DECIO CINTI

IL REGALO

Sala da pranzo di famiglia borghese. Sera. La tavola, nel mezzo, è illuminata da una lampada con paralume verde, appesa al soffitto, che manda una luce velata e verdognola.

Due porte in fondo.

Intorno alla tavola, che è rotonda, stanno seduti la Moglie, insignificante, piuttosto brutta, la Suocera, vecchia e paralitica, e la Figlia quattordicenne.

La Moglie cuce; la Figlia scrive con grande attenzione; la Suocera sonnecchia.

Atmosfera raccolta, di mediocrità onesta e tranquilla.

La figlia. Che ora è?

La moglie (guarda la pendola che è sopra un mobile). Sono le dieci. Il treno arriva alle dieci e diciassette. Fra mezz'ora il babbo sarà qui...

La figlia. Chi sa che cosa avrà comprato per me! Mi ha promesso un bel regalo...

La moglie. Pover'uomo! È tanto buono!... E ci vuol tanto bene!

La suocera (indifferente, come se non udisse e non vedesse nulla di ciò che avviene intorno, continua a sonnecchiare, muovendo ogni tanto la testa e le mani).

La figlia. Scommetto che porterà un regalo anche a te, e uno alla nonna, come ogni volta che ritorna da qualche viaggio.

(Breve silenzio).

La moglie (sospirando). Speriamo che rechi buone notizie... e che abbia fatto buoni affari... Da qualche tempo, è sempre taciturno, accigliato...

La figlia. Vorrei che avesse pensato di portarmi una bella collana di palline d'ambra vera... Sono tanto di moda!... Oppure, una bella stola di finto ermellino... Oppure, un anellino con una perla piccola piccola...

(Breve silenzio. Squillo di campanello lontano).

La moglie. Eccolo!

(Depone il lavoro, si alza di scatto, va verso la porta rapidamente e ne esce, seguìta dalla Figlia saltellante ed impaziente. La Suocera rimane immobile, indifferente, non dà nessun segno d'attesa o di curiosità. La Moglie rientra poco dopo, seguita dal Marito e dalla Figlia. Ella porta una valigia, e la Figlia porta una cappelliera).

La Suocera non si muove, non parla, non volge nemmeno il capo.

Il Marito, barbuto, sinistro, è pallidissimo e stravolto, e si ferma turbato e indeciso a breve distanza dalla porta.

La moglie. Sei stanco? Che hai? Dio! come sei pallido!...

La figlia. Mi hai portato il regalo, papà?.... Dimmi subito dov'è! Voglio vederlo subito! (Indicando la cappelliera, che ha posato a terra). E lì dentro, che cosa c'è?... (Prende la valigia, l'apre con impazienza, vi fruga dentro, e ne trae due cartocci). Ah! ecco!... Ecco i regali!... (Svolge un cartoccio e ne trae una bambola qualunque. Malcontenta, con una smorfia sprezzante, depone subito la bambola su una sedia). Non m'hai portato altro? (Apre l'altro cartoccio, con impazienza febbrile). È una scatola... (L'apre). Ah! sono dolci per la nonna!... Prendi, nonna... (Dà la scatola alla vecchia, che, rimanendo indifferente, ne estrae un dolce e si mette a succhiarlo lentamente).

La moglie, prende la cappelliera che la Figlia ha lasciato a terra. E qui, che cosa c'è?... Un cappello?... Un cappello per me?... Grazie! Grazie!

Il Marito, che ha continuato ad essere turbato, stravolto, pauroso, ha uno scatto e s'avanza, tendendo le mani per impadronirsi della cappelliera. Ma la Moglie, ridendo, corre dall'altro lato della tavola, per non lasciargliela prendere. Poi apre rapidamente la cappelliera e ne trae con precauzione una testa recisa di bellissima donna bionda. La testa è livida; gli occhi aperti e la bocca hanno un espressione di strazio. Il collo è insanguinato. Alle orecchie, due grossissimi brillanti.

Il Marito si copre il volto colle mani, trema, inorridito.

La moglie, sollevando la testa e rimirandola con ammirazione e compiacenza. Ah! Bellissimo! Grazie!... Troppo lusso per me!... Non ho mai avuto un cappello così bello!... Come sono contenta!... Non me lo provo, perchè sono troppo spettinata...

La figlia. Bello! Bellissimo!... (Contempla la testa — che sua madre tiene ancora sollevata — coll'ammirazione che una ragazza può avere per un bel cappello). Come ti starà bene, mamma!... È proprio di buon gusto!.... Vorrei averlo anch'io, un cappello così.

(La Suocera, intanto, continua a succhiar dolci senza curarsi di ciò che accade vicino a lei.)

Il marito, con voce fioca, strozzata, e con gesti d'intenso orrore. Via! Via!... Nascondila!... Te ne supplico!... No! No! Non voglio vederla!... Nascondetela!... Può venire qualcuno!... Chiudete la porta!... (Si lascia cadere, affranto, su una sedia).

La figlia, tendendo le mani verso la testa. Lasciamelo provare, mamma, questo bel cappello! Ti prego!

La moglie. No! No!... Me lo sciuperesti!... (Si inginocchia davanti alla cappelliera aperta, e vi ripone con molte precauzioni la testa recisa). Me lo metterò domenica sera, col vestito bleu, se lo zio ci manderà i biglietti per la Scala.

Sipario rapidamente

INDICE

F. T. Marinetti, Emilio Settimelli, Bruno Corra:
Manifesto del Teatro Futurista Sintetico Pag. 11
 
TEATRO FUTURISTA SINTETICO
 
F. T. Marinetti:
Simultaneità, compenetrazione 21
Il teatrino dell'amore, dramma d'oggetti 24
Antineutralità, compenetrazione 27
Vengono, dramma d'oggetti 29
Un chiaro di luna, compenetrazione alogica 32
Le basi 33
 
F. T. Marinetti e Bruno Corra:
Le mani, vetrina 35
 
Bruno Corra ed Emilio Settimelli:
Verso la conquista 37
Dissonanza 39
Passatismo 41
Davanti all'infinito 42
Atto negativo 43
 
Emilio Settimelli:
Il superuomo 44
 
Arnaldo Corradini e Bruno Corra:
Alternazione di carattere 46
 
Arnaldo Corradini ed Emilio Settimelli:
Uno sguardo dentro di noi, stato d'animo sceneggiato 47
Dalla finestra, tre attimi 48
 
Remo Chiti ed Emilio Settimelli:
Pazzi girovaghi 50
 
Remo Chiti:
Parole, supposizione 52
Parossismo 53
 
Balilla Pratella:
Notturno, stato d'animo drammatizzato 56
Primavera, stato d'animo drammatizzato 58
Il vecchio, stato d'animo drammatizzato 61
 
Paolo Buzzi:
La fitta 64
Boschereccia 65
L'invulnerabile 67
Il pesce d'aprile 69
La cometa 72
 
Corrado Govoni:
La caccia all'usignuolo 74
 
Boccioni:
Le prugne verdi 84
 
Francesco Cangiullo:
Non c'è un cane, sintesi della notte 87
Detonazione, sintesi di tutto il teatro moderno 87
Decisione, tragedia in 58 atti 87
Il donnaiuolo e le 4 stagioni, sintesi di 20 anni d'amore 88
Di tutti i colori, clichés di sintesi 90
 
Luciano Folgore:
15 metri d'altezza 92
 
Decio Cinti:
Il regalo 95

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.