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Sonnets and madrigals of Michelangelo Buonarroti

Chapter 77: SONNETS
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About This Book

A compact collection of lyric sonnets and madrigals presented in English alongside the original Italian and explanatory notes. The poems are intensely introspective, often emerging from letters or marginal drafts and showing repeated revision; they meditate on the pains and physical strain of artistic creation, the frustration of being misunderstood, religious doubt, longing and erotic impulse, aging, and mortality. Voices alternate between passionate outburst, austere reflection, and sharp rebuke of critics or patrons. Editorial apparatus traces textual variants, dates where available, and offers commentary to illuminate difficult phrasing and historical context.

INDEX OF FIRST LINES

[107]

INDEX OF FIRST LINES

The Roman numbers refer to the numeration of Guasti

SONNETS

PAGE
XXXI. A che più debb’io mai l’intensa voglia 72
XVIII. Al cor di zolfo, alla carne di stoppa 74
XLI. Colui che fece, e non di cosa alcuna 83
XVII. Com’esser, donna, può quel ch’alcun vede 7
XIV. Da che concetto ha l’arte intera e diva 5
I. Dal ciel discese, e col mortal suo, poi 3
XXI. D’altrui pietoso e sol di sè spietato 68
XXV. Dimmi di grazia, amor, se gli occhi mei 11
XXIX. I’ mi credetti, il primo giorno ch’io 15
XIX. Io mi son caro assai più ch’io non soglio 7
XXXIX. La ragion meco si lamenta e dole 19
XXVIII. La vita dal mie amor non è ’l cor mio 13
XV. Non ha l’ottimo artista alcun concetto 5
XXVI. Non men gran grazia, donna, che gran doglia 79
XXVII. Non posso altra figura immaginarmi 13
XL. Non so se s’è la desiata luce 19
LII. Non vider gli occhi miei cosa mortale 23
XLIV. O nott’, o dolce tempo benchè nero 21
XLIII. Perchè Febo non torc’e non distende 21
XXXIII. Perchè tuo gran bellezze al mondo sieno 17
LVI. Per ritornar là donde venne fora 23
LXII. Quand’el ministro de’ sospir me’ tanti 86
II. Quante dirne si de’ non si può dire [108]63
XX. Quanto si gode lieta e ben contesta 9
XXXVIII. Rendete a gli occhi miei, o fonte o fiume 80
LXI. Se ’l mie rozzo martello i duri sassi 25
XXII. Se nel volto per gli occhi il cor si vede 9
XXXV. Sento d’un foco un freddo aspetto acceso 79
L. S’i’ avessi creduto al primo sguardo 81
XXIV. Spirto ben nato, in cui si specchia e vede 11
XXXII. S’un casto amor, s’una pietà superna 17
LI. Tornami al tempo allor che lenta e sciolta 87
XXX. Veggio co’ bei vostri occhi un dolce lume 15

EPIGRAMS

I. Caro m’è ’l sonno, e più l’esser di sasso 27
II. Io dico a voi, ch’al mondo avete dato 27
V. Amore è un concetto di bellezza 27

MADRIGALS

XXI. A l’alta tuo lucente diadema 47
XCIII. Amor, se tu se’ dio 57
XV. Beati, voi che su nel ciel godete 41
LIII. Chi è quel che per forza a te mi mena 51
XXV. Come può esser ch’io non sia più mio 49
XXIII. Deh! dimmi, amor, se l’alma di costei 47
VIII. Gli occhi miei vaghi delle cose belle 35
LXVIII. Io dico che fra noi, potenti dei 53
CII. Lezzi, vezzi, carezze, or feste e perle 67
LXXIII. Mestier non era all’alma tuo beltate [109]55
XI. Negli anni molte e nelle molte pruove 37
XVII. Nella memoria delle cose belle 100
XIV. Non pur d’argento o d’oro 39
XVI. Non pur la morte, ma ’l timor di quella 41
III. Non sempre al mondo è sì pregiato e caro 31
LII. Ogni cosa ch’i’ veggio mi consiglia 49
V. Ora in sul destro, ora in sul manco piede 33
IV. Perchè è troppo molesta 31
VII. Per fido esemplo alla mia vocazione 93
I. Per molti, donna, anzi per mille amanti 29
VI. Per non s’avere a ripigliar da tanti 88
XIX. Quantunche ver sia, che l’alta e divina 45
LXIX. S’alcuna parte in donna è che sia bella 55
IX. Se dal cor lieto divien bello il volto 35
XIII.Se d’una pietra viva 39
XVIII. S’egli è che ’l buon desio 43
LIV. Se ’l commodo de gli occhi alcun constringe 51
XII. Sì come per levar, donna, si pone 37
LVII. Un uomo in una donna, anzi uno dio 53