Così fu rinnovellato l’Impero romano[670]. Nel concetto degli uomini, la sua forma antica sembrava restaurata; ma non era che apparenza, perocchè la vita fosse nuova. Non soltanto la tempra di questa vita del novello Impero fu essenzialmente tedesca, ossia germanica, ma l’Impero stesso con ardito intendimento fu tolto alla cerchia delle ragioni meramente politiche, e fu ricondotto a quella dei voleri di Dio, di cui ben tosto fu considerato essere un feudo. Ebbe forma di teocrazia. La Chiesa, reame di Dio sulla terra, parve essere il suo intimo principio vivificatore; l’Impero fu la forma civile di essa, il suo corpo cattolico. Senza della Chiesa l’esistenza dell’Impero non era possibile; non erano più le leggi romane, ma gli istituti della Chiesa che componevano la salda struttura e il legame che avvinceva fra loro i popoli occidentali, e ne costituiva altrettante comunità cristiane, a capo delle quali erano l’Imperatore uno e il Papa uno. La civiltà del mondo antico, l’essenza della religione, il culto, la legge morale, il sacerdozio, la lingua romana, le festività, il calendario, in breve tutto ciò che le nazioni possedevano a patrimonio comune, tutto derivò dalla Chiesa. Il concetto romano di Republica universale del mondo e dell’unità del genere umano trovava sua forma visibile soltanto nella Chiesa e nel suo rito divino. L’Imperatore ne era capo e patrono; era difensore, promotore e ordinatore della Chiesa, era vicario temporale di Cristo. Coi popoli e cogli Stati che vivevano riuniti sotto il suo imperio, e che, spontanei o costretti, riverivano la sua autorità civile, stava egli propriamente nelle identiche relazioni in cui il Papa s’era trovato verso le chiese nazionali e metropolitane, innanzi che gli fosse riuscito di raccogliere ad accentramento completo la Chiesa. Tosto dopo di Carlo magno il novello Cesare dell’Occidente non tenne effettiva potenza territoriale, nè autorità di Stato; la sua maestà imperatoria riposava più veramente sopra un dogma derivato dal giure delle genti, quasi come se fosse una podestà internazionale. Era un potere che risiedeva nel campo dell’idea, cui difettavano fondamenta pratiche.

Il principio religioso e teocratico che si costituì nell’Occidente cancellò il concetto dello Stato che s’era foggiato nell’antichità romana, ed operò per guisa che, nel corso dei tempi, la Chiesa, ossia il Pontefice di essa, vicario spirituale di Cristo, diventò autorità sola dominatrice: il modo mistico con cui nel medio evo si definiva la esistenza del mondo reale, e che oggi ci ha l’apparenza di un trastullo sofistico tutto azzimato di simboli, edificò l’universo a simiglianza dell’uomo, mediante l’unione di anima e di corpo; il dogma, combattuto in lunghe battaglie, delle due nature del Cristo, della natura mortale e terrena, e della natura divina e immortale, fu applicato anche alla forma politica del genere umano; ed il risultamento ne fu profittevole soltanto al Papa. Invero la Chiesa era l’anima, lo Stato era soltanto il corpo del Cristianesimo uno; il Papa era vicario di Cristo in tutte le cose divine ed eterne, l’Imperatore non ne era il vicario che nell’ordine della materia fuggevole e terrena; quegli era il sole che vivifica tutto il creato, questi era soltanto la luce minore, la luna, che con pallido raggio naviga in mezzo alla notte che recinge la terra. Il dualismo fra l’Imperatore ed il Pontefice diventò lotta di principî; e il mondo occidentale, che nell’anno 800 ebbe creazione nuova, cominciò a scindersi nei contrasti della Latinità e del Germanismo, intorno a cui indi si svolse tutta la storia di Europa, e tuttora si muove. Peraltro, all’età di Carlo magno, questi contrasti erano appena visibili nel loro germe. Davanti alla maestà imperiale di lui, come già innanzi a quella degli Imperatori antichi, si eclissava lo splendore del Vescovo di Roma, che a lui aveva prestato adorazione; quel Vescovo, al pari d’ogni altro del suo Impero, era suddito suo. Dopo il lungo uragano delle migrazioni dei popoli, l’incoronazione di Carlo a imperatore fu precisamente il suggello della pacificazione dei Germani con Roma, fu vincolo che annodò il mondo antico al nuovo, il mondo latino al tedesco. Alemagna e Italia divennero, di questo tempo in poi, i campioni della cultura universale del mondo. Per lungo ordine di secoli operarono vicendevole influenza l’una sull’altra, e, allato di esse, dalla miscela delle due razze, vennero crescendo in bel fiore altre nazioni, nelle quali prevalse dall’una parte l’elemento sostanziale latino, dall’altra il germanico. Tutta la vita dei popoli fu quindi compresa nell’orbita di un grande sistema concentrico composto della Chiesa e dell’Impero, e ne derivò la comune civiltà dell’Occidente. Questo duplice sistema meraviglioso tenne per secoli avvinto il genere umano in una cerchia fatata, e lo tenne saldamente così, che l’ordinamento del mondo politico dell’antichità, per potenza e per durata, non vi si può pur paragonare.

