IV. Gli assenti presenti: Russia e Germania[10]

La pace è un’impresa così difficile, perchè la guerra è stata tutta un gigantesco controsenso. L’avevo già detto nel 1917, nel primo studio della Vecchia Europa e la Nuova: la gente non ha voluto persuadersene; se ne accorgerà ora! Si direbbe che la civiltà occidentale conteneva nel proprio grembo, sotto la sua crosta solidificata da un secolo, un altro mondo a rovescio di se stessa, simile a quelle imagini capovolte dei villaggi posti in riva ad un lago che si vedono nell’acqua; e che questo mondo a rovescio è salito in parte a mescolarsi con quello ritto in un caos indecifrabile, attraverso gli squarci della crosta spezzata in cento punti dalla guerra.

Penso oggi al più gigantesco di questi controsensi: la Russia, che è, insieme con la Germania, la grande assente presente del Congresso, perchè nè l’una nè l’altra son qui, ma non si pensa che ad esse e di esse solo quasi si parla. Non è stata la Russia, nel tempo stesso, la salvezza delle democrazie occidentali e il loro mortale pericolo? L’odio postumo dei partiti e delle scuole può coprire la fossa dello Czarismo di contumelie, ma non cancellerà dalle pagine della storia questa verità: che senza l’aiuto della Russia, gli Hohenzollern e gli Absburgo sarebbero oggi padroni dell’Europa. I voti e gli augurî delle radunanze socialiste non avrebbero salvato, nell’estate del 1914, la Francia, se la Germania e l’Austria non avessero dovuto combattere anche contro la Russia; e caduta la Francia che cosa avrebbe potuto fare l’Inghilterra, sola, sul continente europeo, dove soltanto poteva la guerra esser decisa? Ma non è neppure dubbio che l’impero moscovita ha compromesso prima le democrazie occidentali e la loro causa con le sue ambizioni; poi le ha esposte al pericolo estremo con le ineguaglianze, con i mezzi tradimenti, con gli errori e infine con la caduta.

Nè il doppio giuoco è terminato con la rivoluzione. Ritornata nelle sue steppe, al momento di dividere le spoglie, la Russia è in questo momento la salvezza dell’Europa. Il conchiudere la pace non è impresa facile; ma sarebbe impresa poco meno che disperata, se al congresso fossero presenti, e nel partito vittorioso, i rappresentanti e i consiglieri dell’imperatore russo. Quel che questi signori avrebbero chiesto in Europa, in Asia e nel pianeta Marte, è facile immaginare. Ma l’astensione della Russia, se per un verso spiana, per un altro arruffa le cose. Sinchè tanta parte della Russia sarà nemica dei suoi antichi alleati, la Germania avrà in Oriente un appoggio per resistere all’Occidente; e finchè la Germania non sarà lealmente riconciliata con le democrazie dell’occidente, la Russia sarà inviolabile, poichè la chiave degli affari russi è in Germania. La Germania è la migliore specola da cui osservare, il miglior ponte da cui assaltare la Russia; la Germania è la porta dell’Europa sull’antico impero moscovita e la porta dell’impero moscovita sull’Europa; la Germania è la scuola degli slavi e il mercato a loro più vicino sulle vie della civiltà occidentale, il loro nemico più temibile ma anche l’alleato più valido.

Neppure la resurrezione della Polonia sembra possa mutare di molto questo stato di cose, del quale molti non si accorgono. Sarebbe bene invece ricordarsene, nel giudicare certe condizioni che il Congresso di Parigi intenderebbe imporre alla Germania, almeno se quel che si racconta è vero: ricordare, per esempio, che Napoleone potè imporre la pace di Tilsitt, ma dopo aver vinto la battaglia di Friedland. Quanti conoscono la storia delle guerre dell’impero intenderanno l’ammonimento. La Germania è oggi il baluardo che copre il bolscevismo contro le democrazie occidentali, obbligando queste, per giungere in Russia, a fare il lungo giro di Arcangelo, di Odessa o addirittura di Vladivostock. Ma è nel tempo stesso il baluardo che copre le democrazie occidentali contro il bolscevismo, al quale sbarra la strada dell’Occidente. Posizione intermedia, singolarmente labile e pericolosa, per quanto non priva di certi vantaggi. Non potrà durare a lungo. Se il Governo massimalista resiste e si rafforza, verrà giorno in cui la Germania dovrà o allearsi con le democrazie occidentali contro il bolscevismo o allearsi con il bolscevismo contro le democrazie occidentali. Non si faccia troppo affidamento sul furore con cui il Governo perseguita in Germania i partiti, che più rassomigliano a quello dominante in Mosca. Il Cardinale di Richelieu ha fatto scuola in Europa anche troppo!

Sarebbe bene non provocare il destino neppure ad Oriente. Ma chi ci pensa?