445. Protocollo del notajo Berisio, nell'Archivio dei Notari e Cancellieri di Camera a Montecitorio in Roma. Volume intestato Contract. ann. 1534, cart. 152, vers.
«Die XVI aprilis MDXXXIV. R. D. frater Bernardus de Salviatis prior prioratus almæ Urbis, Ordinis sancti Joannis hierosolymitani, et triremium SSmi D. N. Papæ ad custodiam maris Thirreni dispositarum Generalis capitaneus, sua sponte etc. per se etc. dixit et declaravit, et palam publice confessus fuit in tribus triremibus et brigantino, quorum ut præfertur capitaneus existit esse omnes et singulas munitiones et furnimenta infrascripta Cedula inferius registrata, et ejus manu et subscriptione munita, contenta et annotata. Quæ omnia una cum prædictis galeis et brigantino præfatus D. Bernardus capitaneus restituere et consignare promisit, juxta formam capitulorum dictæ conductæ omni exceptione remota. Pro quibus etc. se obligavit etc. — Actum Romæ in palatio familiæ de Medicis, prope Agonem, nunc habitationis ipsius D. Bernardi etc. — Tenor dictæ Cedulæ.:»
446. Inventario, qui segue il testo in volgare, salvo l'ammenda ortografica: e si noti che non è per la restituzione immediata, ma per la consegna, coll'obbligo di restituire quando ne sarà richiesto dalla Camera.
447. Galèa, dalla clausola in fine si deduce che si parla della Capitana, essendo le altre due ugualmente fornite, meno il Fanale, proprio della prima, e alcuni attrezzi comuni a tutte tre.
448. Pedagna, queste voci ho già dichiarate nella storia del Medio èvo, I, 187: ho detto come i rematori salendo dalla pedagna alla banchina e al banco «facevano descrivere al braccio del remo spazio circolare doppio più che non era la distanza da banco a banco, gittandosi colle spalle addietro, e traendosi il remo al petto sino alla proda del banco seguente.» Questo metodo era notissimo, come pur qui si vede, due secoli prima di Giambattista Baliani, il quale nei suoi Opuscoli fisico-matematici ritorna sul medesimo, come se fosse nuovo. Parrebbe che al suo tempo (secolo decimosettimo inoltrato) fosse stato da altri dismesso e da lui riprodotto; per quanto ora si può argomentare dall'oscuro latino suo, e senza figure.
449. Catene, oggi nei quadri diconsi Landre.
450. Aguglia, ciascun pernio grande su cui gira il timone, il dim. Agugliotto. — Feminella, l'occhio mastiettato con le sue bandelle, nel quale entra l'aguglia. — L'Aggiaccio è la barra per governarlo.
451. Remi per vogare a terzeruolo, cioè con tre remi per banco: indi banchi ventisette, remi 162, e otto di rispetto.
452. Catene interziate, torna il medesimo tre rematori per banco.
453. Accette, per legnare nei boschi.
454. Ronzoni, àncore a quattro marre senza ceppo.
455. Vernicale, torna la voce per scodella grande, come è detto fin dal 1268. (I, 352.)
456. Stipa, ramaglia da brusca usata nel calafatare: per traslato le botti che sopra vi posano.
457. Pavesi, scudi da far pavesata.
458. Artimone, qui vela latina, minore del bastardo.
459. Mattaffioni, funi matte, cioè cavetti che per lo più non si annodano, ma pendono dalle verghe o vele, ed oscillano al vento, e servono a diverse legature quando occorre sulle vele e verghe medesime. — Cordino per raccogliere la vela nel mezzo.
460. Trevo, vela quadra e bassa; cioè vela di fortuna per la galèa.
461. Prodàno, in genere canapo di proda o di prua, talvolta ormeggio, e talvolta straglio di prua: e specialmente cavo piano di primo tiglio per lavori di forza.
462. Vetta dal lat. Vitta, ae, f. a vinciendo, Capo di manovra minore sopra un'altra manovra maggiore. Tirante, o Menale.
463. Ghindare già dichiarato (I, 200, 220.)
464. Osta, cavo che mette e tiene l'antenna al vento, ed osta che non si sposti.
465. Orza qui manovra e cavo da orientare il carro; e la novella di riserva in caso che l'ordinaria si rompa.
466. Palmare, da palo e mare: canapo manesco da essere portato per acqua da un uomo a nuoto, e legato a un palo in terra. Indi le voci Palombaro, Paróma e simili.
467. Grippia da aggrappare, Cavo legato all'àncora e al gavitello che ne segna il posto: da collo, dicesi quella più forte che ajuta a salpare.
468. Barbetta, cavetto per legare lo schifo a rimburchio.
469. Serpentino, cannone da cinquanta e di lunga volata, e lunga canna, sino alle ventisei bocche, ma leggiero di metallo.
470. Mezzi cannoni, da ventiquattro e di lunga canna.
471. Quarti cannoni, cioè da dodici per le bande, da appostare sui fianchi, come si vedrà qui appresso.
472. Smerigli, tornano altri quattro pezzi sui fianchi, come sopra. Smerigli piccoli da quattro libbre di palla, che traevano a scaglia posti sui ceppi.
473. Carcatura, polvere, palle, metraglia, e tutta la munizione degli undici pezzi.
474. Bucio: ecco una prova di più, oltre a quel che è detto del Bucintoro nel Medio èvo (II, 469): la voce durava nel secolo XVI.
475. Bosio, III, 136, C: «Barbarossa fece appiccare il fuoco bruciando alcuni Buchi di galere già fabbricati per conto di Clemente VII.»
Item, p. 173, D: «I Veneziani accomodassero il Pontefice dei Buchi che ricercati avesse per fare il numero di galere.»
