Egualmente o peggio andavano le cose fuori d'Italia. In Francia, regnante Francesco I, centomila persone furono condannate per fatucchiere[384]; e da seicento accusate nel 1609 sotto Enrico IV. Son vulgatissimi i fatti delle ossesse al tempo del giansenismo, cioè nel gran secolo del gran re, ma non vogliamo tacere che, nel processo del gesuita Girard del 1731, dodici giudici sopra trentuno lo condannavano al fuoco per magia e incesto spirituale; ma l'appello cassò la sentenza. Dite altrettanto dell'Inghilterra e della Germania; e da Soldam, che recentemente trattò dei processi di stregheria[385], raccogliamo che a Nördlingen, cittaduola di seimila abitanti, dal 1590 al 1594 furono arse trentacinque streghe.

I Riformati usavano altrettanto, anzi più ferocemente de' Cattolici. Lutero domandava che i maghi fossero dati a morte, nel triplice interesse della religione, della morale, della sicurezza pubblica. Le stregherie non erano punite che correzionalmente a Ginevra, ma Calvino vi stabilì il fuoco, come lesa maestà divina in supremo grado; e in sessant'anni cencinquanta individui furono bruciati per tale delitto[386].

Così durò anche il XVII secolo, e il 21 luglio 1612 a Firenze una donna fu condannata ad esser appesa alle forche, bruciatone il cadavere, confiscati i beni, come convinta e confessa d'aver avuto commercio nefando con un demonio che chiamava Bigiarino, il quale in forma di caprone la portò più volte ai sabati al noce di Benevento; ella stessa, trasformata in gatto, succhiò il sangue di molti ragazzi. Provavano il fatto molte madri, attestando che certe malattie di lor figliuoli furono guarite da questa strega, mediante segni e parole inintelligibili: e poichè i fatti parean meno credibili, i giudici sottoposero la rea alla tortura probatoria, nella quale essa confermò tutte quelle fantasie[387]. L'ottobre 1664, nel monastero di Santa Scolastica del Borgo a Buggiano si sentiva uno spirito battente, e «presero le monache ardire di scongiurarlo: e da parte di Dio gli comandarono che dicesse chi fosse e quali erano le sue pretensioni, ma questo non rispose se non per via dei soliti picchi, che faceva per segno del sì, e lasciando di picchiare per segno del no»[388].

Diego Guscalone palermitano, commesse molte scelleraggini in patria, fuggì in Ispagna e quivi processato dal Sant'Uffizio per sortilegj, fuggì nelle Indie, e vi servì da cappellano, poi con fedi false e abito di agostiniano, e col nome di frà Bernardino da Montalto tornò in Italia, e prese usata con frà Domenico Zanconi fermano, priore agostiniano, e arnese a lui somigliante. Convinti d'aver con sortilegj tentato sedurre una donna, furono espulsi, e ricoveraronsi in quel di Macerata. Ebbe sentore della loro abilità necromantica Giacinto Centini, nipote del cardinale Centini che era stato a un punto di divenir papa nel conclave dove fu eletto Urbano VIII. Esso gli interrogò se suo zio potrebbe salir al papato, e dopo arcani malefizj n'ebbe risposta che sì. Per accelerar questa fortuna ordirono molti sortilegj, combinandosi con altri più esperti in tali vanità; e formarono una statuetta di cera, collo struggersi della quale dovea consumarsi anche la vita del papa. Ciò fu nel 1631. Ma frà Domenico denunziò la cosa al Sant'Uffizio di Roma, sicchè i colpevoli furono arrestati, e formatone processo, Giacinto fu condannato a morte con un frà Cherubino che riuscì a fuggire, e con frà Bernardino, mago principale; frà Domenico a 39 anni di galera; altri a più o men lungo carcere; tutti facendo pubblica abjura (1635). Il cardinale, sospettato complice, si scolpò, ma poco sopravisse.

Ancora la cabala ed altre vanità astrologiche dirigevano le cure de' medici anche meno pregiudicati[389], e l'illustre L'Hôpital cancelliere di Francia, diceva che a Roma dominavano i matematici e gli astrologi[390]. Paolo Taggia, dottissimo modenese, scriveva al Gualdo di Padova: «Il matrimonio continua nella congiunta disgiunzione, tuttochè non cessino le orazioni, i digiuni, le elemosine e gli esorcismi. Questo solo v'è di buono che consta del legame e incanto, sì nel giovane come nella giovane; onde possiamo sperare assai tosto buon fine[391]». Il valente matematico Cavalieri, nella Ruota planetaria pretese rivelar ciò che fanno nelle loro sfere le stelle, e come in bene e in male influiscano; il Borelli dettò una difesa dell'astrologia per Cristina di Svezia; Marcantonio Zimara di Otranto, famoso medico, pubblicò Antrum magico-medicum, in quo arcanorum magico-physicorum, sigillorum, signaturarum et imaginum medicarum, secundum Dei nomina et constellationes astrorum, cum signatura planetarum constitutarum, ut et curationum magneticarum, et characteristicarum ad omnes corporis humani affectus curandos, thesaurus locupletissimus, novus, reconditus etc., con un trattato del conservar la bellezza, e uno del moto perpetuo senz'acqua nè peso.

