Celestrino quinto filgluolo di Giacopo, nato di Parma, santo remito, chiamato Piero di Morrona, facto papa del mese di giugno, sedette papa mesi v e die viij, e vachò la Kiesa mesi xxx.[458] Questi, essendo huomo religioso e di santa vita, elli fue ingannato sottilmente da papa Bonifazio per questa maniera etc.: che llo decto Papa, per suo trattato e per molta moneta che spese al patrizio, rinchiudevasi la notte nella camera del Papa, ed avea una tronba lunga, e parlava nella tronba sopra il letto del Papa, e dicea: — Io sono l'angelo che tti sono mandato a parlare, e comandoti dalla parte di Dio grorioso, che ttue inmantanente debi rinunziare al papato e ritorna ad essere romito. — E cosí fece iij notti continue; tanto ch'elli credette[459] alla boce d'inganto,[460] e rinunziò il papatico, del mese di dicenbre, e con animo diliberato, co li suo frati cardinali, dispose sé medesimo, ed elesse papa uno cardinale d'Anangna ch'avea nome messer Benedetto Gatani, e suo nome papale Bonifazio ottavo. E si disse che questo Papa fece sacretamente pilglare papa Celestrino che rinunziò, e fecello istrangolare, e altri dissero che llo fece morire in prigione, aciò che non perdesse il papatico; ma di sua morte non si legge alkuna cosa, o quello che di lui si fosse. Elli fue sinpricissimo e sancto. In vita fece miracoli di molte cose. Elli cavalcava l'asino, e vilmente vestia, e similglante vivea. E si disse ch'elli morio in prigione nella roccha[461] di Formone, presso ad Alangna a x milgla, a dí xvij di maggio, per fattura di papa Bonifazio. E per questa opera tutta la cristianitade[462] si ne dolea: onde molti cherici, e perché diceano ch'elli no potea esser Papa di ragione, si lli facea prendere, mettere in prigione e tali uccidere. Elli fece frate Gilio di Roma, maestro dell'Ordine di romitani a chu' era data molta fede, arcivescovo di Borgi in Berri, acciò che no llo infamasse, per cagione ch'era maestro di dicreti e dicretali; e messer Rinieri Ghiberti di Firenze, gran maestro, fece mettere nella malta, forte prigione nel lago di Bolsena.
Bonifazio ottavo, filgluolo di Liffredi chavaliere, nato della ccità d'Anangna, della casa di Gatani, sedette papa anni viij, mesi viiij, die xviij: vachò la Chiesa die xj. Questi essendo prete cardinale di sancto Martino in Monte, avea nome Benedetto Guatani. Elli fece dicreto ke nella Kiesa di Dio, in ongni cittate o villa o castello, iscomunicata od interdetta, si potesse iiij volte dell'anno sacrificare e cantare messa palesemente al popolo cristiano: l'una si è per la Natività di Cristo filgluolo di Dio, la seconda per la Surexione, la terza per la Pentecosta, la quarta per Sancta Maria d'agosto. Eli fue eletto papa la vigilia della Natività di Cristo. Elli venne colla corte a Rroma, e fue coronato a die xv di gennaio. E tantosto ch'elli fue coronato, mandò ij cardinali in Francia, per fare concordia intra llo re di Francia e llo re d'Inghilterra. Elli candelezzò[463] ad Orbivieto Lodovico re di Francia, il quale morio esendo ad osste sopra lo re di Tunisi.
E ciò sappiate, che da san Piero infino a Bonifazio sono stati cc. Apostolici; e da Iulio Cesare infino a Federigo secondo, lxxxxv Inperadori e xv in conpangnia di padre e di fratello.
Elli fue huomo[464] di perversa natura e di grande coraggio, ed asultoe[465] la Chiesa meravilglosamente.
In questo tenpo sancto Bartolo, prete di Sancto Gimingnano, santifichoe e fece meravilgle grandi.
