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Note di un viaggio in Persia nel 1862

Chapter 2: Prefazione
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About This Book

La narrazione mescola resoconti di viaggio e annotazioni scientifiche raccolte durante una missione diplomatica con componenti militari e di ricerca. Attraversando il Mediterraneo, Costantinopoli, il Caucaso e le province persiane, registra itinerari, paesaggi, consuetudini locali e pratiche di viaggio; descrive geologia, fauna e flora locali, tecniche agricole e sistemi d'irrigazione, nonché osservazioni zoologiche e raccolte di esemplari. Alterna impressioni personali, notizie raccolte e rilievi naturalistici, e offre dettagli su stazioni postali, caravanserai, accoglienza e organizzazione della carovana, con uno stile che oscilla tra diario e rapporto scientifico.

 

Nello scorso anno 1862 convenienze diplomatiche e vivi interessi commerciali aveano indotto il ministero Rattazzi a non più ritardare l’invio di una ambasciata straordinaria all’imperatore della Persia, per la quale fin dall’anno precedente eransi date tutte le disposizioni, ed assunto il più formale impegno. Per quella pompa esterna che determina presso gli Orientali il grado di rispetto, per meglio esprimere il grande mutamento politico che aveva d’un tratto fatto sparire il piccolo reame di Sardegna, e creato il grande regno italiano, il ministero aveva deciso di rendere la missione più numerosa di quanto erasi prima stabilito. E poichè la scelta delle persone poteva farsi con qualche larghezza, volle il governo profittare della circostanza per limitare la parte diplomatica della missione stessa, ed ingrossarla con persone che rappresentassero la milizia, le scienze, le arti.

Il brevissimo tempo che doveva trascorrere fra la definitiva composizione dell’ambasciata e la partenza, come pure la necessità di non protrarre questa, onde evitare le grandi difficoltà della stagione all’epoca del ritorno, non lasciavano agio a concertare programmi, a radunare mezzi materiali conformi al carattere ed alla responsabilità dì una vera missione scientifica; ma d’altra parte non poteva essere indifferente l’acquistare di quel singolare paese che si dovea percorrere uno o più ordini di cognizioni.

Il personale dell’ambasciata riuscì infine composto nel modo che segue:

Sezione diplomatica: commend. M. Cerruti, inviato straordinario di S. M. presso lo Schah della Persia; cav. Gianotti, consig. di legazione; cav. Curtopassi, seg. di legaz.; march. di S. Germano, applicato di legaz.; O. Bosio, console di S. M.

Sezione militare: conte S. Grimaldi, capitano di cavalleria, ufficiale d’ordinanza onorario di S. M.; Clemencich, capitano di stato maggiore.

Per le scienze e pel commercio: Orio di Milano, bacologo ed economista; Lignana, prof. di filologia comparata nella R. Università di Napoli; Ferrati, prof. di geodesia nella R. Università di Torino; Lessona, prof. di storia naturale nella R. Università di Genova; march. G. Doria.

Infine la mia persona. Come preparatore mi fu accordato il sig. Ballerini, preparatore del R. Museo di Pavia.

Fotografo addetto all’ambasciata fu dal ministero delegato il sig. Montabone di Torino, al quale venne pure accordato come ajutante il sig. Pietrobon.

La tutela medica dell’ambasciata venne dal governo affidata al prof. Lessona. Il commend. Cerruti prese inoltre con sè altro medico, il cav. Carretto, in Costantinopoli, prevedendo il caso, realmente avveratosi, della scomposizione dell’ambasciata dopo la udienza solenne dello Schah.

Giunti a Costantinopoli, per metterci sotto gli ordini del commend. Cerruti, vi incontrammo il march. Centurioni di Genova, diretto esso pure verso la Persia, ed il quale, per l’occasione propizia, ci fu compagno nel viaggio.

Fra me e i due miei compagni, ai quali, oltre il vincolo dell’amicizia, mi univa consonanza di studj, venne così stabilito: che, ognuno registrando quelle osservazioni che per via occorresse di fare, il march. Doria ed il prof. Lessona attendessero particolarmente agli animali articolati ed ai molluschi, ed a me fosse riserbata come parte principale quella che riguarda i vertebrati. Io presi anche l’incarico delle annotazioni geologiche.