Il Capecelatro, ch'è de' migliori storici napoletani perchè versato negli impieghi, entrando a descrivere la sollevazione di Masaniello trova che quegli scompigli furono «causati da cattiva influenza di stelle, o pure dall'eclisse del sole, succeduto di mezzogiorno nel segno di leone la precedente estate, il qual segno domina Napoli, predetto da Paolo Cocurullo celebre astrologo, di minacciarle rivoluzione e ruina con suo grave incomodo e danno». Egli stesso avverte che tal sollevazione avvenne nel secolo XVII dopo Cristo, nel XVII anno dopo la famosa peste, nel XVII mese del governo del duca d'Arcos, nel VII anno dopo il 1640, nel VII mese dell'anno, VII giorno del mese, VII giorno della settimana, VII ora del giorno. Durante quella si disse che gli Spagnuoli mandavano streghe ad incantare i posti; la gente arrestò tre vecchie, ad una delle quali mozzò tosto il capo, le altre pose in carcere per essere tormentate; e mandaronsi sacerdoti a esorcizzare que' posti.

Con Caterina De Medici era passato in Francia Cosmo Ruggeri astrologo e mago, che in quella corte acquistò fama per oroscopi, talismani, filtri da ispirar amore o da far morire; e Caterina l'adoprava forse a ciò, probabilmente a spiare. Per accusa di cospirazioni torturato e messo alla galera nel 1574, poi liberato; sotto Enrico IV fu arrestato di nuovo perchè teneva una figura di cera di questo, e la pungeva ogni giorno, ma le istanze di cortigiani e di gran dame fecero sospendere il processo. Pubblicava ogni anno almanacchi; fu fatto abbate di San Malò, e ch'è più strano, storiografo; in morte ricusò le consolazioni religiose, dicendo che non v'ha altri diavoli che i nemici, i quali ci tormentano quaggiù, nè altro Dio che i principi, i quali possono farci del bene; onde il suo cadavere fu trascinato al mondezzajo[392].

Il Concini fiorentino, occhio dritto dell'altra regina di Francia Maria De Medici, ed elevato al grado di maresciallo d'Ancre, fu colla moglie condannato a morte come mago[393]. Essa marescialla nel 1611 avea fatto venir in Francia un Montalto medico ebreo, il quale avea ricusato le offerte fattegli di professare a Bologna, a Messina, a Pisa, e fin di succedere all'insigne Mercuriale. La relazione con costui distolse la marescialla dalle pratiche cristiane: e le furono trovati due libri, uno intitolato Cheinuc, cioè costumanza, specie di catechismo; e l'altro Machazor, specie d'almanacco stampato a Venezia per gli Ebrei spagnuoli. Si provò ch'essa usava esorcismi, oblazioni, sagrifizj secondo il rito giudaico, facendoli notte tempo in chiese di Parigi, donde principalmente udivansi i gridi d'un gallo, oblazione consueta fra gli Ebrei nella festa della riconciliazione. Tutto ciò era provato coi soliti modi.

Non meno convinta fu di arte magica. Si trovò una lettera ove interrogava una certa Isabella, creduta fatucchiera, se per l'arte sua avesse conoscenza di alcuna cosa che riguardasse lei o la sua famiglia. Trovaronsi libri in caratteri strani, e una scatola con cinque tondi di velluto, i quali si sa adoprarsi per aver efficacia sulla volontà dei grandi. Ella avea fatto venire dei frati Ambrosiani da Nancy, i quali effettivamente erano istrioni, per assisterla nel sagrifizio del gallo; inoltre degli amuleti da metter al collo: e figure di cera che custodiva in cataletti. Son pure descritte le arti e gli esorcismi di quegli Ambrosiani, che in tali occasioni allontanavano i servi: e fra queste arti era il benedir l'acqua santa il giorno dell'Epifania: lo che doveva esser non senza mistero, non avendo ella saputo renderne ragione.