L’età in cui si svolgono avvenimenti di grave rilievo nella storia del mondo, non ha virtù di comprenderne l’importanza: soltanto la generazione che vien dopo, tributa ad essi nominanza adeguata. Così accadde di quella incoronazione di Carlo magno. Negli annali della vita degli uomini appena v’ha un altro momento storico che all’intelletto delle età posteriori si mostri posare sovra un culmine di altezza sì eccelsa. Fu un momento di creazione storica, in cui dallo sfasciume dell’antichità e dal diluvio delle migrazioni dei popoli s’elevò un solido continente, sul quale dappoi si compose la storia d’Europa, non per legge meccanica della forza, ma per un principio d’indole decisamente morale.

FINE DEL VOLUME SECONDO.

INDICE DEL SECONDO VOLUME.

LIBRO TERZO.
 
DAL PRINCIPIO DEL GOVERNO DEGLI ESARCHI ALL’INCOMINCIAMENTO DEL SECOLO OTTAVO.
 
Capitolo primo. — § 1. Decadimento di Roma. — La Chiesa romana sorge dalle rovine dello Stato. — Benedetto fondatore del monachismo occidentale. — Abazie di Subiaco e di Monte Cassino. — Cassiodoro si fa monaco. — Origine e diffusione del monacato in Roma Facc. 3
 
§ 2. I Longobardi si avanzano in Italia. — Giungono fin sotto Roma. — Benedetto I papa, 574. — Pelagio II papa, 578. — I Longobardi assediano Roma. — Distruzione di Monte Cassino, 580. — Fondazione del primo convento di Benedettini in Roma. — Pelagio II chiede aiuto a Bisanzio. — Gregorio va nunzio alla corte dell’Imperatore. — Inondazione e peste, 509. — Muore Pelagio II. — Edificazione del san Lorenzo 20
 
§ 3. Gregorio I è eletto papa. — Sua vita prima. — Solenne processione in causa della peste. — Leggenda dell’apparizione dell’angelo sulla tomba di Adriano 35
 
Capitolo secondo. — § 1. Gregorio è ordinato papa addì 3 settembre 590. — Sua prima predica. — I Longobardi condotti da Agilulfo e da Ariulfo stringono Roma d’assedio. — Gregorio pronuncia la orazione funebre di Roma. — Egli compra la ritirata dei Longobardi 43
 
§ 2. Condizioni del reggimento temporale di Roma. — Gli officiali imperiali. — Assoluto silenzio rispetto al Senato romano 55
 
§ 3. Relazioni di Gregorio colla città di Roma. — Sue cure per il popolo. — Amministrazione dei beni ecclesiastici 64
 
§ 4. Gregorio conchiude pace con Agilulfo. — Foca sale al trono di Bisanzio e riceve gratulazioni da Gregorio. — La colonna di Foca nel foro di Roma 74
 