Item, p. 849, E: «S. Santità havuti in prestito dodici buchi di galere dai Venetiani, armare gli fece alle sue spese.»
476. Archivio Veneto in-8. 1874, t. VII, parte prima, Giuriato.
477. Cronaca da Canale, Arch. Stor. It., in-8. Firenze, 1845, alla nota 146: «Canonici debent sociare dominum Ducem quando iverit in Buzo.» — (Senza vele, senza alberi: Bucio.)
478. Docum. cit. preambolo: «Bernardus de Salviatis, triremium SSmi domini nostri Papæ capitaneus Generalis.»
479. Bosio cit., III, 337, B.
Vedi sopra p. 43.
480. Pantera, Armata navale, in-4. Roma, 1614, p. 87.
481. Inventario di tutte le posizioni, istrumenti, tabelle, chirografi, contratti, carteggi, eccetera, risguardanti le materie camerali, divise coll'ordine relativo al nuovo metodo, con cui si ritengono nella computisteria generale della R. C. A. e nell'archivio generale del Ministero di Finanza, situato nel palazzo già Salviati, ora Camerale alla Lungara:
«Pagina 220: Civitavecchia, navi e galere pontificie, cui sono, state poi surrogate le Barche guardacoste.
»Tomi dodici delle materie attinenti alle galere e navi dal 1652 al 1789.
»Altri tre come sopra, di seguito.
»Altri due di relazione storica dei fatti concernenti l'assento delle galere, navi, e fregate, cui sono succedute le guardacoste, scritta dall'ab. Sperandini allora sostituto commissario.
»Altro volume di materie risguardanti la costruzione delle antiche guardacoste.
»Armamento di due galeotte corsare per guardare la spiaggia dell'Adriatico dal 1737 al 1754.
»Scritture per la causa agitata avanti la congregazione dei conti fra la R. C. A. e l'impresario della costruzione delle nuove guardacoste, sulla pretensione del Bonifico delle spese oltre al convenuto, e suo rescritto in fine.
»Altri tomi risguardanti le navi di alto bordo e le fregate san Pietro, san Paolo, san Clemente e san Carlo.
»Strumenti, cause, promozioni, processi, assentisti, arsenali, torri, navigazioni, Tevere, passonate, tiro, ec. ec., sino ai volumi segnati 775, 797.»
482. Jacobus Bonfadius, Annales Genuen., lib. II, apud. — Grævium in Thesaur. I, 1360, A: «Marcus Ususmarius.... cum sex triremibus pontificis maximi sibi conjunctis, cum intellexisset prædonum manum ad insulam quæ Mons-Christi appellatur consedisse, eo celeriter contendit, et primo statim adventu duas eorum biremes, et paulo post ad caput Corsum tertiam expugnavit. Prædones ad centum comprehensi atque in servitutem adducti; ducenti vero Christiani a servitute soluti.»
483. Sanudo e Docum. cit., alla p. 42 e segg. (Kamâlì, o Kamàl-Rays.)
De Hammer cit., X, 444.
484. Giustiniani, Bembo, Pantera, e gli altri citati alla p. 167 e segg. (Gad-Aly.)
485. Bosio, Amari, ed i citati a p. 144, 216, 237.
De Hammer cit., IX, 32. (Kurdôgli.)
486. Fontanus cit., 466, 28: «Archypirata Carrà Mahumethes, tormento ab arce Telèa accuratius emisso, Orco traditus.» Vedi sopra, p. 216. (Karrà-Mahmùd.)
487. Bosio cit., III, 128, B. «Il Moro di Alessandria combattuto e rotto da Girolamo Canale nelle acque di Candia.»
Mambrino Roseo, Storie del Mondo, in-4. Venezia, 1598, parte III, p. 154.
488. Brantôme, Capit. étrang. cit., II, 82: «Sinàm surnommé le Juif, tres-renommé corsaire, et pour ce le sultan Solyman l'envoya pour son admiral en la mer Rouge.»
De Hammer, X, 466: «Sinàm rinegato ebrèo, difensore della Goletta.» — Vedi p. 262; e l'Indice. (Synàm, Ciefút.)
489. Varchi, Storie, ed. 1843, II, 24: «Aidino delle Smirne, nominato tra gli altri corsali Cacciadiavoli.»
Bizarus cit., 485.
Bosio, III, 79, B; e gli altri a p. 162.
Calvetus Stella, De Afrodisio Capto, ed. a Clausero, De rebus turc., in-fol. Basilea, 1556, p. 629: «Cum nominis christiani hoste atrocissimo Cahìs, cognomine Diabolus.»
De Hammer cit., X, 460: «Un altro chiamato dagli storici europei Cacciademonio, dagli italiani Cacciadiavoli, dai francesi Chassediable, dagli olandesi Knuppeldiewel, e da Eutrobio Cassiadiabolus. Probabilmente Cassia e Caccia sono Kasim o Quâsim.»
490. Così scrivevano i nostri cinquecentisti; il primo sarebbe stato tra i Musulmani Oürudge; e l'altro Kair-ed-Din. Le varianti al solito; tanto che taluno di Oruccio ha fatto Orazio, e quasi tutti di Kair-ed-Din han fatto Ariadeno.
491. Paolo Giovio, Le vite brevemente descritte degli uomini illustri di guerra antichi e moderni, tradotte da Lodovico Domenichi, in-4. Firenze, 1554. Barbarossa; et Histor., lib. XXX.
Adrien Richer, Vie de Barberousse, in-12. Parigi, 1781.
Brantôme, in-16. Leida, 1666. Capit. étrang. II, 79.
Cornelius Scepperus, Collect. rer. turc., in-4. Anversa, 1554.
Schardius, Collect. rer. german.
De Hammer cit., X, 444. — Barbarossa nella sua autobiografia tace, come convenivagli, la primitiva religione di suo padre, asserita nondimeno da tutti i contemporanei: e nomina gli altri due fratelli Isacco ed Elia.