Alla singnoria di messer Matteo di Maggio di Bresscia, si fondò la grande ecclesia di sancta Croce; e a' dí xviiij del detto mese si fece la pace tra lla casa delli Adimari e de' Tosinghi: e quasi tutte le paci si fecero intra Guelfi solamente, per essere a una concordia a uccidere il popolo. Concordati li Grandi insieme, e facto intra lloro giura pensatamente, con serralgli e con saettamenti, e co molta gente e fortezze armati, lo die de sancto Romolo, die vj di lulglo, con parola e volontade di singnori Sanatori che reggevano la cittade di Firenze, manomisero il popolo per tutta la Cittade; e conbattendo quasi tutto il giorno a cavallo ed a piede in tutte parti, i Grandi da' popolari per la grazia di Dio fuorono isconfitti, non avendo il popolo alkuno capo di suo aiuto. In quello giorno tutti li Grandi ebbero a sospetto la casa di Cerchi, per cagione che non fue co lloro sopra il popolo. E 'l Comune di Lucca, conti Guidi e conti Alberti, Pratesi, Pistoiesi e Saminiatesi e tutti i nobili del contado vennero inn aiuto de' Grandi, e 'l popolo sanza capo fu vettorioso: donde i Guelfi in quello giorno ebero grande paura di non perdere la terra. L'altro giorno il popolo mise a terra il palagio di Cantino di Vissdomini. Ed allora era capitano del popolo messer Carlo da Spuleto, savio e leale huomo e grande difenditore del popolo; ed era priore al governamento della terra Noffo Guidi, messer Lapo Salterelli indice, Tingnoso Bellanda, Amannato Rota Becchenugii, Amadore Ridolfi, Milglore de' Guadangni, e Cante Guidalotti gonfaloniere. Poi del mese di settenbre morio l'arcivescovo di Pisa e lo vescovo di Bolongna, anbedue[466] nati della casa delli Ubaldini; e 'l vescovo di Firenze, messer Andrea di Mozzi, fue dissposto e fatto vescovo di Vincenzio.[467] E morio l'arcivescovo di Milano.
In questo anno papa Bonifazio fece fare la pace tra llo re Giacomo di Ragona, il quale per forza tenea il rengno di Cicilia, e lo re Carlo secondo; e tolse per molgle[468] la filia del re Carlo a patto e condizione ch'elli lasciasse il rengno, e dielli per dota centomilia libre di grossi tornesi, ed ongn' anno per sopragiunta d'infino a xij anni, ongn'anno li dovesse dare la Chiesa di Roma xijm. libre di grossi tornesi. E fue ricomunicato e benedetto, e fue fatto canpione e gonfaloniere della Chiesa, e lasciò il reame. Tantosto ch'elli fue fuori del reame, i Ciciliani tutti si cosarono[469] quasi morti. Incontanente Federigo terzo suo fratello, colla volontade e richessta di baroni di Cicilia, montò in sul reame, e possedettelo in tenpo di pace e di guerra.
Lo die di kalendi aprile, esendo i Bolongnesi ad oste sopra la città d'Imola, ardendola e guastandola, Maghinardo da Susinana con sua gente andò incontro a' Bolongnesi, e nel piano di Santerno fece battalgla co lloro, e quivi li sconfisse: tra popolo e chavalieri piú di mcccc. fuoro li morti.
A dí XV del decto mese il re di Scozia si rubellò da messer Aduardo re d'Inghilterra, e fece battalgla co llui in canpo con piú di xijm. chavalieri tra ll'una parte e l'altra: il re di Scozia fue sconfitto. Avuta la vittoria, venne in Guascongna sopra le sue terre che lli erano rubellate, e teneale per forza lo re di Franzia; e quivi prese v cittadi, e puosesi ad oste sopra la città di Bordella, e finalmente e' ll'ebe a suo comandamento.
Item a dí xv di maggio, intra 'l mare di Cicilia[470] e quello di Romania, si scontrarono navi di Viniziani e di Genovesi, e fecero battalgla molta forte e crudele; le navi di Viniziani erano lxxxxv, quelle di Genovesi erano lij, de le quali i Viniziani presero xxxiiij a prigione.
