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Letture sopra la mitologia vedica cover

Letture sopra la mitologia vedica

Chapter 27: E
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About This Book

Una serie di lezioni critiche analizza la mitologia vedica secondo un metodo comparativo e filologico, illustrando come i miti evolvano dall'immagine alla persona fino all'idea. L'autore commenta inni vedici, adopera il linguaggio dei testi per descrivere dèi, cosmogonie, simboli (colori, animali, oggetti sacri) e pratiche cultuali, e confronta tradizioni indiane con altre mitologie. Il libro combina descrizione testuale, storia naturale del mito e spiegazioni interpretative rivolte a evidenziare strutture simboliche e significati religiosi senza pretendere di esaurire l'intero corpus.

Cigni, 141, 220.

Cinzia, 93.

Cinghiale, 314.

Ciro, 111, 121, 197.

Città celesti, 121, 122, 138.

Citrabarhish, 85.

Ciuffo, 314, 318.

Colomba, 145, 146, 154, 219, 222.

Colombina di Casa Pazzi, 146, 147, 153, 220.

Colori mitici, 96.

Colori: unità e varietà de' colori nell'iride e nel linguaggio, 261-265.

Coppe mitiche, 176, 181.

Corsa mitica, 61, 62, 63, 210.

C'ornoje, 262.

Corvo, 186.

Cosmogonie, il fuoco primo nato, 114; cosmogonia biblica e vedica, 125, 132, 153, 216-232, 260, 270-298.

Cox G. W. citato, Indice, alla pag. 346, sotto la voce Euristeo.

Creazione, 275, 282.

Credenze popolari e superstiziose: loro valore scientifico, 11.

Cremisino, 261.

Crimilde, 70.

Cristo, 144, 154, 197, 218-224, 226, 230, 234, 235, 264.

Cuculo, 130. (Cfr. su questo animale mitico la Zoological Mythology, e inoltre un dotto articolo che il barone O. Reinsberg von Düringsfeld inserì nel primo supplemento della Vossische Zeitung del 9 e 16 agosto 1874, intitolato: Der Kukuk.)

C'umuri, 252.

Cuoco celeste, 308.

Curtius G. citato, Dedica, iv.

C'yavana, 212, 213, 214.

Cyprinus, 227.

D

Dâ, dî, 252.

Dadi, 136.

Daksha, 76.

Dalila, 165, 236.

Dampatî, 237.

Dânu, Dânavas, 201, 250-269.

Dânunaspati, 251.

Dâsa, 252, 253.

Dasyu, 252, 253.

Debiti e crediti celesti, 132, 137, 138, 139.

Dei, 21-35; gli Dei vedici sono stretti al fenomeno celeste, 28; gli Dei vedici sono spesso moncherini, 29, 30; Dei grandi e piccoli, 30; pluralità degli Dei vedici, 31, 32, 271; loro diverso carattere, 32, 33; nati in cielo, 45; generati dall'aurora, 67; svegliantisi con l'aurora, 71; si manifestano con la luna, 107; generati e genitori, 115; come collettivo plurale non hanno persona mitica distinta, 128; sensuali, 135, 136; Dei fisici, 161; gli Dei e i Demonii, 249-269; Dei brâhmanici, 319.

Delfo, 228.

Delfino, 221-232, 241.

Dêmêtêr, 39.

Demonii, 154, 167, 168, 169, 171, 174, 175, 183, 184, 240, 249-269, 332.

Desiderio, 154-158, 320.

Deva, 22, 23-30; il Deva diventa Demonio, 31, 184; diverse sue stazioni divine, 33; i Devaputre, 41; Devâs ed Asurâs, 196, 250-269, 308.

Dhâ, 64, 65.

Dhâtar, 76, 87, 179.

Dhîg'avana, 84.

Dhiyamg'inva (correggasi dhiyamig'inva), 84.

Diana, 93, 94.

Dio, 21-35, 163, 272, 332.

Dioscuri, 63, 67, 205-232, 235.

Dita di fata, 95, 97.

Diti, Daitiyâs, 201, 230-269.

Diluvio, 126, 216-232, 239, 278.

Distanza fra il cielo e la terra, 247.

Dies, 187.

Diespiter, 187.