492. Vedi sopra, p. 277.
493. De Hammer cit., X, 448.
Giovio, Richer, aliiq. Nota 79.
494. Marco Guazzo cit., 116: «Del mese di febbraio 1534 morì Muleì-Mausèt re di Tunisi, lasciando due figliuoli: Muleì-Roscit, e Muleì-Hasèm.» — (V. sopra, p. 149, e seg.)
495. Bosio cit., III, 136, C: «Barbarossa al Cetraro fece appiccare il fuoco, abbruciando alcuni Buchi di galere che quivi si facevano, tra i quali tre già pronti a vararsi per conto di Clemente VII.»
Raynaldus, Ann., 1534, n. 60: «Barbarossa Citrarium incendit, et septem triremes adhuc imperfectas cremavit.»
Antonio Doria, Compendio cit., 53: «Barbarossa bruggiò al Cetrano sei corpi di galèe.»
Hammer cit., X, 452: «Barbarossa assalì San Lucido, prese 800 prigionieri, e lo bruciò. Egual sorte ebbe il Cetraro insieme con diciotto galere.»
496. Vasari cit., ed. Le Monnier, nella vita di Sebastiano Veneziano detto del Piombo, ricorda il famoso ritratto di questa Signora, X, 131.
Annibal Caro, Lettere famigliari, in-8. Padova, 1742. I, 47, 58, 315, 338. Parla della stessa.
Ariosto, Orlando Furioso, XLVI, 8:
«Giulia Gonzaga, che dovunque il piede
Volge, e dovunque i sereni occhi gira,
Non pure ogni altra di beltà le cede,
Ma come scesa dal ciel dèa l'ammira.»
497. Jovius cit., lib. XXXIII.
Raynaldus, Ann., 1534, n. 60.
Roseo, III, 165.
Contatore, Storia di Terracina, 146.
De Hammer cit., X, 453.
498. Gualterius cit., Mss.: «Die vigesima quinta septembris hora decima-octava et media Clemens VII obiit Romae, et die vigesima sexta sepelitur in Ecclesia sancti Petri.» (Donde fu poi trasportato al nobil tumulo che tuttavia si mantiene nel coro della Minerva, rimpetto a Leon X.)
Raynaldus, Ann., 1534, n. 68.
499. Vasari, ed. Le Monnier, XIII, 125, 2.
500. Pompeo Litta, Le famiglie celebri d'Italia, in-fol. magno, figur. Milano, 1838. — Casa Orsini di Roma, tav. XXVII, Gentil Virginio. — (Voglionsi in esso correggere gli errori delle date, conforme ai documenti certi che verrò producendo in questo libro.)
Sansovino, L'istoria di casa Orsina e degli uomini illustri della medesima, in-fol. 1565, II, 25.
Gamurrini, Genealogia delle famiglie toscane ed umbre, in-4. Firenze, 1671, II, 22.
Imhoff, Genealogia viginti illustrium in Italia familiarum, in-fol. Amsterdam, 1710, p. 332.
501. Cardinale Orsini, Lettera all'abate Giustiniani sopra le antichità di Palo e delle località vicine. (Feudi degli Orsini in maremma a ponente di Roma.) Tra le memorabili del medesimo Giustiniani, t. I. — Bib. Casanat., VV, IX, 4.
502. Paulus Pp. III, Gentilem Virginium de Ursinis capitaneum generalem triremium et commissarium portus et oppidi Civitævetulæ constituit. — Arc. Secr. Vat., Lib. Brev. Ann., 1534, mense nov. n. 3, p. 45; e schede Borgiane nel Musèo di Propaganda; e dall'Arch. di Civitavecchia.
«Paulus papa III, dilecto filio Gentili Virginio de Ursinis, Anguillariæ comiti, nostrarum triremium capitaneo generali. — Dilecte fili, salutem etc. — Nobilitas generis et animi tui, singularisque fides et devotio tua ergo Nos et sanctam apostolicam Sedem, cuius nobilis es subditus, merito nos inducunt ut tua opera fidelitate ac diligentia in nostris et dictæ Sedis servitiis libenter utamur. Itaque sperantes quod in rebus tibi commissis tuo inclyto generi et nostræ in te fiduciæ respondebis, te, qui etiam consanguineus secundum carnem noster existis, nostrarum triremium tam præsentium quam fabricandarum generalem Capitaneum, nec non in portu et oppido Civitævetulæ nostris commissarium nostrum, cum omnibus et singulis honoribus, oneribus, jurisdictionibus, facultatibus, et emolumentis ad generales triremium Capitaneos ac dictorum oppidi et portus Commissarios pertinere solitis et consuetis; salario vero in capitulis inter dilectum filium Augustinum, tituli sancti Apollinaris presbyterum cardinalem nostrum et S. R. E. Camerarium, quæ nos confirmamus et observari debere decernimus, a te initis specificando, auctoritate apostolica ad nostrum beneplacitum, facimus, constituimus et deputamus per presentes. Quapropter tam dictorum oppidi et portus ac triremium hominibus, quam totius Status et ditionis S. R. E. præsertim littoralium locorum Tyrrheni et Hadriatici maris communitatibus, populis et particularibus personis, eorumque gubernatoribus in virtute sanctæ obedientiæ præcipimus ut tibi tamquam Capitaneo generali triremium et commissario nostro, prout consueverunt et tenentur, obediant, foveant et assistant, et ad quos spectat de consuetis et debitis respondeant. Contrariis non obstantibus quibuscumque. Volumus autem quod antequam officium hujusmodi ineas juramentum et alia, juxta tenorem capitulorum præedictorum a te adimplenda, in manibus prædicti Camerarii præstare, promittere et adimplere tenearis.»