Le note che io ora presento, coll’ordine quasi di un giornale di viaggio, sono un miscuglio di mie impressioni, di notizie raccolte, di osservazioni scientifiche. Il mio intento nella forma di queste note, nell’accozzarvi elementi così diversi, fu di renderle alquanto leggibili da un publico egualmente alieno dal pretendere i vivi colori, l’ordinata varietà, le emozioni di un racconto, come lo stretto tecnicismo, il metodo rigoroso di una relazione scientifica: un publico ipotetico infine, il che vorrà forse dire nessun publico.

Io devo qui render grazie al prof. Lessona ed al conte Grimaldi per la bontà colla quale mi animarono all’opera, mettendo anche a mia disposizione i loro propri giornali di viaggio.

Sovra alcuni animali nuovi o poco noti che verranno mentovati in queste pagine, io ho già publicata una breve memoria nell’Archivio per la zoologia, l’anatomia, ecc., la cui publicazione è continuata in Modena dal sig. prof. Canestrini. Altre mie osservazioni sovra diversi argomenti furono communicate alla R. Academia delle scienze di Torino in varie sedute dello scorso anno academico.

L’ambasciata italiana si sciolse alla fine di agosto dello stesso anno 1862. Rimase in Teheran la sola sezione diplomatica, per compiere il trattato di commercio col governo persiano; e la rimanente maggior parte si diresse in Europa per la via del Ghilan, mentre il march. Doria coraggiosamente si volgeva, in ulteriori esplorazioni scientifiche, alle provincie meridionali della Persia. Mi gode l’animo d’annunciare il recente fortunatissimo arrivo del giovane e ardente e colto naturalista, il quale ha portato seco una raccolta assai importante pel numero, per la varietà, per la bellezza degli esemplari, di pesci e di rettili nell’alcool, e questa in soprapiù della veramente preziosa collezione entomologica, materia a’ suoi prediletti studj.

Torino, novembre 1863.


