Nº VII. (Vedi pag. 339.)

DISCORSO D’AUTORE INCERTO, SCRITTO L’ANNO 1377

DEL PRINCIPIO E DI ALCUNI NOTABILI DEL PRIORATO.

(Dal Migliore, Zibaldone Istorico, nº 29, e dal Borghini Spogli, Cod. 43, ambedue nella Magliabechiana, Classe XXV. — Delizie degli Eruditi, tomo IX, pag. 274).

Introduzione del Borghini al seguente Discorso.

»Il discorso qui di sotto fu da me trovato in un libro antico, o per me’ dire, vecchio, e tutto intorno alla materia dell’ammonire. Chi se ne fusse l’autore non si vede: ma ben si può dal fatto indovinare, che fussi scritto poco innanzi al caso de’ Ciompi, e da persona che o per avere auti gli antenati suoi ghibellini, o per altra cagione non piccola, stette con gelosia di sè stesso. E dà alcuna notizia del progresso del Priorista; e perchè in quei tempi avevano cognizione di molti particolari, che non possiamo avere oggi noi, è verisimile, ed a me pare, che dia assai presso al segno, e che se ne possa cavare assai di buono.»


Nel 1282 si cominciò in Firenze l’officio de’ Priori delle Arti, che al presente sono e trassonsi per più onesto modo, e per avere più cardinali uomini al reggimento, di tre borse de’ Consolati delle maggiori e più orrevoli Arti di Firenze; ciò furono Calimala. Lana e Cambio.

Piaqque a’ cittadini l’offizio e ’l modo, e di presente aggiunsono tre Arti, acciò che fussino sei Priori, uno per sesto, ed aggiunsono l’Arte de’ Medici e Speziali, Por Santa Maria e Vaiai.

Questi Priori stavono a mangiare e a bere nella casa appresso alla Badia di Firenze; e fu dato loro sei berrovieri e sei messi, perchè potessino richiedere i cittadini.

Insino del 1292 seguitò questo Priorato d’uno per sesto, e mettevanvi tutti i buoni cittadini della città, e Grandi e Populani; così di quegli che erano stati Ghibellini, o vero eran tenuti, come delli altri, purchè e’ fussino tenuti buoni, e governarono bene la città, ed accrescerno senza discordia, insino a questo tempo; e non vi aveva artefici minuti, ma pure de’ più notabili ed antichi cittadini e non forestieri.

Nel detto tempo, al Priorato che cominciò a mezzo febbraio 1292 e finì a mezzo aprile 1293, si posono gli Ordini della iustizia e feciono il Gonfaloniere della iustizia, ciò fu Baldo de’ Ruffoli, ed allora prese il popolo l’arme della Croce, ed era infra gli altri Priori Giano della Bella, e fecesi l’ordine sopra i Grandi, che non potessino essere de’ Priori, ed altri ordini contro di loro. E così seguitò quel medesimo modo, che i Priori erano delle sopradette Arti e condizioni, salvo che niuno di casa de’ Grandi poteva essere de’ Priori, e così seguitò, salvo che ogni sesto avea avere la sua volta il Gonfaloniere di Giustizia; sì che quel sesto aveva dua Priori, a quella volta. E durò questo stato insino nel 1300, che venne messer Carlo di Valosa con la sua forza.

Quegli che si chiamavano di parte Nera rivolsono lo Stato e cacciorno i Bianchi, e levorno lo Stato a’ loro nemici, e poi incominciorno a far Priori loro amici di quella parte Nera, e chi avea avuto nome di ghibellino, o amico de’ Cerchi, e della lor parte Bianca fu levato dello Stato, e’ caporali bianchi cacciati.

E per questo modo medesimo erano i Priori comprendendo (o ch’egli venisse fatto, o ch’egli si facesse in pruova) le più volte, il terzo de’ Priori di quella gente che al presente non si chiamano originali guelfi, e così il Gonfaloniere della iustizia quasi delle tre volte l’una era in quella forma, ed alcuna volta poichè si feciono gli Ordini della iustizia ci cadeva alcuno artefice de’ Priori, ma poche volte.