Capitolo terzo. — § 1. Caratteri del secolo sesto. — Maometto e Gregorio. — Condizioni religiose. — Culto delle reliquie. — Credenza dei miracoli. — Gregorio consacra la chiesa dei Goti nella suburra di santa Agata 83
 
§ 2. I Dialoghi di Gregorio. — Leggenda di Trajano imperatore. — Il foro di Trajano. — Condizioni della cultura scientifica. — Accuse contro Gregorio. — La Città volge a decadenza sempre maggiore. — Gregorio si adopera a restaurare gli acquedotti 94
 
§ 3. Operosità di Gregorio nei negozî della Chiesa. — Egli tenta di riunire l’Occidente germanico con Roma. — Converte l’Inghilterra. — Muore nell’anno 604. — Monumenti di Gregorio in Roma 112
 
Capitolo quarto. — § 1. Pontificato e morte di Sabiniano e di Bonifacio III. — Bonifacio IV. — Il Panteon di Agrippa è consecrato a Maria Vergine ed a tutti i Martiri 121
 
§ 2. Diodato, papa nell’anno 615. — Sollevazioni in Ravenna ed in Napoli. — Terremoti e lebbra in Roma. — L’esarca Eleuterio si ribella in Ravenna. — Papa Bonifacio V. — Onorio I, 625. — Il diritto di conferma dell’elezione pontificia spetta all’Esarca di Ravenna. — Edificî di Onorio. — Il san Pietro. — È messo a sacco il tetto del tempio di Venere e di Roma. — Cappella di sant’Apollinare. — Sant’Adriano nel Foro 132
 
§ 3. San Teodoro al Palatino. — Reminiscenze dell’antichità. — La chiesa dei SS. Quatuor Coronatorum sul Celio. — Santa Lucia in Selce. — Sant’Agnese fuor di porta Nomentana. — I santi Vincenzo ed Anastasio ad Aquas Salvias. — San Pancrazio 141
 
Capitolo quinto. — § 1. Onorio I muore nel 638. — Maurizio cartulario e Isacco esarca mettono a sacco il tesoro della Chiesa. — Severino papa. — Giovanni IV papa. — Battistero Lateranense e suoi quattro oratorî. — Teodoro papa, 642. — Ribellione di Maurizio in Roma. — L’esarca Isacco muore. — Rivolta di palazzo a Bisanzio. — Costante II imperatore. — Pirro patriarca viene a Roma. — Chiesa di san Valentino e di sant’Euplo 153
 
§ 2. Martino I, papa nel 649. — Sinodo romano per la controversia dei Monoteliti. — Attentato di Olimpio esarca contro la vita di Martino. — Teodoro Calliopa trascina colla violenza prigioniero il Papa, nell’anno 653. — Martino muore in esilio. — Eugenio, papa nel 654 165
 
§ 3. Vitaliano è fatto papa nell’anno 657. — Viene in Italia Costante II imperatore. — Accoglienze e soggiorno di lui in Roma (663). — Una voce di lamento su Roma. — Condizioni della Città e dei suoi monumenti. — Il Colosseo. — Costante mette a sacco Roma. — Muore a Siracusa 171
 
Capitolo sesto. — § 1. Deodato, papa nel 672. — Rinnovazione del convento di santo Erasmo. — Dono papa, 676. — Agatone papa, 678. — L’Arcivescovo di Ravenna si sottomette al primato di Roma. — Il sesto Concilio ecumenico nell’anno 680 restaura la fede ortodossa. — Pestilenza del 680. — Leggenda di san Sebastiano. — Leggenda di san Giorgio. — La basilica in Velo Aureo 187
 
§ 2. Leone II, papa nel 682. — Benedetto II. — Condizioni della elezione pontificia. — Giovanni V papa. — Discorde elezione alla morte di lui. — È eletto Conone. — Clero, esercito, popolo. — Sergio I papa. — L’esarca Platina viene a Roma nel 687 199
 
§ 3. Sergio disapprova gli articoli del Sinodo trullano. — Lo spatario Zaccaria viene a Roma per imprigionare il Papa. — I Ravennati entrano in Roma. — Relazioni di Ravenna con Roma e con Bisanzio. — Giovanniccio di Ravenna 208
 
