725. Lettere del 28 giugno: Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 116, a carte 143.
726. Ibidem, n. 116, a carte 141t: Appendice, documento XXXIV.
727. Vedi questa Legazione nelle Opere, vol. VII, pag. 16 e segg.
728. Lettera del 17 luglio.
729. Lettera del 18 luglio.
730. Lettera del 20 luglio.
731. Lettera del 21 luglio, hora 19.
732. Lettera del 21 luglio.
733. Lettera del 23 luglio.
734. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 114, a carte 173. Ibidem, n. 116, a carte 171t: Appendice, documento XXXV.
735. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 116, a carte 178t.
736. Loc. cit., a carte 191t: Appendice, documento XXXVI.
737. Buonaccorsi, Diario, pag. 113. La sera stessa il Giacomini scrisse ai Dieci una lettera, in cui narrava la rotta data all'Alviano. Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 11: vedi Appendice, documento XXXVII.
738. Anche la lettera del Bentivoglio è in data del 17 agosto, e trovasi fra le Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 10.
739. Buonaccorsi, Diario, pag. 115-17; Canestrini, Scritti inediti, pag. 205 e seg.; Guicciardini, Storia Fiorentina, cap. XXVIII, pag. 321-22; Nardi, Vita di A. Giacomini; Pitti, Vita di A. Giacomini, nell'Arch. Stor. It., vol. IV, parte II.
740. Vedi le tre lettere dei Dieci, non scritte dal Machiavelli, pubblicate nelle Opere, vol. VII, pag. 48-55.
741. Vedi la Vita del Giacomini scritta dal Nardi, e l'altra scritta dal Pitti.
742. Vedi la Istruzione al Machiavelli, nelle Opere, vol. VII, pag. 64.
743. Lettera del 29 agosto da Civita Castellana, e dell'ultimo d'agosto da Viterbo.
744. Lettere del 9 settembre da Castel della Pieve, e del 12 settembre da Corciano.
745. Lettera del 13 settembre.
746. Lettere del 16 e 19 settembre da Perugia.
747. Lib. I, cap. XXVII.
748. Vedi le lettere del Buonaccorsi nell'Appendice, docum. XXXVIII.
749. Principe, cap. XI.
750. Lettera del 25 settembre da Urbino.
751. Prima lettera del 28 settembre.
752. Lettere del 3, 4 e 5 ottobre.
753. Lettera del 10 ottobre da Forlì.
754. Lettera del 17 ottobre 1506, pubblicata nelle Opere (P. M.), vol. V, pag. 231, nota 1.
755. Vedi il brano di documento riferito dal Canestrini negli Scritti inediti del Machiavelli, Prefazione, pag. XXXVI.
756. È la novella XL della parte I: Inganno usato da una scaltrita donna al marito, con una subita astuzia. Il Machiavelli incomincia a narrarla così: «Io, Signor mio, porto ferma opinione, che se questa mattina voi non mi levavate d'impaccio, noi ancora ci troveremmo in campagna, al sole.» Vedi anche il Proemio che è indirizzato a Giovanni dei Medici, e nel quale l'autore, dopo raccontato l'aneddoto, dice: «Vi prego bene a considerare che messer Niccolò è uno dei belli e facondi dicitori e molto copioso della vostra Toscana, e che io sono lombardo; ma quando vi sovverrà che è scritta dal vostro Bandello, che tanto amate e favorite, io mi fo a credere, che non meno vi diletterà leggendola, di quello che si facesse allor che fu narrata. State sano.»
757. Guicciardini, Storia Fiorentina, cap. XXIX, pag. 324.
758. Due scritture inedite di Niccolò Machiavelli, pag. 11: Pisa, Nistri, 1872. Furono pubblicate dal prof. A. D'Ancona per le nozze Cavalieri-Zabron. Solo la prima di esse tratta dell'Ordinanza, ed era stata già pubblicata nel 1868 dal Ghinassi, per nozze Zambrini-Della Volpe: Faenza, tipografia di Pietro Conti. Queste pubblicazioni per nozze sono spesso così difficili ad aversi ed a conoscersi, che come il D'Ancona, diligentissimo, non conobbe quella del suo predecessore, così altri potrebbe ignorare o non trovare la sua. E però noi diamo in Appendice, documento XXXIX, quella relativa all'Ordinanza.
