyeronimo epo Sabin. Card. Racanaten. vulg. nuncupato Raffaele S. Georgii epo Albanen. S. R. E. Camº Rmo d. Jo. Antº Tusculan. epo Card. Alexandrino Antº S. Anastasie card. Cumano Francº S. Susanne Card. Volterrano Jo. S. Marie in Equirio Card. de Colunna vulg. nuncupato. In mei Not. pub. et test. infrascr. presentia Magcus Adolescens dnus Nicolaus de Ruvere pfati S. D. N. pape Nepos ac Nmi in xpo pris Dni Galeotti tti S. Petri ad Vincula Carlis ac S. R. E. Vicecancellarii germ. frater cum presentia et assistentia ejusd. ex una et magca et generosa dna Julia de farnesio vidua relicta quond. magci viri dni Ursini de Ursinis Mater et dudum Tutrix et nunc Curatrix magce puelle adulte dne LAURE sue et dicti qd. dni Ursini legitime et nat. filie et universalis heredis et ipsa Magca dna laura cum presentia et auct. dicte sue matris ac Tutricis dudum et nunc curatricis et legit. administratricis et cum pres. et assist. Rmi in xpo patris Alexandri tti S. Eustachii Cardis de Farnesio vulg. nuncup. Avunculi prefate dne laure sue germane sororis filie Ad interrogat. mei pub. Not. presentis et primo solemnit. interrogantis prefatum Magcum d. Nicolaum present. et intellig. si vult habere et recipere in suam legitim. sponsam et uxor. pfatam magcam d. lauram cum dote et fundis dotalib. jocalib. et mobilib. et paraferno secund. tractatus habitos conclusos et firmatos inter pfatos Rmos dnos Carles de farnesio et vicecan. in totum adscendentes ad valor. et existimat. concorditer fact. triginta milium ducator. de Carlenis veterib. decem pro quolib. ducat. et legitimas nuptias cum ea contrahere et copulare et ipsam habere et tenere pro legit. sponsa et uxore secund. Mandata et ritum S. E. dei Ad quam quid. interrog. per me Not. pub. sic ut prefertur solemnit. factam sponte ac deliberato animo et ex certa sua scientia pfat. magcus D. Nicolaus respondendo dixit Volo et ita consentit. Subsequenter vero per me eund. Not. interrogata pfata Magca D. Laura etatis nubilis sicut ex aspectu apparet existens si habere et recipere vult in suum legit. sponsum et maritum pfat. magm D. Nicolaum presentem cum dote et jocal. et paraferno predictis sicut tractatum firmat. et conclus. fuit inter ipsos Ros dnos Carles et in legitm matrimon. ejusd. consentire similiter sponte ac libere ac deliberato animo et ex certa sua scientia respondit, dixit volo et ita consentio Me Mot. ut pub. pers. etiam stipulante pro eis et eor. et cujuscq. ipsor. nomine == Postque incontinenti prefata mgca d. Julia mater et curatrix et legit. administratrix pfate D. Laure sue filie et curatorio et administratorio nomine ipsius Cum presentia et assist. dicti Rmi D. Carlis de farnesio sui germani fratris et ipsa mgca D. Laura adulta cum auctoritate dicte sue matris et curatricis et cum pres. et assist. dicti Rmi d. Card. avunculi sui Constituerunt dederunt cesser. concesser. transtuler. mandaverunt pfato M. D. Nicolao presenti et recip. et michi Not. etc. Quodam paternum Castrum vulgar. nuncupatum Bassanellum cum duob. casalib. et eor. tenimentis eid. anexis et incorporatis vid. Cerqueto et palazola vulg. nuncup. et cum toto dicti castri territorio dominio et vassallaggio ac mero et mixto imperio et cum fortellitiis et terris, Quod totum castrum cum suo territorio et casalibus situm est in dyocesi Ortana Censuatum R. Eccle cum onere census unius libre Cere annuatim Cui ab uno territorium civitatis Orte ab alio castri Gallesii ab alio castrum Suriani ab alio castrum Julianelli Extimatum concordit. et de comuni partium consensu valoris et comuni exstimationis quatuordecime milium ducator ad computum X carl. veterum pro quol. ducat.

Item similr. in dotem et pro fiendo dotali ejusd. constituerunt deder. et concesser. transtuler. et mandaverunt omnia et sing. jura nomina et actiones que et quas habet pfata D. laura in quod. palatio et domib. et apotecis simul junctis quod et que situm et sita sunt Rome in Rne pontis jux. plateam Montis Jordani quib. undique a trib. laterib. sunt vie pubce a quarto vero latere sunt res. . . . . . . . vel si qui sunt plures aut verior. confines seu vocabula veriora.

················

Amplius etiam pro jocalib. et acconcio et ornatu ipsius d. laure secund. ritum et morem Roman. tempore quo div. fav. gratia domum et familiam dicti sui sponsi transferetur promiserunt deferre et deferri facere et quod ipsa D. laura secum deferet tot et tanta bona in jocalib. monilib. unionibus perlarum collanis aureis vestib. sericeis et in broccat. vasis argenteis et aliis reb. et bonis mobilib. et suppellectib. valoris et extimat. altror. trium mil. ducat.