Capitolo settimo. — § 1. San Pietro. — Pellegrinaggi a Roma. — Re Caduallo riceve il battesimo in Roma nel 689. — I re Corrado e Offa si fanno monaci. — Sergio abbellisce le chiese con doni votivi. — Sepolcro di Leone I nell’interno del san Pietro 213
 
§ 2. Giovanni VI, papa nel 701. — Teofilatto esarca viene a Roma. — Le milizie italiane s’avanzano fin sotto le porte della Città. — Restaurazione del monastero di Farfa nella Sabina. — Gisulfo II di Benevento entra nella Campagna. — Giovanni VII, papa nel 705. — Giustiniano II recupera il trono di Bisanzio. — Oratorio di Giovanni VII nel san Pietro. — Leggenda del sudario della Veronica. — Si restaura Subiaco 219
 
§ 3. Sisinnio, papa nel 707. — Costantino, papa nel 708. — Castigo inflitto a Ravenna. — Il Pontefice va in Oriente. — Supplizî in Roma. — Indole dei Ravennati. — Sollevazione di Ravenna sotto di Giorgio. — Prima federazione di città in Italia. — Filippico Bardane, imperatore nel 712. — I Romani gli rifiutano omaggio. — Ducato e Duce di Roma. — Guerra civile in Roma. — Palazzo de’ Cesari. — Anastasio II imperatore nel 713. — Costantino muore nel 715 229
 
LIBRO QUARTO.
 
DAL PONTIFICATO DI GREGORIO II NELL’ANNO 715 ALLA INCORONAZIONE DI CARLO IMPERATORE NELL’ANNO 800.
 
Capitolo primo. — § 1. Gregorio II sale al pontificato nel 715. — Indole e operosità di Gregorio. — Bonifacio converte la Germania. — Leone l’Isaurico. — Culto delle imagini dei Santi in Oriente e in Occidente. — Statua di bronzo del san Pietro in Vaticano 245
 
§ 2. Editto di Leone contro il culto delle imagini. — Resistenza di Roma e sollevazione di alcune province italiane. — Attentato alla vita di Gregorio. — I Romani e i Longobardi prendono le armi. — Ribellione contro Bisanzio. — Tentativi da Napoli contro Roma. — Lettere di Gregorio all’Imperatore 256
 
§ 3. Contegno di Liutprando. — Egli conquista Ravenna. — Dona Sutri al Papa. — Il Papa, i Veneziani ed i Greci si collegano contro Liutprando. — Il Re muove contro Roma, indi si ritira. — Un usurpatore in Tuscia. — Gregorio II muore nel 731. — Gregorio III è eletto papa nel 731. — Sinodo romano contro gli Iconoclasti. — Condizioni dell’arte in Occidente. — Edificazioni di Gregorio III. — Restaurazione delle mura della Città 266
 
§ 4. Leone l’Isaurico manda un’armata in Italia. — Apprende i beni della Chiesa romana. — Il Papa acquista Castel Gallese. — Conchiude alleanza con Spoleto e con Benevento. — Liutprando entra nel Ducato. — Gregorio III chiede aiuto a Carlo Martello. — Muoiono Gregorio III, Carlo Martello e Leone l’Isaurico nell’anno 741 278
 
Capitolo secondo. — § 1. Zaccaria, papa nel 741. — Egli tratta con Liutprando. — Va a lui. — Novella donazione dei Longobardi alla Chiesa. — Secondo viaggio del Papa a Liutprando. — Il Re muore. — Rachi gli succede sul trono di Pavia 289
 
§ 2. Continua l’ossequio all’Imperatore. — Rapporti amichevoli con Bisanzio. — Carlomanno viene a Roma e si fa monaco a Monte Soratte. — Rachi professa fede monastica a Monte Cassino. — Astolfo succede a Rachi nel 749. — Il Papa acconsente all’usurpazione di Pipino. — Zaccaria muore nel 752 295
 