Da questo tempo in qua, cioè dalla venuta di messer Carlo, che fu nel 1302, allora chiunque sentiva di bianco o ghibellino non fu più all’offizio del Priorato. È vero che in quello scambio vi fu messa gente nuova, che non vi erano più stati, cioè mercatanti venuti in ricchezza, di nuovo, ma non però artefici minuti; ed alcuna volta feciono due Priori per sesto, e dipoi il Gonfaloniere della iustizia ogni sesto la sua volta, e così durò nel 1315.

Ancora nel 1315, che fu la sconfitta a Montecatini in qua ancora hanno più nuove genti nel Priorato che non erano mai stati, salvo che artefici minuti, e così insino alla sconfitta d’Altopascio, ed alla venuta del Duca di Calavria. Allora anco entrò nel reggimento del Priorato gente nuova assai, che non vi erano mai più stati, ma pure artefici minuti non vi aveva. Così durò insino alla venuta del Duca d’Atene che fu nel 1342, e la cacciata nel 1343. Il Duca misse nel Priorato d’ogni generatione d’uomini.

I primi Priori, cacciato il Duca d’Atene, grandi e popolani furono dua per sesto.

Come questo offizio fu uscito di Palagio, che non vi compiè l’offizio, che i grandi furno tratti di Palagio per difetto di persone che vollono remuovere lo Stato, che erano i quattro grandi; stettonvi 24 dì, e non più i grandi; incontinente si cominciò a mettere nel reggimento artefici minuti, ed erano del continuo due o tre per offizio d’otto Priori, insino a tanto che si misse ordine che ne fussino due per offizio e fussino del quartiere d’onde si chiamava il Gonfaloniere; e da poi in qua n’è due per Priorato.

E da questo tempo in qua gli artefici minuti sono stati nel reggimento che prima non erano in tutto l’anno due, e questo ha fatto le divisioni de’ cittadini che ciascuno gli ha messi in uso, sì che sempre sono venuti entrando negli offizii così e più nelli altri, come in quello del Priorato; tanto che ora a’ nostri dì sono de’ Capitani di Parte, e de’ sette della Mercanzia, per ordine, come de’ Priori: e sì in ciascuno offizio ne andò ed oltre a ciò vanno in podesterie e in castellerie più che altre genti. È vero che non hanno però ancora dell’imbasciate. Ora Dio lo perdoni a chi l’ha fatto, che hanno lasciato li antichi cittadini orrevoli per tôrre i vili artefici e forestieri. Il fine si loderà per sè.

A chiarire ogni cosa dalla cacciata del Duca d’Atene in qua che fu nel 1343, oltre agli artefici entrati in offizio vi è entrata tutta la comunità della mezzana gente. Mercatanti, che mai i loro passati avevono auto alcuno offizio e sono tanta moltitudine che è impossibile; e questo durò insino nel 1357 che ogn’uomo che era mercatante, si può dire che aveva offizio s’egli era buon uomo, nonostante che per li tempi passati fussino stati tenuti i suoi ghibellini; e veramente ognuno era diventato guelfo d’animo, di volere e di ogni suo pensiero. Poteasi dire che a Firenze non fusse alcuno ghibellino che non fussi antichi nobili rubelli: ma della gente comune mezzana e minore di che nazione si fusse tutti di volontà erano guelfi.

Nel 1357 si fece una riformazione a chi fussi tenuto o reputato ghibellino o non vero guelfo, fussi ammonito e non potesse pigliare offizio di Comune, e da poi in qua sino nel 1377 è stato tratto gran quantità degli offizi di quelli che vi erano, e grandissima quantità ne stanno sospesi e con paura, o ghibellini o no che sieno de nazione. Dubitano molti di non esser tratti degli offizii, a posta di quelli che possono operare contro loro; ed assai volte per tema e per paura la ragione.... e ’l Consiglio, per non dispiacere a una delle parti de’ maggiori; e nondimeno il Comune perisce, perchè questi tali che dubitano non osano consigliare per non dispiacere a’ maggiori, e nondimeno è tanta la moltitudine di questa gente mezzana ch’è entrata ne’ sacchi, ch’è impossibile.... A Dio piaccia provvedere a sì buona Città che ciascuno abbia suo dovere, e la maggior parte di questa gente mezzana, sono gente che eglino e’ loro non avevano avuto offizio innanzi la venuta del Duca d’Atene.