Don Domenico Manuele Gaetano conte di Ruggero, maresciallo di campo del duca di Baviera, generale, consigliere, colonnello d'un reggimento di fanteria, comandante a Monaco, e maggior generale del re di Prussia, nato a Pietrabianca presso Napoli; istrutto d'orefice, nel 1695 fu iniziato all'alchimia tramutatoria probabilmente dal famoso Lascaris, da cui ebbe la cintura bianca e la gialla per fare l'argento e l'oro, ma in piccola quantità. Alla loro scarsità ed efficacia supplì colla ciarlataneria, annunziando poter tramutare metalli a josa, e facendone esperienza su pochissimi, ottenne credito. Scorsa Italia, fece per quattro mesi eccellenti affari a Madrid, donde l'inviato di Baviera l'indusse a passar dall'elettore, che allora stava governatore a Brusselle. Vi eccitò ammirazione; e Massimiliano, posta piena confidenza nelle magnifiche promesse d'esso, gli concesse cariche e titoli e sussidj per seimila fiorini: poi scopertolo bugiardo lo fece buttare in fortezza. Dopo due anni riuscito a fuggire, comparve a Vienna nel 1704, e qualche projezione gli avvenne sì destramente, che tutta la Corte ne rimase stupita; l'imperatore Leopoldo sel prese a servizio: ma la morte di questo avrebbe intercisa la sua fortuna se non fosse stato assunto dall'elettor palatino, al quale e all'imperatrice egli promise in sei settimane dare settantadue milioni o la sua testa. Prima del termine egli fuggì con una signorina; ed eccolo a Berlino, acquistandovi favore col dirsi perseguitato dall'Austria; e re Federico, sentito il consiglio di Stato che non trovò da opporsegli, ne accettò le proposizioni. Con grand'apparato di testimonj fece alcune trasmutazioni, constatate rigorosamente, e promise fabbricare polvere di projezione quanta basterebbe a far sei milioni di talleri. Bisogna crederlo espertissimo giocoliero chi veda quanti ingannò, e gli onori che ottenne; pure la promessa al re non venendo ad effetto, questi il regalava a miseria; alfine avvertito de' costui precedenti, lo fece chiudere a Custrin, e non avendo saputo adempiere la promessa, fu processato, e come reo di maestà impiccato a Berlino il 29 agosto 1709, coperto d'un vestone d'orpello, con forca dorata. Federico ebbe vergogna d'essersi lasciato ingannare prima, o d'averlo punito sproporzionatamente, e non volle che più quel nome si menzionasse.

In Piemonte[394] nel 1710 un Bocalaro di Caselle fu tanagliato e ucciso per aver fatto un'effigie di cera onde procurar la morte del re; nel 1718 giustiziato il canonico Duret per aver cercato tesori con incantesimi; furono chiusi nel castello di Miolans un marchese Risaja per arti magiche, un panierajo che avea rubato un'ostia per valersene a sortilegi, un Francesco Freylino, che accusò se stesso ed altri di malìe contro il principe, finchè in articolo di morte confessò aver finto tutto ciò per conseguire qualche impiego; nel 1723 fu decapitato in Aosta il conte Andrea Dupleoz per avere con fatucchierie attentato alla vita della moglie.

Ma le scienze progredendo portavano spiegazione naturale a molti, riputati fin allora miracoli; la medicina additò le analogie di assai casi; la giurisprudenza persuadevasi non dover bastare alle condanne la confessione del reo; il fatto che più colpiva, cioè l'accordo delle varie deposizioni, si trovava ridursi alle sole generalità, delle quali tutti aveano inteso parlare, e perchè, le interrogazioni dirigendosi in tal senso, spesso non restava che di rispondere sì o no.

Poichè vuolsi coraggio ad affrontar quella despota che dicesi l'opinion pubblica, lodiamo coloro che assalirono intrepidamente l'ubbia popolare. Vanno principali fra questi i gesuiti Adamo Tauner e Federico Spee, se non che il trattar essi la quistione per via di testi e canoni ad uso dei dotti, non apriva gli occhi plebei. Primo recò la querela davanti al pubblico il roveretano Girolamo Tartarotti[395] negando le tregende, e ribattendo specialmente Martin Delrio: eppure non solo accettò, ma sostenne la verità della magia; col che concedendo l'immediata potenza del demonio, non avea motivo a ricusargli la potestà di trasferire anche le maliarde, e riducevasi a conchiudere che, nei casi speciali, ripugnava al buon senso il credere a queste, e sovratutto al loro numero. Gian Rinaldo Carli e Scipione Maffei[396] estesero quella negativa ad ogni immediata arte diabolica, ma allora il Tartarotti protestò che, tacciando d'illuse le streghe, non aveva inteso gittar dubbio sulla potenza del demonio; tanto la ragione umana fatica a sottrarsi alle opinioni nelle quali fu educata. Il padre Zaccaria, annunziando l'opera del Tartarotti, disapprova il negar le magie. «In una città m'accadde di udir un medico spiritoso, il quale negava che si dessero indemoniati, tutto attribuendo alla fantasia di chi si crede offeso... Ma perchè mai tanto impegno di relegare dentro l'inferno i demonj?»[397]