«Datum Romæ, die vigesima novembris, MDXXXIV, anno primo: — Blosius. — A. card. Camerarius.»
503. Archivio dei notaj e cancellieri di camera cit., Volume intitolalo Contract. ab. ann. 1531, ad 1539. Ch. 34. rect. Berisius Not. — «Die Lunæ vij decembris MDXXXIV. — Rmus in Xto P. D. Augustinus Spinula, tit. S. Apollinaris presb. card. Perus. S. R. E. Camerarius, asserens et affirmans habere in manibus a SSmo D. N. D. Paulo div. prov. Pp. III quædam capitula, conventiones et pacta ut cum Ilmo D. Gentile Virginio Ursino de Anguillaria comite, super conducta d. D. Gentilis comitis in capitaneum generalem ad custodiam maris Tyrrheni et Splagiæ romanæ ineat, contrahat et celebret sibi tradita et de S. S. scitu firmata et stabilita juxta tenorem infrascriptum, volens ut par est mandatis apostolicis obsequi, et securæ navigationi d. maris pro romana Curia et ad eam venientium et ab ea recedentium commoditate providere, hinc est quod praef. Rmus D. card. Camerarius assistentibus, intervenientibus et consentientibus R. in Xto pabus d. Ascanio epo Arimin. SSmi. d. n. p. thesaurario generali, el Joanne de Gaddis, et Uberto de Gambara, epo Terdonen. Cameræ aplæ clericis insimul congregatis ad hunc effectum et totam Cameram aplcam representantibus de præf. SSmi D. N. Pp. mandato ex una, et præfatus Illmus D. Gentiles Virginius Ursinus comes prædictus presens partibus ex altera, super conducta prædicti Comitis in Capitaneum generalem ad custodiam dicti maris el Splagiæ capitula pacta et conventiones infrascripta inierunt contraxerunt, in hunc qui sequitur modum....
»Actum Romæ in burgo S. Petri, in palatio residentiæ præfati Card. Camerari die, mense, et anno, ut supra.»
504. Bosio, III, 140, E: «Il Papa ajutava l'imperatore con dodici galere, che a sue spese aveva fatto armare in Genova et in Civitavecchia a carico di Virginio Orsino.»
Archivio conventuale dei Domenicani in Civitavecchia, codici intitolati Ricordanze tre volumi in-fol. parv. segnati A. B. C., e codice intitolato Campione, in-fol. e l'altro intitolato Memorie, p. 50: «Paolo terzo fece fare nove galere in Genova, alle quali aggiunse le tre galere che erano solite di guardare la spiaggia, e delle dodici galere fece generale il sig. Virginio Orsini.»
Colecion de documentos ineditos para la historia de España. ed. Navarrete, in-8. Madrid, 1843. III, 545: «Carta de Carlos V a la imperadriz, del Caller 12 junio 1535: »Vinieron las tres galeras de Su Santidad con otras nueve que armò en Jenua.»
Alfonso Ulloa, Vita di Carlo V. in-4. Venezia, 1566, p. 137: «Il papa fece armare nove galere oltre alle tre che aveva prima, dandovi per capo Virginio Orsino.»
505. Raynaldus, Ann., 1534, n. 43: «Pontifex novem triremes in portu Genuensi comparavit, quibus tres alias quæ jam instructæ in portu Centumcellarum erant conjunxit, Virginium Ursinum præfecit.... Adjuncto Paulo Justiniano veneto, navali peritia insigni.»
506. Bosio cit., III, 140, E: «Dando al conte Orsino per luogotenente quel Paolo Giustiniani, gentiluomo veneziano, del quale sopra facemmo menzione che di Candia aiutata aveva la Religione, mentre in Rodi si trovava.»
Idem, p. 3, A; et p. 6, E; etc.
507. Pauli Pp. III, Bulla impositionis duarum decimarum super fructibus ecclesiasticis in tota Italia. — Bibl. Casanat. Collezione grande di Bolle, editti, bandi, etc. dal principio della stampa fino al presente in più che settanta grossi volumi in-fol. t. I, n. 46.
508. Paolo Giustiniani, Lettera alla S. di N. S. data da Civitavecchia, 2 marzo 1535 — Pubblicata dallo storico giornale romano, intitolato Il Saggiatore cit., I, 279, in-8. Roma 1844. — «Beatissime Pater, Post humilem recommendationem et pedum oscula beatorum.» — (Il Conte, del quale si parla senza altri aggiunti, è Gentil Virginio, come risulta dal contesto).
509. Mambrino Roseo cit., III, 169: «L'imperatore fece in Italia assoldare gente, oltre quella che gliene assoldò il Papa.»
Girolamo Fantini, I successi di Roma e di tutta l'Italia, coll'apparecchio dell'armata contro Barbarossa, in-4. Roma, 1535.
Antonio Doria, Compendio cit., 56; «Il marchese del Vasto s'haveva da imbarcare con Antonio Doria, con ordine di raccorre l'armata d'Italia e condurla sino a capo di Polla di Sardegna, dove s'haveva a congiungere con la di Spagna. E così raccolte sei galèe di Papa Paolo Terzo sotto il governo di Gentil Virginio Orsino, tre della Signoria di Genova, et alcun'altre armate di nuovo nel regno di Napoli, et altre di Sicilia.... con molti nobili, e soldati, con le munizioni et vittuaglie.»
Gonzalo Illescas, Jornada de Carlos V a Tunes: «Papa Paulo offreciose de ayudar a Su Majesdad con doce galeras.... los señores y republicas de Italia todos acudieron.»