§ 3. Edificazioni di Zaccaria nel palazzo Lateranense. — Suoi tentativi di porre colonie nella Campania. — Le Domus cultae. — Stefano II papa. — Astolfo conquista Ravenna nel 751. — Egli leva pretese su Roma. — Stefano cerca ajuto presso l’Imperatore, indi presso Pipino. — Va in Francia. — Pipino e i suoi figli sono consecrati re nel 754. — Col patto di Kiersy Pipino promette soccorso. — Il Re è eletto patrizio dei Romani 303
 
§ 4. Falliscono i negoziati con Astolfo. — Ritorno di Stefano. — Pipino scende in Italia. — Astolfo accetta la pace. — Primo documento di donazione di Pipino dell’anno 754. — Il Re dei Longobardi entra nel Ducato. — Assedio di Roma nel 755. — Devastazione della Campania. — Saccheggio delle catacombe di Roma. — Lettera di Stefano ai Franchi. — San Pietro scrive una lettera al Re dei Franchi 319
 
§ 5. Pipino scende in Italia. — Astolfo leva da Roma l’assedio. — Venuta di legati bizantini e loro disinganno. — Astolfo si sottomette. — Documento della donazione di Pipino. — Fondazione dello Stato della Chiesa. — La Chiesa è immessa nel possesso delle città donatele. — Astolfo muore nell’anno 756. — Il monaco Rachi tenta di ottenere la corona. — Desiderio è proclamato re dei Longobardi. — Stefano muore nell’anno 757 329
 
Capitolo terzo. — § 1. Paolo I, papa nell’anno 757. — Lettera dei Romani a Pipino. — Relazioni amichevoli del Papa con questo Re. — Desiderio punisce i Duchi di Spoleto e di Benevento ribelli. — Desiderio viene a Roma. — Comportamenti politici di Paolo. — Relazioni del Papa e di Roma con Bisanzio. — È fatta pace con Desiderio 343
 
§ 2. Edificazioni di Stefano II e di Paolo I. — Il Vaticano e il san Pietro. — Primo campanile in Roma. — Cappella di santa Petronilla. — Traslazione dei Santi dalle Catacombe nella Città. — Si fonda il convento di san Silvestro in capite 353
 
§ 3. Paolo I muore nel 767. — Usurpazione di Toto duce, e dei suoi fratelli. — Costantino pseudo-papa. — Reazione in Roma. — Cristoforo e Sergio irrompono in Roma coll’ajuto dei Longobardi. — I Longobardi collocano Filippo in Laterano. — Stefano III papa. — Terrore in Roma. — Punizione degli usurpatori. — Pipino muore nel 768. — I suoi figli si dividono il regno. — Concilio Lateranense nel 769 359
 
Capitolo quarto. — § 1. Influenza e potenza di Cristoforo e di Sergio in Roma. — Stefano III e Desiderio si collegano a loro danno. — Il Re dei Longobardi s’avanza fino alle porte della Città. — Caduta di que’ due uomini, e colpa del Pontefice nella loro miserevole fine. — Intendimento di un duplice maritaggio tra la famiglia principesca di Pavia e quella dei Franchi. — Intrighi del Papa per mandarlo a vuoto. — Ravenna resiste contro di Roma. — L’indirizzo politico della corte franca è favorevole al Pontefice — Stefano III muore nell’anno 772 373
 
§ 2. Adriano I papa. — Caduta della fazione longobarda in Roma. — Atteggiamento ostile di re Desiderio. — Inquisizione e caduta di Paolo Afiarta. — Il Prefetto della Città. — Desiderio devasta il Ducato romano. — Adriano s’appresta alla difesa. — Ritirata dei Longobardi 386
 
§ 3. Spedizione di Carlo in Italia. — Assedio di Pavia. — Carlo celebra in Roma le feste di Pasqua. — Confermazione della donazione di Pipino. — Caduta di Pavia e del reame dei Longobardi nell’anno 774 395
 
§ 4. Donazione di Costantino. — Limiti geografici della donazione carolina. — Spoleto, Tuscia, la Sabina, Ravenna. — Pretensioni di Carlo all’autorità suprema e al diritto di conferma degli Arcivescovi di Ravenna. — Patriziato di san Pietro. — Si dimostra che il Papa era padrone degli edificî publici di Ravenna, ma d’altronde obbediva all’imperio supremo di Carlo. — Mercato di schiavi fatto dai Veneziani e dai Greci 405
 