Direbbesi che questo rincrescimento del gesuita si riproduca negli apostoli odierni d'un bugiardo incivilimento. «Fra gli esseri altra volta maledetti, che la tolleranza presente ha ritirato dall'anatema, senza dubbio Satana è quello che più ha guadagnato in questo progresso delle dottrine e dell'universale incivilimento; mentre il medioevo, che poco intendeasi di tolleranza, lo fece a poter suo maligno, tormentato e fin ridicolo». Così scrive Renan, il quale, dopo tolta a Cristo la divina aureola, dice che, rispettando la celeste scintilla dovunque appaja, non vorrebbe pronunziar sentenze d'esclusione per non avviluppare della condanna qualche atomo di bellezza! Ma quella è una falsità storica come tant'altre di esso autore, perocchè il feroce medioevo spinse la sua bontà fin ai dannati; assegnò un giorno ove lo stesso Giuda ha riposo; nell'angelo del male riconobbe le traccie della più bella creatura di Dio, e lo fece rispettoso all'innocenza, sottomesso alla santità; neppure negogli la speranza di redenzione.

E davvero di vilipendere l'età passata come avrà coraggio chi veda altrettanto credula la nostra, che, su fatti accertati non meno di quelli, fonda altre teoriche? Senza quello sforzo di cui pochi sono capaci, di trasportarsi in altra età così poco somigliante, per ispiegar quelle credenze basti osservare alcune particolarità della nostra, cui nessun forse dei difetti, degli errori, dei delitti del medioevo mancò, senz'altra diversità che dell'ora.

Gli uomini han bisogno di adorare e obbedire: se non adorano e obbediscono Dio, sommo bene, volgono l'adorazione al diavolo, ispirator del male. Quindi la cura di questo di sviare da Dio e dal suo Cristo, perchè allora si verrà a lui. E a ciò tendono i tre capitali errori dell'evo nostro, panteismo, materialismo, razionalismo. Se tutto è Dio, non c'è più incarnazione; nè se tutto è materia; nè se escludasi ogni mistero che trascenda i limiti della ragione. Così tornasi al fatalismo e alla servitù de' tempi anteriori a Cristo; stronizzando il quale, si eleva Satana.

Dapprima non si fece che negar Cristo: presto si venne al culto del suo nemico, per quel bisogno che la venerazione interna ha di manifestarsi col culto esterno; e rinacquero le evocazioni, i prestigi, gli oracoli dell'età pagana, con quel che chiamano spiritismo.

Fu dopo le rivoluzioni del 1848 che si annunziarono gli strani fenomeni di tavole giranti; cioè, che per mezzo di certi tocchi, acquistano movimenti diversi. Dapprima si credettero puramente meccanici, poi vi si ravvisò un'intelligenza, e quindi uno spirito che ne fosse cagione. Questo spirito si suppose esser un riflesso dell'intelligenza degli astanti o del medium, come s'intitolarono le persone che quasi a volontà provocavano tali fenomeni: ma poi se ne ottennero di indipendenti dal pensiero e dalle cognizioni degli astanti, e fin in contraddizione colle idee, colla volontà, coi desiderj loro. Si dovette dunque ravvisarvi un essere invisibile, e per convincersene bisognava entrar in conversazione con quello. Ciò s'ottenne mediante certi colpi che per convenzione significassero sì o no o lettere dell'alfabeto; col che le tavole giranti divenivano parlanti.

Le risposte indicarono trattarsi di spiriti appartenenti al mondo invisibile.

Alla lentezza di quel procedimento si provide col munir una gamba del tavolino d'una matita, che scrivesse; poi si scoprì che, se quello spirito agiva s'un corpo, poteva anche muover immediatamente il braccio d'un uomo, e s'ebbero i medium scriventi, che, sotto l'impulso di spiriti, vergavano involontariamente parole.