Die xiiijº di lulglo, tenendo la terra di Forlí in Romangna Maghinardo da Susinana, per gli Orgolglosi fu tradita e data di notte tenpora a messer Malatesta da Rrimine ed a messer Guido da Ponente di Ravenna ed a' singnori da Calbuli. Per la qual cosa lo romore si levò nella terra, e Maghinardo, ch'era ad osste sopra Castelnuovo, lasciòvi ij capitani ed alquanta gente forniti, ed elli si mosse, e 'l conte Galasso figluolo del conte Guido da Montefeltro, con molta gente, popolo e chavalieri, e ricoverarono in Forlí gridando: — Siano morti i traditori. — Quivi fue grandissime battalgle; pur finalmente Maghinardo li mise in isconfitta e cacciolli fuor della terra, e piú di diece milgla basstò la caccia. E quivi fuorono morti piú di mccc. uomini, e morti gli Orgolglosi e li singnori da Gesso e iij di quelli da Calbuli e Fantino da Brettinoro, e molti buoni e grandi huomini capitani di Parte guelfa di tutta Romangna. Messer Guido da Ponente e Malatesstino di messer Malatessta con altri piú conpangni gentili huomini fuoro presi, e tantosto Maghinardo fue socorso da' conti da Porciano e da Ciappettino delli Ubertini di Valdarno, e tenne la terra con vittoria.
E a dí xviij d'agosto messer Ruggieri di Loria, il nobile amiralglo e grazioso per lo re Piero di Ragona, venne al porto di Brandizio, lo quale si tenea per lo re Carlo, e subitamente di notte il conbatteo, si che 'l porto fue difeso; e tirossi a terra ferma, e quivi fece battalgla ordinata in canpo, dura ed asspra, sicché ll'uno né ll'altro quivi nonn ebero vittoria, ma quasi tutti morti. E messer Ruggieri vi fue fedito, e 'l filgluolo fue morto, e messer Giuffredi di Gianvilla nobile barone francesscho vi fue morto.
E lo die di kalendi settenbre morio il Giudice di Galluria in Sardingna, e li Viniziani presero xxij galee di Genovesi.
E a' dí x di settenbre messer lo piovano di Gherardini, per certa guerra ch'avea colli Manieri, da lloro fue fedito e di quelle fedite morio.
E a' dí xij di settenbre s'aprese il fuoco in Firenze a casa di Lauberti, ed arse le case loro e di Pilli e di Pilasstri e di Minerbetti; e fece grande grandissimo danno.
E a' dí j d'ottobre, avendo difirenza tra l'arcivesscovo di Cosenzo e l'abate di Cosenzo, fecero intra lloro battalgla piú di mille chavalieri, e l'arcivescovo fue sconfitto.
In questo tenpo si coninciò grande briga intra 'l Comune di Bolongna e Azzo marchese di Ferraia; però che' Bolongnesi presero uno suo castello ed uccisero tutta la gente che v'era dentro. E questo fecero per cagione che 'l Marchese facea alkuno trattato con certi grandi della terra di pilglare Bolongna e ronpere il popolo. Po' venne il Marchese ed asediò, a dí XV d'ottobre, la gente di Bolongna ch'erano rimasi alla guardia del predecto castello; e stando una notte, di subito il Marchese con vc. chavalieri e xm. pedoni prese il castello di Bazzano del Bolongnese apresso a Bolongna a x milgla. Allora i Bolongnesi isforzatamente, colla potenzia di Lonbardi e di Romangnuoli, assediarono il decto castello con iiijm. chavalieri e xxxx milia di pedoni; e xxxv giorni vi stette l'asedio, tutta fiata gittava tra die e notte xij difici; poi finalmente e' l'ebero a patti. Con ciò sia cosa che 'l Marchese avea facto molta cavalleria e popolo, vennero[471] per difendere il castello, e fue in sul canpo e domandò la battalgla, ed al castello; sarebe venuto se non fosse per la molta pioggia ch'era venuta, ed avea a passare uno fiume; siché Maghinardo da Susinana ch'era in sua conpangnia si consilglò che 'l fiume non si passasse, e la battalgla per questo modo rimase: avengna dio che 'l Marchese da' Fiorentini forte si tenne gravato, i quali erano all'aiuto del Bolongnese, e' Bolongnesi ischifaro la battalgla quanto poterono. Tornato il Marchese a Ferraia, tantosto fece suo consilglo, e trattò giura e conpangnia con tutti li usciti di Bolongna; e legaro insieme i singnori della Fontana e Maghinardo da Susinana, Ferrala ed Argenta, Modana e Reggio con tutti li usciti di Lonbardia[472] di Parte guelfa e ghibellina; e legossi col duca di Charentana e col Marchese di Monferrato e co messer Alberto della Scala di Verona e co messer Matteo Vissconte capitano di Milano e co' Mantovani; e fece tutta una lega, e conincia[473] a guerreggiare Bolongna tuttogiorno sovente: donte[474] molta mortalitade e briga nacque in Lonbardia.