················

Acta fuerunt hec in palatio apostolico aput S. Petr. in Aula pontific. psentib. infrascriptis testibus vd. Bro do. Jacº epo Caiacen. dno epo Millepoten. dno epo Ortano dno epo Eugubien. dno herig. Archiepo tarentino et Ill. dno Constantino capitaneo ad custod. palatin. et principis qui ensem tenuit secund. ritum Romanor. in stipulatione sponsalium sollemnit. celebratarum inter dictos magcos sponsum et sponsam omnibus ad predicta adhibitis et convocatis.

(Protocollo del Notaio Camillo Beneimbene.)

Documento N. LIII. Cesare Borgia al Marchese Francesco Gonzaga.

Pamplona, 7 dicembre 1506.

Illme Princeps et Exme Dne. Compater et tanquam fr. hon. Comm: Aviso V. Extia como depoi tanti travagli ha piaciuto ad N. Sr Dio liberarme et cavarme de prescione nel modo che da Federico mio secretario exhibitor de questa intendera, piaccia alla infinita sua clementia che sia per maiur suo servitio: Al presente me retrovo in Pampilona col sermo Re et Regina de Navarra, dove arrivai alli tre de Decembre, como de questo et de ogni altra cosa dal prefato Federico V. Illma Sria ad pieno intendera, al quale piaccia de quanto dirà in mio nome prestar quella piena fede che faria alla mia propria persona. Alla Extia V. sempre me recommando. Ex Pampilona VII. Decembris MDVI.

de vra S. compatre e minor fratello

Cesar.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. LIV. Lucrezia Borgia al Marchese Gonzaga.

Ferrara, 28 dicembre 1506.

Ill.me et Exme D.ne Cognate et fr. hon. Lo exhibitore presente serà un servitore del Ill.mo S. Duca mio fratello che expectandosi da sua Ex.cia ha portato lettere di quella, significando la nova de la sua certa liberatione, et il loco dove per Dio gratia la si trova sana et di bona voglia, che è in confermatione di quanto si haveva per advisi da diversi bande. Il viene a V.a Ill.ma S.ria cum sue lett.e sum certa che la si alegrarà et pigliarà quello contento che faria el pred.to S.r Duca et io dogni suo prospero et felice successo amandolo, come la fa da fratello. Non ho voluto chel dicto venga senza questa mia per la quale non me extenderò altramente in narrarli come è passata dicta liberatione perche da lui come instructo del tutto ge la exponerà diffusamente. Et a V.a Ex.ia sempre me ricomando.

Ferrara XXVIII. Decembre 1506.

De V.a S.ia obedientis.ma Sorella

La Duchessa de Ferrara.

N. Bendede'.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)

Documento N. LV. Lucrezia Borgia al Marchese Gonzaga.

Ferrara, 15 gennaio 1507.

Ill.me et Ex.me D.ne Cognate et fr.r hon. Hora ho inteso che per commissione de la S.ia de N.º S.re è stato preso in Bologna Federico cancelliero del S.re Duca mio fratello: et perchè sum certis.a Chel non si trovarà in manchamento alcuno per non essere venuto per fare ni dire cosa alcuna che possa despiacere ni essere molesta a sua Beat.ne perchè sua Ex.ia non pensaria ni ardiria fare simil cosa verso sua S.ta et costui sel havesse commissione alcuna melhaveria prima comunicata, et io non haveria tollerato ne tollerarla che se ne facesse un tristo pensiero per essere devotiss.ma et fidelissima serva de S. Beat.ne insieme cum lo Ill.mo S.r mio consorte. Ma non trovo ne so chel sia venuto per altro se non per portare la nova de la sua liberatione. Et cussi tengo per indubitato chel non si trovarà in mancamento. Et perchè questa detentione io la estimo grandemente maxime per il smachamento che po essere per questo al p.to S.r Duca mio fratello che non sia in gratia de sua Beat.ne anche a me: priego quanto più so et posso V.a Ex.ia che per quanto amore la mi porta, la vogli in ogni modo operare cum la p.ta S. che presto el sia relaxato come spierò in la benignità sua et in la efficacia et intercessione de V.a Ex.ia che per un singulare piacere et beneficio al presente da V.a Ill.ma Sig.ia non potria recevere il magiore ni de che più ge ne restasse obligata et per l'honore et per ogni respecto, si chè de novo ge ricommando questo caso de tutto core, et a lei mi offero et ricomando.

Ferrarie XV. Januarij 1507.

De V.a S.ia sorella e servitrice la Duchessa
de Ferrara.

N. Bendede'.

Allo Illmo et Ex.mo S.re mio cognato et fratello hon.mo el Sig.r Marchese de Mantova. Bononie.

(Archivio Gonzaga in Mantova.)