759. Appendice, documento XXXIX.
760. Ibidem. Il Canestrini (Arch. Stor. It., vol. XV, pag. 258) pubblica un documento per la condotta di conestabili, senza data, senza nome d'autore, e dice che forse potrebbe essere del Machiavelli. Io non lo credo, ed in ogni caso esso non parla dell'Ordinanza, ma della condotta di conestabili con soldati provvigionati.
761. Queste due lettere del cardinal Soderini, ed un'altra dello stesso, che citiamo più basso, trovansi fra le Carte del Machiavelli, e furono la prima volta pubblicate dal Passerini nel Periodico di Numismatica e Sfragistica, anno VI, fasc. VI, pag. 303-06: Firenze, Ricci, 1874. Vennero poi quasi per intero ripubblicate dal Nitti, op. cit., vol. I, pag. 340 e segg. Dalle Carte del Machiavelli vedesi, che sin dal 1504 egli scriveva sulla milizia al cardinal Soderini, il quale gli rispondeva, fra le altre, con una lettera in data del 29 maggio dello stesso anno. Vedi cassetta III, n. 57.
762. Così apparisce da una lettera di Roberto Acciaioli al Machiavelli, che si trova nella Bibl. Naz. (Carte del Machiavelli, cassetta IV, 59) e fu pubblicata dal Tommasini (I, 354, in nota).
763. Guicciardini, Storia Fiorentina, cap. XXIX, pag. 323. La proposta fu deliberata dai Dieci il dì 1 aprile 1506, col titolo di capitano, non di bargello.
764. Lettera del 12 giugno 1506, nell'Archivio Fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 121, a carte 1t.
765. Il Guicciardini, Storia Fiorentina, pag. 324, dice che i fanti erano esercitati «in ordinanza, al modo svizzero.» Molte occasioni aveva allora avute il Machiavelli di conoscere in Italia la milizia svizzera e la tedesca.
766. Opere, vol. VII, pag. 56-58; Opere (P. M.), vol. V, pag. 141.
767. Canestrini, Scritti inediti, pag. 284 e seg.
768. Guicciardini, Storia Fiorentina, pag. 324-25; Opere (P. M.), vol. V, pag. 147, nota 2.
769. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 121, a carte 1t (citato più sopra).
770. Vedi le molte lettere nell'Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 120 e 121.
771. Qui era nella Relazione aggiunto: Et ne avete mandati 500 in campo. Queste parole furono poi cancellate, forse per non ricordare che le prove da essi fatte non erano state sempre felici.
772. Al quale proposito il Machiavelli dice nella Relazione: «Et così verrebbero sempre ad havere in confuso el loro superiore, et riconoscere un pubblico et non un privato.» È sempre la medesima diffidenza.
773. Vedi nelle Opere, vol. IV, pag. 427 e seg., la provvisione. Le parole qui sopra citate sono a pag. 444.
774. La deliberazione del 27 febbraio trovasi nell'Archivio fiorentino, Cl. XIII, dist. 2, n. 70 (Deliberazioni dei IX d'Ordinanza), a carte 9t. Il primo Registro delle Deliberazioni dei Nove, dal 1506 al 1511 (Archivio fiorentino, Cl. XIII, dist. 2, n. 70), è fin dalla prima pagina scritto di mano del Machiavelli. Si era poi così certi che egli sarebbe stato, in ogni caso, nominato cancelliere dei Nove, che il 28 dicembre 1506 Agostino Vespucci, uno dei suoi coadiutori, gli scriveva per essere anch'egli trasferito a servizio dei Nove, che dovevano avere, oltre il cancelliere, uno o più ufficiali: «Pregovi mi vogliate in questi casi havere per raccomandato; et veggiendo voi sia il bisogno mio più sicuro che dove io sono, operiate sì et in tal modo, io sia uno di quelli coadiutori, cum pro certo habeam, fore ut tu sis Cancellarius illorum Novem, ni locum tuearis quo nunc frueris, quod Deus avertat.» Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 93.
775. Periodico di Numismatica e Sfragistica, loc. cit.
776. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 2, n. 18, a carte 16. Manca l'anno, che però s'argomenta chiaro dal contesto della lettera. Non è l'originale, ma una copia del tempo, e non fu pubblicata dal Desjardins. Piero Alamanni, inviato dagli Otto di Pratica presso Lodovico il Moro, teneva corrispondenza diretta anche con Piero de' Medici, da cui certo aveva ricevuto particolari istruzioni, come solevano fare i Medici con gli oratori della Repubblica.
