SONETTO[9] D'INCERTO
In morte di M. Brunetto.
Ritengo più che posso mio coraggio
In questo caso tanto disastroso;
Ma non mi val Brunetto gaioso:
Poichè se' morto, altro più ben non aggio.
Troppo ricevo al tuo morir dannaggio;
Troppa ragione ho d'esser doglioso.
Dove consiglio, oimè! dove riposo
A' mie' bisogni 'n nessun troveraggio?
I' voglio dipartirmi; e ammantellato
Andar vagando come pellegrino,
Sin che trovo uno bosco disertato.
Voglio cangiare con l'acqua lo vino,
In ghiande lo mio pane dilicato;
Pianger la sera, la notte, e 'l mattino.
INDICE
| Dedica | pag. v |
| A' cortesi cittadini | ix |
| Brunetto Latini — Notizie storiche | xi |
| Notizie letterarie del Pataffio | xvii |
| Lettere riguardanti l'opera | xx |
| Pataffio | |
| Capitolo Primo | 1 |
| Capitolo Secondo | 18 |
| Capitolo Terzo | 36 |
| Capitolo Quarto | 55 |
| Capitolo Quinto | 75 |
| Capitolo Sesto | 97 |
| Capitolo Settimo | 119 |
| Capitolo Ottavo | 139 |
| Capitolo Nono | 158 |
| Capitolo Decimo | 177 |
| Il Tesoretto | 191 |
| Lauda per un morto | 291 |
| Sonetto | 293 |
| Sonetto d'incerto | 294 |
NOTE:
1. Debbo all'eruditiss. Sig. Nicola Foggini Bibliotecario della Corsiniana l'essermi potuto approfittare di siffatto codice. Fu questo già dell'Abb. Nicolò Rossi, e insieme ad altra Papiniana copia con note del Salvini passò alla Corsiniana suddetta: la quale collo sborso di scudi 13. m. acquistando la pregevole collezione di quel letterato, salì ad un alto grado di distinzione per la quantità degli scelti volumi, e per le preziose raccolte di stampe e d'edizioni del Sec. XV.
2. È opinion del Ridolfi che turbatosi da' copiatori l'ordine de' capitoli, dovesse questo star nel luogo del quinto, e il quinto dell'ultimo; in lui affrettandosi l'autore ad una certa conclusione, e indrizzandovi queste rime alla moglie. Nel decimo però più apertamente s'osserva il chiudersi del discorso.
3. Rustico di Filippo, a cui Brunetto inscrisse quest'opuscolo.
4. Nelle due precedenti edizioni leggeasi in fronte a questo capitolo: Qui comincia la Penitenza, che fece maestro Brunetto.
5. Le due anteriori edizioni inscrivon così il principio di questo capitolo: Qui comincia il Favolello, che mandò mastro Brunetto a Rustico di Filippo.
6. Leggesi a carte 105. dell'esemplar MS. comunicatoci dal Marchese Tontoli. Ella non si trova ne' due Romani della Corsiniana, ne' quali è il solo Pataffio.
7. Verso ipermetro, ossa di dodici sillabe, usato dagli antichi. In tal metro scrisse Alessandro de' Pazzi una tragedia, e Dante da Majano un sonetto.
8. Lo riporta il Crescimbeni Vol. 2. p. 2. pag. 65. che lo tolse dalla Chisiana cod. 580. car. 764. ove sono varie rime di Brunetto. La gelosia ond'è custodito un tal codice, ha reso a me vane le premure di dare altri componimenti del nostro autore.
9. L'ha il Mazzuchelli nelle sue annotazioni alle Vite d'uomini illustri Fiorentini di Filippo Villani.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Per comodità di lettura è stato aggiunto un indice a fine volume.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.