§ 5. Benevento. — Arichi duca si fa independente. — Il Papa guerreggia per ragione di Terracina. — Carlo viene per la seconda volta a Roma. — Vi torna la terza volta. — Impresa contro Benevento, e pace. — Nuova donazione di Carlo. — Arichi tratta con Bisanzio. — Condizioni di Bisanzio. — Si pone fine alla controversia degli Iconoclasti. — Grimoaldo duca di Benevento 421
 
Capitolo quinto. — § 1. Condizioni di Roma. — Inondazione del Tevere nell’anno 791. — Adriano ripara le mura della Città. — Restaura l’Aqua Trajana, la Claudia, la Jobia e l’Aqua Virgo. — Provvede a porre colonie nella Campagna. — Condizioni dei coloni. — Le Domus cultae di Adriano. — Capracorum 433
 
§ 2. Adriano attende a edificare chiese. — Portico Vaticano. — Il san Pietro. — Il Laterano. — Il san Paolo. — Operosità delle arti in Roma. — San Giovanni ante Portam Latinam. — Santa Maria in Cosmedin. — La Schola Graeca. — Monte Testaccio 449
 
§ 3. Condizioni delle scienze in Roma ai tempi di Adriano. — Ignoranza dei Romani. — Cultura dei Longobardi. — Adalberga. — Paolo Diacono. — Scuole in Roma. — Musica sacra. — Cessa l’arte poetica. — Poesia epigrammatica. — Ruina della lingua latina. — Primi incominciamenti della lingua neo-romana 464
 
Capitolo sesto. — § 1. Condizioni interne di Roma e dei Romani. — Le tre classi del popolo. — Organamento militare. — L’Exercitus Romanus. — Ordinamento delle Scuole. — Universalità del sistema delle corporazioni. — Scuole di stranieri: Israeliti, Greci, Sassoni, Franchi, Longobardi e Frisoni 475
 
§ 2. Reggimento civile della città di Roma. — Non esiste più Senato. — I Consoli. — Gli officiali della Città. — La nobiltà. — Amministrazione della giustizia. — Il Prefetto della Città. — La corte pontificia. — I sette ministri del Palazzo, e gli altri officiali della casa papale 488
 
§ 3. Istituti nelle altre città. — Duces.Tribuni.Comites. — Del Ducato romano e dei suoi confini. — La Tuscia romana. — La Campania. — La Sabina. — L’Umbria 507
 
Capitolo settimo. — § 1. Muore Adriano nell’anno 795. — Leone III è eletto papa. — Spedisce un’ambasceria a Carlo, e questi conchiude un patto colla Chiesa. — Significazione simbolica delle chiavi della tomba di san Pietro e del vessillo di Roma. — Giurisdizione suprema esercitata da Carlo patrizio in Roma. — Definizione dell’accordanza che esisteva fra la podestà religiosa e la civile. — Musaici in santa Susanna. — Quadro a musaico nel triclinio di Leone III 523
 
§ 2. I nepoti di Adriano uniti ad altri ottimati congiurano contro Leone III. — Attentasi alla vita di lui. — Il Papa fugge a Spoleto. — Va in Alemagna e s’incontra con Carlo. — Roma è in balia dei nobili. — Alcuino consiglia sul contegno che Carlo deve usare con Roma. — Leone torna a Roma nel 799. — Carlo per mezzo di suoi ministri procede contro gli accusati 544
 
§ 3. Carlo a Roma nell’800. — Tiensi parlamento nella chiesa di san Pietro. — Carlo pronuncia giudizio sui Romani e sul Papa. — Leone presta giuramento di purgazione. — Carlo è eletto dai Romani imperatore. — Restaurazione dell’Impero occidentale. — Carlomagno è incoronato imperatore dal Papa nell’anno 800. — Criterî sull’origine giuridica e sul concetto del novello Impero 557