Div, storia di questa radice, 22, 23 (alla pag. 23, riscontro col vedico div «brillare,» il russo divitj «meravigliarsi;» l'illustre cattedratico dell'Università di Mosca, Teodoro Busslaieff, storico della lingua russa, al quale, nel suo recente passaggio per Firenze, diedi a leggere sulle stampe la pag. 23, non solo si degnò d'approvare, con l'autorità che gli compete, il mio raffronto, ma soggiunse che divitj ha ancora in russo il significato di guardare nell'espressione nie diví na nievó, che equivale a nie smatrì na nievó, ossia: non guardarlo, non occuparti di lui, e quello di guardare con lusinga, dicendosi delle fanciulle che incominciano a fare all'amore. Questo senso che la radice div ha di brillare in sanscrito, e di meravigliare, guardare con lusinga, ed anche, semplicemente, guardare, in russo, mi fa supporre l'identità originaria delle radici div e vid composte con gli stessi elementi e di analogo significato), 138.

Divaspati, 37, 43, 52, 79, 187, 188, 189, 195, 293, 294, 295, 311.

Divodâsa, 132, 138.

Donne e il vento, 143, 144; donne fatidiche, 168; donne liberate, 176, 202, 203; demoniache, 181, 252.

Draupadî, 158.

Duellum, 156.

Dupuis citato, 73.

Durgâ, 156.

Duryodhana, 171.

Dvar, 156.

Dvish, 155, 156.

Dvita, 178.

Dyavâ-Bhûmî, 48.

Dyavà-Pr'ithivî, 46, 47, 48.

Dyu e Dyaus, 37-54, 57, 79, 80, 85, 186, 187, 189, 196, 197, 208, 262, 272, 303, 332.

E

Ea, 216.

Edipo, 111.

Egitto, 171, 173, 197.

Ekâshtakâ, 195.

Ekata, 178.

Elena, 67, 70, 156, 157, 171.

Eolo, 144, 149. (A proposito del vento erotico mattutino congiunto con l'aurora, non si trascuri la stretta parentela ideale ed etimologica fra Eôs ed Eôlos, che valgono aurora e mattutino, ossia riferentesi all'aurora.)

Epifanie, la festa dell'Epifania, 12, 13.

Epopea carolingia, 332.

Epopee brâhmaniche, 335.

Equiria, 158.

Equivoci, 234, 269, 313, 319, 324, 330.

Erbe mitiche, 38, 49, 129, 130, 318, 322.

Ercole, 128, 197.

Eredità mitica, 14.

Erinni, 156, 157.

Eris, 156, 157.

Erode, 121, 171.

Eroi mitici, 163, 197, 203.

Eros, 153, 154, 155, 156, 157, 158, 194, 228, 230.

Eruditi bibliografi, 5.

Eschilo, 156, 185.

Esiodo, 78.

Esperidi, 127, 128.

Età dell'oro, 127.

Etimologie bizzarre, 4, 9, 254, 264, 289; etimologie del nome di Indra, 187, 188, 189.

Eunuco, 309, 310.

Euristeo, 128. (Per questo, come per gli altri miti ellenici comparati con gli ariani, lo studioso può attinger molta luce dal bel libro del signor G. W. Cox, intitolato: Mythology of the Arian Nations.)

Eva indiana, 193; Adamo ed Eva, 219, 236, 237.

F

Fabbro, falegname mitico, 148, 161-183, 297, 316.

Falco, 117, 145, 177.

Fallico (Culto), 106, 247, 277, 291, 309-311, 313-327.

Fanciulla di legno, 97.

Fanciulli eroici scampati dalle acque, 121, 122, 197, 221-232.

Fanciullo reale, infante, delfino, 229, 230.

Faraone, 121.

Fede, 100, 101; Fede, Speranza e Carità, 154.

Fenice vedica, 134, 292.

Fiat biblico e vedico, 280.

Fidius, 227.

Figlia del cielo, 35, 50, 66, 87.

Figlia del sole, 63, 100, 210.

Figli del cielo, 151, 207.

Figlio del falegname, 170.

Figlio del vento, 170, 198.

Figlio della vedova, 195, 196.

Figlio delle acque, 120.

Figlio delle legna, 110.

Figlio liberatore del padre, 112.