E ancora, esendo prengna la città di Firenze di molte diverse e variate macule, uno giorno, a dí xvj di dicenbre, esendo morta una donna a casa di Frescobaldi, al qual morto molta gente vi fue invitata, intra lli quali v'era messer Corso Donati e Simone suo filgluolo, e lli filgluoli di Manieri Bellicozzi, i quali aveano guerra colla casa di Gherardini, erano una parte; e' Gherardini v'erano similglante co lloro gente: dubitò l'uno dell'altro, fecero intra lloro assalimenti; onde la terra andò a romore e fue sotto l'arme. La casa di Cerchi co lloro conpangni e seguagi, Gherardini, Cavalcanti, Belincioni, armati a cavalli coverti, con fanti a piede, corsero a furore a san Piero Magiore a cassa di messer Corso gridando: — Al fuoco al fuoco —; messer Corso riparandosi conbattendo, siché 'Cerchi e' loro conpangni vitiperosamente tornaro a casa. Guido Cavalcante fue fedito nella mano e condannato per lo Comune in mille ce. libre, Baldinaccio di messer Bindo delli Adimari fu fedito nel volto e condanato per lo Comune in libre mcc; messer Vieri di Cerchi e messer Giano suo filgluolo, messer Bindo, messer Torrigiano e Ubaldino di Cerchi fuoro condannati per questa opera, e pagaro al Comune di Firenze xijm. cc. libre;, e dati loro i confini. Sinibaldo fratello di messer Corso e Simone suo filgluolo fuorono condanati in libre mm. e mandati a' confini. Onde per questa opera nacque molto male in brobbio[475] della Città e di cittadini; ché tutti i Grandi e popolari della Città si partíno di volontade, e chi tenea l'una parte e chi tenea l'altra, in tal maniera che sucitaro l'antico hodio tra lla casa delli Uberti e quella de' Bondelmonti; donte tutta Ytalia n'à sparto sangue.
In questo anno fue grande battalgla tra ll'Inghilesi[476] e' Francesschi, e lo conte d'Artese duramente vi fue innavorato.
In questo tenpo Filippo re di Francia, hodiato da' suoi, nemicho di buoni, venne in tanta grandezza ch'elli era re di Francia e re di Navarra, conte di Canpangna, ducha d'Urliens e paladino di Briga;[477] bellissimo della persona sopra gli altri del mondo, e avarissimo come cane. Per le sue malvagie opere fare, d'acchattare tesoro e non rendere, abattere la buona moneta e dare corso alla rea, cadde in tanto dissdengno, che da llui si rubellò quasi tutti i suoi maggiori baroni; ed inprese grande briga collo re Adulfo della Mangna. Infra lli quali rubelli fue lo conte dí Brettangna e quello di Borgongna, lo conte Filippo di Fiandra e lo conte d'Aynaldo, lo conte d'Universa[478] e lo duca di Brabant, E a petizione del re della Mangna lo conte di Borgongna disfece il parentato[479] del filgluolo del re di Francia, e diede la filia al filgluolo del duca di Borgongna: donde molte guerre di ciò nacquero.