510. P. A. G., La Marina del medio èvo, II, 435.
511. Blasius Martinelli de Cæsena Diaria Cæremonalia, Mss. Bibl. Barb., cod. 1102.
Joannes Franciscus Firmanus, Socius præfecti. in Diariis ut sup. Bibl. Casanat. XX, III, 17. «Mense aprili MDXXXV. Pontifex Centumcellis triremes benedixit, et quarto calendas majas Romam reversus est.»
512. Gonzalo Illescas, La Jornada de Carlos V a Tunes: «El marquès del Vasto con todas las compagnias de gente española, italianos, y tuduscos, escribieronse cinco mil italianos mas del los ordenarios; Maximiliano Eberstenio trajo hasta ocho mil tudescos, y con la demas gente partiò el marquès de Genua con otras galeras y treinta navios de carga. Tomò puerto en Cività-Vieja, adonde el Papa estava esperando para ver la gente y echarles à todos la benedicion.»
Mambrino Roseo cit., III, 169: «Queste genti imbarcate in Genova e distribuite sopra quaranta navi grosse.... Antonio Doria fece la scorta con 22 galèe.... Questa armata capitò in Civitavecchia, dove era il Papa.... Che la benedì tutta, et diede lo stendardo a Virginio Orsini capitano delle sue galere.»
Raynaldus, Ann. Eccl., 1535, 43, 44.
Archivio de' Domenicani cit., (alla nota 5.) Volume intitolato Memorie, p. 50: «Paolo III con il clero dei sacerdoti benedisse l'armata in effetto da un'alta Torre, quale è la torre di Roccha.»
Prudencio Sandoval, Historia de Carlos V, in-fol. parvo. Pamplona, 1634, II, 112.
Marco Guazzo, Storie, in-8. Venezia, 1549, p. 151.
Giovio cit., 356.
513. Antonio Coppi, Annali d'Italia in continuazione del Muratori. Anno 1798, n. 2.
Cav. Pietro Manzi, Stato antico ed attuale del porto, città e provincia di Civitavecchia, in-8. Prato, 1837, p. 46: «Il naviglio pontificio, composto ed equipaggiato dai nostri, fu tratto alla spedizione di Egitto, e recò colà quel celebrato generale Desaix, che io conobbi personalmente, perchè in quella circostanza alloggiò nella mia casa paterna.»
Baron Parrilli, Le più celebri battaglie navali, in-8, figur. Napoli, 1871, p. 25: «Cinque convogli riuniti nei porti di Marsiglia, Tolone, Genova, Civitavecchia ed Aiaccio, sommanti in uno a dugentotrentadue vele.... ventiquattro mila fanti, quattromila cavalli, tremila cannonieri, sessanta artiglierie da campo;» e p. 27: «Bonaparte costeggiò per riunirsi ai convogli di Ajaccio e di Civitavecchia.»
Antonio Lissoni, Storia militare italiana, in-8. Torino, 1844, p. 22.
514. Rivista marittima, in-8, Roma, 1873, al Ministero della Marina, anno VI, fascicolo 1, p. 178: «Indicazioni sui naufragi ed altri sinistri marittimi, avvenuti a navi mercantili dal 20 ottobre al 15 dicembre 1872.... Nelle acque dello Stato.... Compartimenti di Napoli.... Granatello.... Torre del Greco.... Nisida.... Pozzuoli.... Castellamare.... Compartimenti di Livorno, Isola dell'Elba.... ec.»
Item. Anno VI, fascicolo 2, feb. 1873, p. 345: «Naufragi di bastimenti mercantili nazionali: a Vado.... a Catania.... alla Follonica.... ad Anzio.... a Terranova.... ec.»
Item. Anno VI, fasc. V, giugno 1873, p. 489.
Item. Giugno 1873: «Tre bastimenti rotti gli ormeggi e calati a fondo nel porto di Oneglia; due naufragati al Marzocco del porto di Livorno; otto naufragati a Sestri di Levante; tre naufragati a Lerici; uno a Porto Empedocle; uno presso Sanremo; uno alla Torre di Fogliano; uno sul Molo san Vincenzo di Napoli, ec.»
515. Lapida nel palazzo municipale di Civitavecchia, prodotta dal Torraca, 49; e dall'Annovazzi, 257:
PAULUS . III . ROM .
CAROLI . V . IMPERATORIS . CLASSEM
AD . TUNETUM . OCCUPANDUM . PARATAM
EXPIAVIT . AB . EXCELSA . TURRI . CIVITATIS . CENTUMCELLARUM
UBI . VIRGINIUM . URSINUM
GENERALEM . ECCLESIÆ
SACRO . FOEDERIS . VEXILLO . INSIGNIVIT
ARCEMQ . A . JULIO . II . INCHOATAM . ABSOLVIT
AN . MDXXXV .
516. Alphonsus Ciacconius, Vitæ Pontificum Rom. in-fol. figur. cura notis Oldoini, Roma, 1677, III, 558.
Bonanni Philippus, Numismata Rom. Pont. a Martino V, etc. in-fol. figur. Roma, 1699, ad Paulum III, in tabula, n. 32.
Rodulphinus Venuti, Numismata Pont., in-4, figur. Roma, 1744, p. 84:
(Nel diritto) PAULUS . III . PONT . MAX .
(Nel rovescio) BENEDICTIO . DOMINI . SUPER . VOS
517. Vasari, ediz. Le Monnier, Vita di Taddeo Zucchero, XII, 139: «Seguitano quattro storie sopra la cornice, cioè sopra ogni faccia la sua. Nella prima il Papa benedice le galèe a Civitavecchia per mandarle a Tunisi di Barberia l'anno 1535.»
518. Lapida monumentale cit., alla nota 16:
«ARCEMQUE A JULIO II INCOHATAM ABSOLVIT.»
Manzi cit., 46: «Opera di Michelangelo però può asserirsi che sia il maschio.... che fu fatto edificare posteriormente da Paolo III.»
Annovazzi, p. 265.