Arrivati a ciò, non s'ebbe più limiti: comparvero medium evocatori, medium risanatori. I primi ottengono comparse di spettri, fosforescenze, suoni articolati, scritture spontanee, il subitaneo fermarsi di tutti i pendoli d'una casa, l'insensibilità di tutto o di alcune membra. Gli altri guariscono, non trasmettendo il proprio fluido come i magnetizzatori, ma il fluido appurato degli spiriti.

Verso il 1855 tutta la colta America e l'Europa furono riempite di questa comunicazione dell'uomo con enti immateriali, intelligenti, mal definiti. I fatti men naturali furono attestati da testimonj oculari, ripetuti dai fogli, riprodotti a volontà, discussi, classificati, ragionati: d'ogni parte si accorse a vedere il signor Home; si studiarono le teorie del signor Kardec; i fenomeni si produssero in luoghi sì diversi, con tanti testimonj e con tali circostanze che più non bastò negarli: neppur si potette crederli meri effetti meccanici o fisici, e tanto meno prestigi di giocolieri; e il riso degli scettici, e le frasi convenzionali dei dottrinarj non valendo a infirmare i fatti, s'insinuò la persuasione che c'intervengano spiriti.

Dall'Inghilterra e dalla Francia lo spiritismo tragittò in Italia, massime dopo la guerra del 59, se ne stabilirono cattedre, convegni per esercitarlo e predicarlo: le evocazioni si fanno mediante preghiere mentali, elevazioni a Dio: si ottengono guarigioni miracolose; gli adepti credono ad ossessioni di cattivi spiriti, liberate dai buoni: v'ha apostoli sotto la forma moderna di giornali, e libri cercati coll'avidità di romanzi. Nelle opere recenti ove lo si sostiene e propaga, son riconosciuti come predecessori dello spiritismo nell'antichità gli oracoli, le pitonesse, i genj, e nel medioevo i fatuchieri, i maghi. È dunque un ritorno alle beffate antiche credenze di oracoli e pitonesse: e l'apostolo dello spiritismo non esita a chiamarlo un ridestamento dell'antichità[398]. I credenti furono forse in tanto numero quanto coloro che ne ridevano: e anche passato quel primo furore, molti rimasero fedeli a questa credenza.

Saran dunque o anime e angeli buoni, o diavoli. Ma i primi non sono a disposizione dell'uomo peccatore; tanto più che Dio proibì le evocazioni[399], sicchè chi vi obbedisce gli è ribelle. Neppur potrebbero essere le anime dannate, sulle quali l'uomo non può. Conclusero anche illustri vescovi[400] siano gli spiriti che ne circondano, e che cercano i modi d'ingannarci.

Noi non ne parliamo che incidentalmente per ispiegare o render ragione delle eresie demoniache del secolo XVI, beffa testè o imprecazione degli spiriti forti. Il negare il sopranaturale satanico porta a negare il divino, e i santi padri attribuirono ai demonj molti fenomeni fuor di natura; onde non a torto a questi ricorrono i teologi odierni per ispiegare i fatti dello spiritismo. Del quale si dice che convertì molti, recandoli a credere esista qualcos'altro che la materia: ma più traviò insegnando non solo assurdità, ma errori veri; or la trasmigrazione, or la temporarietà delle pene, or l'indifferenza de' culti, adesso come nel medioevo se ne traggono titoli di fede e titoli d'empietà, pretendendo alcuni dimostrare con ciò che esistono le anime e la vita postuma; altri facendo da quegli spiriti dichiarare che Cristo non è Dio. E tali dottrine si fan professare da David, da san Tommaso, da san Paolo, da san Giovanni evangelista, da Dante, dal La Mennais, dal curato di Ars. E pretendesi sia un modo di rivelazione nuovo, che cambierà le religioni, e ne recherà una nuova, la quale insomma non potrebb'essere che il culto del demonio.

Queste opinioni ne' secoli passati furono combattute colle armi d'un tempo che credeva, e che tutto applicava al supremo affare della salute eterna; adesso colle armi d'un tempo che non crede neppur alle verità positive, e che mai non fissandosi su nulla, abbatte la credenza di jeri coll'abbracciarne oggi un'altra, che domani avrà posta nel dimenticatojo. Il risultato più generale è la negazione del cristianesimo: la carità è annunziata per unico mezzo di salute, donde l'indifferenza delle credenze e delle pratiche: intanto crescono i casi di pazzia, crescono i suicidj; si difonde il disprezzo pel cattolicismo e l'odio per Roma e dopo idolatrato il dio del bello, poi il Dio della libertà, eccoci a venerar il Dio del male, che, vinto sul Calvario, non vedendosi ormai più frenato dal cristianesimo, vien a farsi adorare in vece dello Spirito Santo[401].