777. Le lacune accennate con punti, senza porre in nota alcuna avvertenza, indicano i brani che si sono tralasciati, perchè di nessuna importanza.
778. Bartolommeo Calco, segretario del duca di Milano.
779. Intendi: — egli, il Moro.
780. Al Moro non era mai riuscito avere assicurazione scritta dell'amicizia di Piero, che dava buone parole a tutti, ma in realtà favoriva i Reali di Napoli.
781. Il cardinale Ascanio Sforza.
782. Giovan Francesco Sanseverino, conte di Caiazzo.
783. Di Napoli.
784. Qui intende dire, che da un momento all'altro, mutando politica, potrebbe accordarsi con Napoli.
785. Perrone de' Baschi.
786. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 4, n. 54, a carte 53.
787. Questa lettera, che dovrebbe avere la data del 16 giugno 1497, manca nel Codice.
788. Carte del Machiavelli, cassetta I, n. 73. Abbiamo in questo scritto (forse giovanile) del Machiavelli conservata l'ortografia dell'autografo anche nelle sue diversità.
789. Salmo LXXIII, versetti 5, 6 e 7.
790. L'autografo italiano dice: prelati; ma l'originale latino ha invece: praeclari.
791. Prima lezione, poi cancellata: acciò che dessino loro.
792. Prima lezione, come sopra: et.
793. IV Re, cap. VIII, versetto 12.
794. Qui l'originale latino aggiunge: ut putrefactis cadaveribus, quos adire non poterant, arcente murorum defensione, corporum liquescentium (Vandali) enecarent foetore.
795. Papianus.
796. Posui ori meo custodiam, cum consisteret peccator adversum me. Obmutui et humiliatus sum et silui a bonis. Salmo XXXVIII, versetti 2 e 3.
797. Qui il testo dice invece: atque tractatibus popularibus, quos Graeci Homilias vocant.
798. Il testo dice: Quarum unam illarum, id est Siciliam, Odoacro Italiae regi postmodum tributario iure concessit.
799. Carte del Machiavelli, cassetta I, n. 54. Fu scritta in cifra, trovasi deciferata di mano del Machiavelli, ma accenna a lui come a terza persona, e neppure dallo stile si può credere che sia sua. La diamo solamente perchè ha qualche relazione con le prime due lettere che abbiamo di lui. Vedi il testo, lib. I, cap. I.
800. Prima era scritto: ti scrivèmo el priore et io; poi è stato cancellato e sostituito: ti scripse.
801. Nel Quaderno di ricordanze da noi citato (lib. I, cap. I), si trova scritto che nel 1393 Ciango de' Castellani lasciò, fra le altre cose, a Buoninsegna e Filippo di Lorenzo Machiavelli, tutte le ragioni del patronato della pieve di San Piero in Mercato.
802. Lacune nell'originale, che qui è lacero.
803. A tergo della lettera è scritto d'altra mano: «O' trovato virum bone conditionis, qui vocatur messer Bartolbleo (sic) Scaranfi, che expedisce gratis, et serviracci senza voler chosa alcuna. Farassi la impretatione; dipoi, avanti si pigli piato, lo consiglereno bene.»
804. Sebbene io abbia già accennato nel testo alla opinione del mio amico prof. Piccolomini, pure credo utile riportar questa sua lettera, avendo egli speciale conoscenza dei Codici greci del secolo XV.
805. Carte del Machiavelli, cassetta II, n. 78.
806. Carte del Machiavelli, cassetta II, n. 77.
807. Accenna alla lettera precedente, scritta d'ordine dei Dieci lo stesso giorno.
808. Altro coadiutore nella Cancelleria.
809. Prima diceva: stratiai io.
810. Caterina Sforza.
811. Pel primo corriere.
812. Carte del Machiavelli, cassetta II, n. 1.
813. Sono altri ufficiali della Cancelleria.
814. Intendi: — Raffaello disse.
815. Intendi: — A proposito d'una certa lettera, mi parlò prima, come per esaminarmi, e poi non mi mandò a dire altro.
816. Lodovico il Moro.
817. La Signoria di Venezia, alleata con Francia contro Milano.
818. Questo verbo è spesso usato dal Buonaccorsi, e significa: guadagnar con modi non sempre corretti. Qui però è usato in senso burlesco.
819. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 91, a carte 77. In margine l'amanuense scrisse: Exortatoria pulcherrima. Come abbiam detto nel testo, questa e le due lettere seguenti, per molte ragioni, noi le giudichiamo del Machiavelli; non possiamo però affermarlo con tutta certezza, non avendo trovato l'autografo, ma solo la copia fatta nei registri della Cancelleria.
820. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 91, a carte 81.
821. In margine è scritto: O quantus moeror!
822. Qui è scritto in margine: Verba minantia.
823. Questi è quegli che fu preso e processato in Firenze.
824. Il testo ha Annòm, e in margine è questa nota: Annon in Longobardia capitur. Certo si tratta di Annone presso Asti. Il Buonaccorsi parla di «Nori castello fortissimo presso Asti,» preso dai Francesi il 17 agosto. Diario, pag. 25.
825. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 91, a carte 85t.
826. I due antecessori s'erano per la malaria ammalati, e uno di essi, Piero Corsini, ne era morto. Successero perciò Paolo Antonio Soderini e Francesco Gherardi. — Cfr. Guicciardini, Storia Fiorentina, cap. XX, pag. 207.
827. Carte del Machiavelli, cassetta II, n. 75. Il Machiavelli vi scrisse sopra queste parole: Lettera di Pagolo Vitelli, di sua mano, quando e' fu preso. Fu già pubblicata dal signor Nitti, ma con qualche variante. Noi abbiam seguìto fedelmente l'originale.
828. Archivio di Stato di Venezia, consiglio dei Dieci, Misti, reg. 27, c. 213t.
829. Arch. di Stato di Venezia, Consiglio dei Dieci, Misti, reg. 27, c. 215.
830. Provisori nostro in Tuscia, dice un doc. che precede nello stesso registro.
831. Così dice il codice, ma è chiaro, anche dalla precedente lettera, che deve dir XL m.
832. Nella prima edizione di quest'opera, non credetti di dover pubblicare questa lettera, che trovasi fra le Carte del Machiavelli (cassetta I, n. 49), perchè essa era stata già pubblicata, quasi integralmente, dal Nitti, ed io non la credevo autografa del Machiavelli, nè altrimenti sua. Ora però m'induco a stamparla intera, riscontrandola coll'originale, perchè, riesaminandola e facendola riesaminare, ho dovuto persuadermi che la scrittura, sebbene diversa da quella che era solita del Machiavelli, ne serba tuttavia i caratteri fondamentali. La diversità nasce forse dall'essere egli allora assai giovane, e dall'avere, copiando, scritto con molta più cura del solito. Di qui una forma calligrafica, che assai difficilmente si troverebbe in altre sue scritture.
La lettera non ha data, non ha indirizzo di sorta, non ha firma. Si vede però chiaro, che è diretta ad un segretario della Signoria di Lucca, di Siena o d'altro vicino Comune, e che è scritta da un qualche alto ufficiale della repubblica fiorentina, incaricato di aprire e leggere le lettere che venivano intercette. Essa trovasi fra quelle Carte del Machiavelli, che contengono altre lettere e parecchi scritti non suoi, ma pur di sua mano copiati. Esaminandola attentamente, vi si trova più d'una di quelle cancellature e correzioni proprie di chi, copiando, salta qualche parola, e poi se ne avvede e corregge. Ma oltre tutto ciò, e sebbene vi sia la forma propria del tempo, a me riesce assai difficile crederla del Machiavelli, sia per la lingua, sia per lo stile. Mancano la sua chiarezza, la sua vivacità, evidenza ed acume; le idee sono intralciate, incerte, confuse; la forma è quasi sempre pesante, e non poche sono le ripetizioni. Insomma non vi trovo quelle qualità, che s'incontrano in tutte le opere, in tutte le lettere del Machiavelli, di qualunque tempo sieno. Io non sono riuscito a veder nessuna ragione intrinseca, per crederla decisamente di lui; molte invece ne trovo per dubitarne.