Condivi, Vita di M. A. in-fol. Roma, 1553; Firenze, 1746, p. 39: «Paolo III se ne venne a trovare Michelangelo a casa.... lo prese al suo servigio.... gli fece fare infinite cose, che da me dette non sono.»
519. Antonio Picconi da Sangallo, Schizzi del 1515 per le fortificazioni di Civitavecchia, originali alla Galleria di Firenze, e facsimile presso di me. — (Antonio di sua mano disegna sul terreno le nuove linee, appoggiandole ai punti noti e preesistenti, tra i quali la fortezza e il suo mastio, disegnato in ottagono, e scrittovi sopra: «Torrone della Rocha, di mezzo, a faccie.»)
520. Vasari cit., ed. Le Monnier, XII, 219, e nel prospetto cronologico della vita, 384.
521. Aloysius Armerius, De Gulleta et Tuneto expugnatis, ap. Clauserum de reb. Turcic., in-fol. Basilea, 1556. (Bibl. Casanat. N. IX, 27.) p. 534: «Septuaginta scilicet triremes, triginta intra biremes, celoces.... oneraria navigia trecenta.»
Alfonso Ulloa, Vita di Carlo V, in-4. Venezia, 1566, p. 137: «Novantuna galera.... ducento e due navi grosse.... in tutto trecento e settantuna vela.»
Antonio Doria, Compendio cit., 56, 57: «Tre galèe della Signoria di Genova.» (Niuno nomina il Capitano.)
522. Bizarus cit., 502: «Et unam quadriremem, quæ Cæsaris prætoria erat, instructam fuisse.... Remigibus serica tunica.... epibatis exornatis.»
Arnoul cit., (p. 351): «Armer de Mores avec de colliers et poignets d'argent, non plus que les chaînes de deux premieres bancs qui sont d'argent à celles d'Espagne.»
523. P. A. G., Marcantonio Colonna a Lepanto, 25, 107, e Docum. ivi citati.
524. P. A. G., Medio èvo, I, 121, 181.
525. Bosio cit., III, 142, D: «L'aquilone dell'Imperatore nel mezzo.... a dritta sei gigli d'oro in campo azzurro di Paolo III.... a sinistra lo stendardo gerosolimitano, Croce bianca in campo rosso.... e di Genova, Croce rossa in campo bianco.» (Così non altrimenti nel mio Medio evo, II, 180.)
526. Jovius cit., 279: «Ad imperium canentis fistulæ dimidiam partem vectorum et remigum in adversam spondam declinare jussit.... quadriremis uti pondere sublevata incolumis evasit.»
527. Bosio cit., III, 143, A: «Doria disse che il terreno africano haveva dato segno di volersi presto e volentieri accostare e fermarsi sotto il dominio di S. M.»
Sigonio cit., 174: «Si rallegrarono della buona fortuna di Cesare.»
Cappelloni cit., 60. (Non dice verbo di ciò.)
Raynaldus, Ann., 1535, n. 49.
528. Coronelli, Atlante Veneto, in gran fol. Venezia, 1697. — Tavole e carte di Barberia.
Nicholas Du Bellin, Atlas maritime, in-4. Parigi, 1774, III, 71: «Côtes de Barberie; 81, Golphes de Tunis; 82, Plan de la ville de Tunis; 83 Plan du fort et canal de la Goulette.»
Thomas A. Hull, R. N., Bay of Tunis, in-fol. Published at the Admiralty, June, 1st 1867, Sold by J. D. Potter Agent of Admiralty charts, 31, Poultry et 11, King Street, Tower Hill.
William, H. Smith, Mediteranean, 92.
529. Joannes Etrobius, De Tuneto et Gulleta expugnatis, ap. Clauserum de Reb. Turc., in-fol. Basilea, 1556, p. 567: «Est autem Turris quadrata admirandæ crassitudinis, altitudinis duarum contignationum ambitu interiori, complectens passus quadraginta, exteriori vero circiter quinquaginta.... tormenta circiter quadringenta.»
Bosio, 143, D: «Era la Goletta, quando Barbarossa la prese, una sola, ma buona e grossa torre ritonda ed alta.... Barbarossa l'aveva fatta circondare di bastioni e di fianchi.... La torre in mezzo a guisa di gran cavaliere.... numero grandissimo di pezzi d'artiglieria.»
530. Il Giovio, Lettera al duca di Mantova, data da Roma li 14 luglio 1535. Nomina tutti i predetti. (Tra le Lettere dei principi, in-4. Venezia, 1577, presso Giordano Ziletti, III, 147.)
531. Bosio cit., III, 144, B: «Il signor Virginio Orsini generale del Papa haveva il voto prima, et dopo haveva il secondo voto il priore Bottigella generale delle galere della Religione.»
532. Bosio, 147, B: «Innanzi le galere, in tre squadre.... disarborate.... a schiera a schiera.... andavano sotto.... sparavano e poi ritraendosi davano luogo alle altre per ritornare di nuovo secondo l'ordine.... col quartiero di poppa soltanto vogavano.... pareva scaramuccia et era di piacere in rimirarla da lontano.»
Marco Guazzo, Storie, in-8. Venezia, 1519, p. 153: «Doria.... tolte seco sei galere del Papa.... che punto non parevano per essere dette galèe disalborate.... e da poi fece disalborare trenta altre galere.»
Antonio Doria, Compendio cit., 60: «Acciocchè ricevessero minor danno.... le galèe avevano disarborato.»
V. sopra p. 316.
533. Jovius cit., 285: «Rostratæ per vices tripartito succederent, displosisque tormentis, sequentibus locum darent.»
Raynaldus, Ann., 1535, n. 50: «Auria disposuit ut rostratæ naves sibi per vices tripartitæ succederent, displosisque tormentis, cedendo sequentibus locum darent.»