In questo anno don Brasscho Catalano,[480] huomo prudentissimo e savio, malisschalcho de rre Federigo di Cicilia, fece battalgla in Calavra colli Francesschi ed ebbe vittoria di vijc. chavalieri morti.
In questo anno messer Ruggieri di Loria, lo vittorioso amiralglo, per certa difirenza, dallo re Federigo si rubellò e feceli molta guerra, e morio suo nimico.
Ed in questo anno messer Tosolato delli Uberti di Firenze talglò la tessta al Giudice d'Alborea, e tutto il suo tesoro, ch'era in grande quantitade si fece venire alle mani; e a' dí xv di gennaio si fece chavaliere in Sardingna, la quale ysola co molta travalgla per lui fue aquisstata. Poi a dí v di marzo venne in Pisa, e da' Pisani non fue acettato a quello onore ch'a llui parea che ssi convenisse. E com'elli avea aquistata la Sardingna a' Pisani, cosí lla rubellò loro, dove cosstò loro molta moneta; e poi si riconciliò co lloro.
E a' dí viij di marzo i Bolongnesi uscirò ad oste sopra le terre del Marchese da Ferraia, ed arsero e guasstaro infino al ponte a sant'Anbruogio.[481]
Giovedí, die iij d'aprile, papa Bonifazio unse e sagrò rege di Sardingna, di Corsica e d'Elba lo re Giacomo di Ragona; e messer Rugieri di Loria fece amiralglo per la Chiesa di Roma di l galee.
A die ij di maggio Filippo re di Francia fece iij grandisdissime ossti di xxxm. chavalieri e cm. pedoni; l'una fece in Borgongna, l'altra in Guasscongna, la terza in Fiandra; ma in Fiandra fu elli vitiperosamente isconfitto e ricevettevi grandissimo dalmaggio.
E a' dí XX di maggio il decto Filippo fece [tregua] collo re Aduardo d'Inghilterra, a patti e condizione che tutta la Guasscongna rimase allo re Aduardo sanza fare alkuno homaggio.
In questo die iij di maggio Istefano della Colona rubò il tesoro di papa Bonifazio quando venia d'Alangna etc.
A dí iij di giungno, mossi i Bolongnesi co grande quantitade di popolo e chavalieri per pilglare il castello di Doccia, Maghinardo da Susina', maestro di guerra, fedio loro adosso ed isconfisseli, e c. huomini ne menò prigioni.
E in questo anno, del mese di maggio, in Firenze si fondò la pila del ponte al castello Altafronte.
E lo die di beato sancto Iohanni Batista, del mese di giungno, Filippo re di Francia andò ad osste sopra lo conte di Fiandra con xxxm. chavalieri e ccm. di pedoni, e privossi della corona reale e rivistinne il suo filgluolo maggiore; e prese e vinse Guanto, Bruggia e Lilla e tutta la contea di Fiandra. In questo mezzo tenpo il malisscalcho[482] di Belcaro per lo re di Francia dal conte di Fiandra fue sconfitto e preso, e feceli talglare la tessta. Poi fue intra lloro iij asalti, donde molti Francesschi, popolo e chavalieri, vi perdero la vita; e l'osste vi stette infino a calendi ottobre e poi ritornò a casa.
Del mese di settenbre e d'ottobre i Viniziani ebero grandissima vittoria sopra li Genovesi, ché xvj navi grosse presero di quelle di Genovesi tra nel mare di Romania e di Cicilia; e tutta la gente che v'era entro mazzerarono.
Istando inferma di gravi e dure malattie la città di Firenze, fue santamente proveduto dalla Chiesa di Roma e da messer lo papa Bonifazio, sí come attore di pace, di volere sanare quelle piaghe, e di riconciare la Cittade e' cittadini insieme a stato di pace e di tranquilitade. Diligentemente in concesstoro fue fermato vecepapa paziaro nella città di Firenze frate Matteo cardinale d'Acquassparte. Giunto in Firenze, honnorevolemente fue ricevuto; predicando pace e volendo dar pace, non lli fue creduto.[483]