Filo, 119.

Filologia comparata, 4, 5.

Filone citato, 220; Ecco le sue proprie parole, secondo l'antica versione di Pierre Bellier, Paris, 1588: «Noé donc ayant esté réputé digne non seulement d'estre exempt de la misère et affliction commune, mais aussi d'estre l'autheur et le commencement de la seconde génération des hommes, etc.»

Fine del mondo, 324.

Fiumi celesti, 131, 133.

Fiumi infernali, 239.

Flechia Giovanni citato, Dedica, vi.

Foggini citato, 219.

Fontane mitiche, 38, 129.

Formaggio mitico, 96.

Formica, 129, 130.

Forte inebbriato, 198.

Fortunio, 81.

Francolino, 177.

Fratelli mitici, 120, 181, 205-232, 235, 236, 237, 238, 263, 264.

Fucina celeste, 70, 71, 164, 165.

Fulmine: i fulminati, 40; fulmine d'Indra, 69, 129, 130, 174, 176, 183-205, 307; generatore del fuoco, 114; in che modo si suppone sia nato, 115; fulmini dei Marut, 151; fulmine Saranyû, 156; fulmine di Brahman, 287; fulmine di Rudra, 318, 322.

Fuoco, 75, 84, 85, 109-124, 125, 144, 146, 147, 152, 220, 244, 270, 291, 292, 299, 305, 307, 321, 323.

G

Gamba di ferro, 211.

Gandharvâs, 129, 134-143, 148.

Gañgâ, 131.

G'anaka, 271.

Gardabha, 135.

Garuda, 150, 155 (correggasi Garuda o Garutmant), 302.

Garut, 150.

Gârhapatya, 244.

Gaupâyanàs, 49.

Gaur mâtar, 39.

Gautama, 192, 193.

Gemelli, 236, 237, 238.

Generazione, 110, 291, 322.

Germani, 5.

Gesù bambino, 110; si salva attraverso le acque, 121; fanciullo, 170, 171, 197.

Ghoshâ, 210, 211.

Ghritaçriyâ, Ghritapric'â, Ghritâvridhâ, 48.

Giapeto, 5.

Giona, 230.

Giordano, 144.

Giove (padre, zio), 51; Giove parricida, 111; Giove cuculo, 130, 194, 262; pluvio, 191, 227.

Giovenale citato, 222.

Giovinezza (Acqua della), 214.

Giritra e Giriçanta, 315.

G'ishnu, 303.

Giuliani G. B. citato, 17, 111.

Giunone, 130, 144, 186, 187, 194, 262.

Giuochi celesti, 136, 137, 138, 139; gioco-gioia, giocare, brillare, 138.

Giuseppe, 170, 171, 179, 197.

Gnâs, g'n'â, g'an, 168, 181.

Go, 39, 58, 59, 60, 151, 162.

Goldstücker professore citato, 208.

Gomâtarâs, 151.

Gopâs, 306.

Gorresio Gaspare citato, Dedica, vi.

Govinda, 303.

Gradivo, 154.

Grazie, 128.

Grimm Jacob citato, Dedica, iv.

Grünow F. W. editore citato, 60.

Guerra (Il Dio della), 154.

Guerrieri ed amanti, 154-159.

Guidatore delle anime, il sole moribondo, 84, 86, 239, 240, 241.

Guidatrice di carri e di cavalli, 60, 61, 62.

Guhya, 276.

Guñgu: si spiega questa parola, 93, 95.

Guñguri, 93.

H

Haeckel citato, 126.

Hanumant, 150, 157, 170, 230.

Hari: equivoci nati sopra questa voce, 96, 261; Harit, 261, 266.

Harikeça, 316.

Haritas, 128.

Hartmann citato, 60.

Heberer citato, 7.

Hephaistos, 165.

Hermeias, 242.

Heyne Moritz citato, 1.

Hidimba, pag. 158, 168.

Hiranya, 290.

Hiranyabâhu, 316.

Hiranyaçiprâs, 314.

Hiranyagarbha, 53, 125, 126, 127, 290, 324.

Hiranyahasta, 212.

Hiranyavarttini, 132.

Hirzel editore citato, 1.

Hotar, 116.

Hovelacque citato, 281.