534. Bosio, 148, C.
535. Prudencio Sandoval, Vida y echos des emperador Carlos Quinto, in-fol. Pamplona, 1635, part. II, p. 135: «El conde de Anguilara, cavalero romano, con sus galeras y con las de Malta, y otros.... se habia podido acercar. La bateria fue terrible.»
Joannes Etrobius cit., 553: «Naves longæ, eæque ingentes, omnibus rebus ad bellum accomodis instructissime munitæ, a beatissimo patre summo Pontifice missæe, quibus preærat, genere clarus tum factis strenuus, Virginius Ursinus Anguillariæ comes.»
536. Ulloa Alfonso, Vita di Carlo V, in-4. Venezia, 1866, p. 138.
Bizarus cit., lib. XXI.
Jovius cit., lib. XXXIV.
537. Aloysius Armerius cit., 539: «Variæ principum sententiæ. Nam alii satis negotii gestum existimabant.... Gollettam captam, classem pene totam in manibus.... Exercitus hostium non spernendus.... æstivo tempore, ingenti æstu.... in Affrica.... Difficile sine incomodo militum.... cibaria.... sine aquatione.... conabantur Cæsari persuadere ut Africam relinqueret atque in Hispaniam navigaret....»
Joannes Etrobius cit., 568: «Convocato concilio.... sententiis variatum est.... aliis suadentibus, ut quasi re perfecta in Hispaniam redeat, aliis e contra reclamantibus etc.»
Antonio Doria, Compendio cit., 60: «Alcuno dei principali del Consiglio mostrava all'Imperatore assai difficoltà e manifesti pericoli.... di combattere Tunigi.»
538. Paulus Pp. III, Imperatori, sub die xxviii julii MDXXXV, ap. Raynald. Ann., 1535, n. 52: «Hodie orator tuus nobis nunciavit captam a te Gulettam.... adjciens te postero die...., ad Tunetum ipsum expugnandum cum toto exercitu contendisse.... Agimus Deo maximas gratias.... ut fessa tot malis christianitas conquiescat.»
539. De Hammer cit., X, 459: «Chaireddin voleva fare uccidere per sua sicurezza i settemila schiavi cristiani; ma lo ritennero gli abitanti della città.» — Bosio, Giovio, cæteriq.
540. Antonio Doria, Compendio cit., 61: «Aveva Barbarossa fatto condurre nel Castello tutti i vogadori, fra quali erano circa ottomila Cristiani schiavi.... accadè che alcuni rinegati, vedendo la rotta dei Turchi, apersero la porta della prigione, animando i Christiani alla libertà, il che eseguirono facilmente, e pigliate quelle armi che poterono nel Castello, se ne impadronirono.»
541. Bosio, 153, E: «Affrettando la fuga fu cagione che Aidin, sopranominato Cacciadiavoli, arso dal sole e dalla sete, bevendo crepasse.»
542. De Hammer cit., X, 461: «Tre ore aveva durato il consiglio per decidere se fosse da concedersi all'esercito il saccheggio. Ma la rapacità degli Ispani preponderò.... trentamila abitanti perirono e diecimila furono tratti in schiavitù.... sfrenata in particolare la rabbia dei soldati spagnuoli: cercavano avidamente l'oro, distruggevano moschèe, scuole, statue, libri.... tutto alla rinfusa come polve.»
Bosio cit., III, 153, C: «Tunisi saccheggiato.... non perdonando a sesso nè ad età.»
543. Cap. Francesco de Marchi, Architettura militare, in-fol. figur. Brescia, 1599, p. 227, tav. 136.
Bartolommeo Sereno, Commentari, in-8. Montecassino, 1845, p. 341.
544. P. A. G., Medio èvo, I, 30, 341; II, 457. — Marcantonio Colonna, 245.
545. Lapida nella sacrestia della basilica Vaticana, atrio esterno dell'Archivio canonicale:
CAROLUS . V . IMPERATOR
TUNETO . EXPUGNATO
VECTEM . ET . SERAM . HANC
BEATO . PETRO
OB . INSIGNEM . VICTORIAM
TRANSMISIT.
546. Vasari, Vite degli artisti, ed. cit., VI, 135.
547. Sforza Pallavicino, Istoria del Concilio di Trento, in-fol. Roma, 1666, p. 83: «Cesare in Concistoro fece un ragionamento per lo spazio d'un'ora.... passò ad un'agra doglianza del re Francesco.... l'ambasciatore di Francia lesse una risposta.... senza altro frutto per l'una e per l'altra parte, che di sfogare, o più tosto di scoprire, la soverchia passione.»
548. Raynaldus, Ann. Eccl., 1536, n. 21: «Franciscus rex impio fædere cum Solymano percusso, illum proximo anno ad Neapolitanum regnum invadendum pellexit.»
Sandoval cit., II, 215: «El rey de Francia despacho sus ambaxadores al Turco.... a pedir a Solyman que embiase contra el Emperador su armata.»
Jovius cit., lib. XXXVI, princ.
Belcairus cit., in-fol. Lione, 1625, p. 686.
Mambrino Roseo cit., III, 190.
549. Petrus Paulus Gualterius, Aretin. præfect. cœrem. Diaria, Mss. cit., sub die quarta octobris MDXXXVI: «Itinerarium domini Papæ.... die undecima septembris mane diluculo discessit ab Urbe.... die duodecima Nepete.... die decimaquarta ad Caprarolam.... die decimasesta Viterbii.... die decimanona ad Montem Faliscum.... die vigesimaprima Urbeveteri.... die vigesimaquinta ad Acquampendentem.... die vigesimaseptima ad Gradulum.... die vigesimanona in Capitamontis.... dia secunda octobris ad Tuscanellam.... die tertia ad Cornetum.... die quarta ad Civitatemvetulam.... die sexta in Cære Veteri.... die septima reversus ad Urbem.»
