STORIA CIVILE DEL REGNO DI NAPOLI
Luitprando Re de' Longobardi, avendo nell'anno 711 fermato il soglio del suo Regno in Pavia, siccome i suoi predecessori avean fatto, cominciò a dar saggi grandissimi della sua bontà e prudenza civile. Egli, imitando suo padre e gli altri Re suoi predecessori, nella religion cattolica fu costantissimo, ed alla di lui pietà dee Pavia l'ossa gloriose d'Agostino; poichè egli le vendicò dalle mani de' Saraceni, dopo avergli discacciati da Sardegna, dove trovavasi il prezioso deposito. Egli, seguendo l'esempio di Rotari e di Grimoaldo, volle eziandio esser partecipe della gloria di savio facitor di leggi: poichè nel primo anno del suo Regno, avendo in Pavia, secondo il costume, ragunati gli Ordini del Regno, ordinò altre leggi, e l'aggiunse agli editti di Rotari e di Grimoaldo[204]; nè di ciò ben soddisfatto, ne' seguenti anni, secondo che il bisogno richiedeva, altre ne stabilì: tanto che fra i Re longobardi, dopo Rotari, Luitprando fu quegli, che più di ogn'altro empiè il suo regno di leggi.