833. Qui accanto, nel margine del manoscritto, incomincia una postilla o giunta, che continua fino al verso in cui sono le parole: preso sia per non pagarlo. Essa ha, in principio ed in fine, il segno simbolo, senza che nel corpo della lettera si ritrovi un segno corrispondente. Noi la riportiamo in nota, là dove ci sembra che il senso lo suggerisca.
834. Prima aveva scritto: li huomini quali e' sieno.
835. Ecco la postilla marginale: — perchè se vi ricorderà bene, lo exercito fio[re]ntino si adco[stò] ad Pisa sì [gag]liardo et sì [ben]e pagato, et [fece] tale progre[sso] in pochi dì, come dimostrò la fuga m. Piero Gambacorti et la paura vostra, che se la fraude vitellescha non vi intercedeva, nè noi ci dorremmo della perdita, nè voi ve ne rallegreresti. —
Le lettere che abbiamo messe nelle parentesi quadre, mancano nell'originale, per essere corroso alquanto l'orlo del foglio.
836. Prima aveva scritto: del non pagarlo, saltando le parole: haverlo preso, sia per, come succede qualche volta a chi copia.
837. Cioè aveva tenuto una compagnia di soldati di gran lunga, a gran pezza, inferiore a quella per cui era pagato.
838. Forse anche: biasimo, vitupero o simile. Le parole, che qui abbiamo messe tra le parentesi, mancano nell'originale, per essere strappato il cantuccio inferiore, a sinistra del foglio.
839. Manca nell'originale questa parola, svanita per l'umidità.
840. Carte del Machiavelli, cassetta I, n. 7. Solo il principio di questa lettera fu, con qualche variante, pubblicato dal Nitti, op. cit., vol. I, pag. 99.
841. Stradiotti, com'è noto, erano generalmente Albanesi a cavallo, armati alla leggiera. Qui intende: — impiegati minori.
842. Dai registri della Cancelleria si vede infatti la molta facilità del Machiavelli nello scrivere lettere. Il gran numero di quelle che son di sua mano, e hanno la data del medesimo giorno, ne è una prova; la rapidità del comporre apparisce dalla forma stessa della scrittura. — Fin qui pubblicò il sig. Nitti.
843. Un aumento di paga, mentre che era in Francia.
844. Francesco Della Casa, compagno del Machiavelli nella legazione presso il Re di Francia.
845. Dopo la firma segue una breve poscritta del Buonaccorsi, senza importanza, e poi una giunta assai lunga d'un altro impiegato della Cancelleria, che si firma Andreas tuus. Questa non contiene nulla di notevole, ed è piena di tali e tante oscenità, che non è possibile pubblicarla.
846. Non furono citate nel testo; le pubblichiamo, perchè utili a conoscere i tempi e la vita romana d'allora.
847. Carte del Machiavelli, cassetta III, n. 9.
848. Sullaturit o syllaturit: fa da Silla, silleggia. Ita syllaturit animus eius, et proscripturit, trovasi in Cicerone.
849. Una lettera di Roberto Acciaiuoli al Machiavelli (Carte del Machiavelli, cassetta I, n. 6), in data 4 genn. 1499 (1500, stile nuovo), dice:
«De Iubilei non vi scrivo, perchè son già rinviliati, e dassene pel capo a chi ne vuole, immodo che costui sommamente debba essere commendato, perchè al tempo suo harà scoperto quanto si debbono stimare queste cose, et un altro non c'ingannerà con la superstitione: et io per me ne lo ringratio, che m'ha chiarito una gran posta, et cavatomi d'un gran pensiero, poi che ho visto come nascon queste historie, et quello che hanno sotto; ma son ben contento che mi costino ogni cosa da danari in fora.» È sempre lo stesso scherno.
850. Il tribunale della Ruota.
851. Carte del Machiavelli, cassetta III, n. 39.
852. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 97, a carte 4: autografo del Machiavelli.
853. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 101, a carte 2: autografo del Machiavelli.
854. Francesco Soderini, vescovo di Volterra, allora ambasciatore presso il Valentino.
855. Archivio fiorentino. Cl. X, dist. 3, n. 101, a carte 24: autografo del Machiavelli.
856. Solevano usare il plurale anche quando il commissario era uno solo.
857. De la Trémoille.
858. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 101, a carte 51: autografo del Machiavelli.