550. Blasius Martinelli, De Cœsena, in Diariis, Mss. cit., sub die vigesimanona aprilis MDXXXVII: «Papa recessit ab Vrbe versus Civitatemveterem, ut videret triremes et provideret contra piratas marittimos.»
551. Zuccagni Orlandini, Corografia di tutta l'Italia, in-8. figur. 1843. — Regno di Napoli, Terra d'Otranto.
Baudrand, Lexicon geographicum, in-fol. Parigi, 1670, p. 173: «Castrum Minervæ nunc Castro, urbs fuit Salentinorum in provincia Hydruntina in ora littorali maris Jonii, alias male habita a Turcis, nunc utcumque reparata et munita.»
552. Scipione Miccio, Vita di don Pietro di Toledo vicerè di Napoli, pubblicata nell'Arch. Stor. It., prima serie, t. IX, p. 31 e 34: «Et non molto dopo arrivò il principe Doria con venticinque galere et doi galeoni: e appresso entraro cinque galere di Papa Paolo III.»
Bosio cit., 170, B: «Sollecitato il Doria dal Papa e dal Vicerè a mettere insieme l'armata.... mandandogli il Pontefice a quell'effetto sei galere sue, benissimo armate.»
553. Documenti, inventarî e testimonianze seguenti alle prime note della parte seconda.
554. Jovius cit., 331: «Ejus generis navigia, quæ a Turcis schiratia vocantur, capta.... Turcis ad transtra triremium traductis, translata præda, navigia incensa.»
Mambrino Roseo cit., 192: «Il Doria incontrò molti schirazzi che da Alessandria all'armata di Solimano.... Questi pensavano che le galere del Doria fossero di Barbarossa.... presi tutti, messi al remo, la preda sull'armata, bruciati i vascelli.»
Bosio, 170, D: «Il Doria s'incontrò in quattordici schirazzi, caricati di munizioni e d'armi al soccorso dell'armata turchesca.... tutti si rendettero, presero le robe più pretiose, tutti i vascelli abbruciati.»
Antonio Doria, Compendio cit., 70; «Andrea Doria.... presso a Corfù prese tredici schirazzi con circa ottocento Turchi e deliberò abbruciare i legni.»
555. Sabellici Continuat., in-fol. Basilea, 1560, lib. XXI, vol. III, p. 468.
Jovius cit., 331.
Mambrino Roseo cit.. III, 192.
Andreas Maurocenus, Hist. Ven.
Pietro Giustiniani, Storia Veneziana.
De Hammer, Storia cit., IX, 215: «Junis-beg.»
556. Documenti, inventari e autorità cit. a p. 368, e 370: «Inventario delle galere di Nostro Signore, etc. fatto in Roma addì 26 aprile 1534. — Artiglieria.... due quarti cannoni per le bande.... quattro smerigli per le bande.»
557. Bosio cit., III, 171, D: «Il mezzocannone che le galere della Religione sogliono portare dall'una e dall'altra banda a mezzania, nella posticcia.»
558. P. A. G., Medio èvo, I, 203; II, 230; e qui appresso più volte, come all'Indice, voce Scalone. — (Lo scalone delle galèe è il primo tipo del moderno affusto Moncrieff.)
559. P. A. G., Medio èvo, II, 26.
560. Jovius cit., 331. — Cappelloni cit., 76. — Sigonio cit., 188.
Antonio Doria, Compendio cit., 71: «Andrea trovò la sera vicino a Terraferma all'incontro dell'isola del Paxso et aspettatole dietro il capo, essendo la luna in quintadecima, che rendeva la notte chiarissima, le investì le dodici galere.... combattute dalle due ore di notte, fino a più d'una di sole: et al fine superate restarono prese.... morirono di loro e furono feriti 2500, e di Christiani trecento morti, e mille dugento feriti.»
De Hammer cit., X, 471, 474, 546: «Comandante delle dodici galere Ali Celebi, Kiajà di Gallipoli.»
561. Jovius cit., 332: «Abductis aliquot hostium triremibus captivis, quæ erant integræ.»
Bosio cit., 172, A: «Il principe Doria, havendo partito il bottino colle galere del Papa e della Religione, se ne andò al Pacsù.»
562. Jovius cit., 340, 31: «Conscriptis Anconæ cohortibus et opportuno tormentorum instrumento, atque item commeatu, Pontifex liberaliter adjuvit Crosiccium in Dalmatia.... Lucas Anconitanus pontificiis præerat auxiliis.... Misso Camillo Ursino, Ostrovizzam expugnarunt.»
Mambrino Roseo cit., III, 194: «I Veneziani mandarono al presidio di Zara Camillo Orsini col conte Giulio di Montevecchio, che frenarono il grande ardire dei Turchi.... Camillo assaltò con gran vigore e prese Ostrovizza, luogo forte dei Turchi.»
563. Philippus Bonanni, Numismata Rom. Pont., in-fol. figur. Romæ, 1699, I, 199, tav. II, n. 35:
Paulus . Tertius . Pont . Max.
564. Bosio cit., 172, B: «Doria prese una germa di Turchi e buon numero di schiavi.... de' quali partecipò la porzione.»
565. Petrus Paulus Gualterius, Aretinus præfect. Cærem. in Diariis cit., sub die 28 septembris 1537.
566. Joannes Crispus, Ægæi maris dux, Ad Christianos Principes, ex Naxo cal. decemb. MDXXXVII, ap. Clauserum de reb. Turc., in-fol. Basilea, 1556, p. 590, 594: «Extimulat infinitus numerus Christianorum captivorum compedibus ferreis cathenisque vinctus qui mahometano Tyramno durissime ac dolentissime servit.»