Correzioni ed Aggiunte.

Pag. lin.
361 4 n. 1. 352 355
435 18-19 n. 2. del quale il Brompton del quale la cronica attribuita a Benedetto di Peterborough, edizione dello Stubbs, Londra, 1867, II, 199 e indi il Brompton,
455 1   distanza linee itinerarie orientate
» 6 n. 2. itinerarie itinerarie. Spiego più largamente il mio concetto nel cap. X, pag. 673, 674, e nelle note corrispondenti
462 22-23   ’Isa-Ibn-Abd-el-Moni’m Abu-d-Dhaw-Serrâg
491 13 n. 1. xj xiij
517 1 n. 1. 181 182.
536 4   quelle cento miglia quadrate que’ mille chilometri quadrati.
» 1 n. 1. volume. volume, dove si è detto del territorio di Giato. Al quale aggiugnendo i territorii di Corleone e Calatrasi, conceduti insieme con esso al Monastero di Morreale pel diploma del 1182, si vede che lo stato del Monastero era circondato da’ territorii di Palermo, Partinico, Alcamo, Masera, Calatamauro (oggi supplito da Contessa), Bisacquino, Prizzi, Chaso (oggi Ciminna) e Cefalà-Diana. Or nella carta di Sicilia, pubblicata non è guari dal nostro Stato Maggiore, la superficie dei tre territorii così determinata prende quasi tutto il foglio 41 (Corleone) e quasi un quarto del 31 (Palermo). Torna ciascun foglio di quella ottima carta topografica ad un rettangolo di chilometri 35X25=875; a’ quali aggiugnendo la quarta parte 218 e togliendone le diecine, per le frazioni di altri territorii compresi ne’ rettangoli, si vede che il numero di 1000, così in arcata, è piuttosto scarso che troppo. Oltre a ciò Guglielmo II, per altri diplomi del 1183 e 1184, concedette il territorio di Bisacquino ed altri, che non mettiamo nel conto.
582 8   frustati frustrati
669 18   Ahmed-ibn-el Ahmed-ibn-Omar-el
» 22   che l’ultimo che il primo è citato dal Kazwini, e l’ultimo
699 4   al quale nel quale
829 15   di marmo di marmo. Nè erano poi rare così fatte costruzioni nell’Affrica settentrionale. Nella famosa moschea Zeituna di Tunis era stata innalzata una cupola, nella quale uno scrittore del diciassettesimo secolo[1366] affermava essere scritto il nome del califo Mosta’în e l’anno dugencinquanta dell’egira (864-5). E Scekr detto il Siciliano, che un tempo governò Tripoli d’Affrica, facea fabbricare, nel lato meridionale della moschea maggiore, una cisterna sormontata di cupola, della quale fu gittata la prima pietra il dugensessantanove (852-3), come riferisce il Tigiani.[1367]