INDICE

Prefazione Pag. V
I. — Addio a Genova. — Stromboli. — Messina. — Le lucciole ed i mostri del mare. — Passo d’uccelli. — Milo. — Stormi di puffini. — Silivria. — Costantinopoli ed il Bosforo. — Addio all’Europa 1
II. — Il Tamise. — Tributo al mar Nero. — Trebisonda. — La Cerere. — Pranzo russo. — Hatum. — I delfini. — Una scena di distruzione a Balaklava. — Bella serata a bordo. — La foce del Rioni 14
III. — Poti. — Il lago Paleaston. — Foreste vergini. — Il Phasis. — Il vello d’oro. — Marani. — La nostra guida d’onore. — Modi di viaggiare nel Caucaso. — L’ospitalità russa. — Kutais. — Accoglienza dal governatore. — Paesaggio delizioso. — Il passo di Suram. — Una giostra d’animali. — Mizchetha 25
IV. — Valore d’un nome geografico. — Gli ultimi giorni della Georgia. — Tiflis. — Le colonie tedesche: strana origine loro. — Le colonie militari. — Le alte autorità nel Caucaso. — Consoli esteri. — Pranzi d’etichetta. — La musica europea e la musica asiatica 45
V. — Il governo russo nel Caucaso. — La scienza in Tiflis. — La produttività agricola della Georgia. — Il vino di Cachezia. — La produzione serica. — La pastorizia. — Il monte Sofalaki. — Escursioni geologiche e zoologiche presso Tiflis 67
VI. — Partenza da Tiflis. — Kody. — I Tartari del Caucaso. — Il ponte rosso. — Salahogly. — Scompiglio della nostra carovana. — La valle dell’Akstafa. — Delidjan. — I Malacani. — Passo dell’Eschek Maidan. — Il lago Goktscha. — La vista dell’Ararat 83
VII. — Abbas Mirza, Jermoloff e Paskevitsch. — Erivan e la sua cittadella. — L’Ararat e le sue dipendenze. — Alcuni tratti della fauna del paese. — Abbozzo orografico degli altipiani dell’Armenia russa. — Nachidjevan. — Djulfa 100
VIII. — Il nostro ingresso nell’impero dello Schah. — Scacciamento del dragomanno. — Modi di viaggiare in Persia. — Le stazioni postali ed i caravanserai. — Veicoli. — Il nostro accampamento. — Ordine delle marcie. — Forme dell’accoglienza persiana. — Dare per avere. — Sicurezze delle strade 120
IX. — Tratti orografici della Persia occidentale. — Aridità del paese. — Modi di irrigazione. — Carattere della vegetazione. — Agricultura persiana. — Mulini e villaggi. — Combustibili e viveri. — Clima. — La vita nelle steppe 132
X. — Partenza da Diulfa. — Ghelim Kiayà. — Marend. — Il monte del castello. — I Tepe della Persia. — Passo del Maschuk. — Soflan. — Solenne ingresso in Tauris. — Nostri alloggiamenti. — Ozj forzati. — Bozzetti zoologici. — Lo storno roseo 146
XI. — Uno sguardo a Tauris. — I bazar. — Un dervisch. — Visite e controvisite. — Vuote gare statistiche. — I medici europei in Persia. — Visita al Principe ereditario. — Festa in onore della ambasciata italiana. — Successione di giorni perduti. — La carovana si ricompone. — Partenza. — Lebbrosi. — Da Tauris a Mianeh 165
XII. — Mianeh e le sue cimici. — Passo del Kaplankuh. — Il ponte del pastore. — Un cattivo quarto d’ora. — Cane ingannatore e fidi ranocchi. — Sartschem. — Nickbey. — Il bastone è moneta. — Le alcate. — Zendian. — I Babi 180
XIII. — Sultanieh. — Cenni zoologici. — Tepe del castello reale. — Falso allarme. — Sainkalé. — Bella sezione naturale dell’altopiano. — Massi granitici. — Doloroso avvenimento. — Importanza geologica della linea dell’Abbar 194
XIV. — Kazvin. — Caccia nel giardino imperiale. — Monticoli di lava presso Hissar. — Kyschlak. — Kurdan. — Kerretsch. — Vista del Demavend. — Khend. — Accoglienza alle porte di Teheran. — Tedgrisch. — La nostra abitazione. — Colonia europea. — Servizio postale in Persia 210
XV. — Teheran. — La cultura publica in Persia. — La giustizia. — L’Emir. — Il Sadrazam. — Confronti. — Massacro della legazione russa nel 1829. — Guerra coll’Inghilterra nel 1856. — Herat. — L’armata. — I Turcomanni. — Le febbri a Tedgrisch. — Lo Schah. — L’udienza imperiale. — Il ministro degli affari esteri. — Dopo l’udienza 224
XVI. — Partenza pel Demavend. — Ingresso nell’Elburz. — Ilafdscheh. — Valle del Lar. — Ask. — Grande formazione di travertino e di conglomerato vulcanico. — Reinah. — Abigerm. — Stazione Thomson. — Roccie del Demavend. — Salita al gran cono. — Ritorno alla stazione. — Precedenti ascensioni e misure del Demavend. — Resto di attività di questo vulcano. — Sua probabile epoca. — Leggenda del re Zohaq. — Cenni zoologici. — Città di Demavend. — Ritorno a Tedgrisch 251
XVII. — Separazione della nostra ambasciata. — Chi rimane in Persia e chi ritorna in Europa. — Carovana della quale faccio parte. — Da Tedgrisch a Kazvin. — Da Kazvin al passo di Kharzan. — Prima impressione del Ghilan. — Rustemabad. — Avventure di viaggio. — Bellezza del paese. — Rescht. — Industria serica nel Ghilan. — Il Murdab. — Enzeli. — Addio alla Persia 280
XVIII. — Il mar Caspio. — Sua salsedine. — Carattere lacustre della sua fauna. — Antico suo perimetro. — Una communicazione diretta fra il mar Caspio ed il mar Nero non ha mai esistito. — La guerra agli istmi. — Provedimenti del governo russo 305
XIX. — Lenkoran. — Baku ed i suoi fuochi eterni. — Derbend. — Petrowsk. — Burrasca. — Le bocche del Volga. — Astrakan 326
XX. — Prime linee d’una fauna della Persia occidentale 341
XXI. — Carattere della fauna della Persia occidentale, in probabile accordo colla formazione recente di quelli altipiani, e coi dati geografici dell’Avesta. — Materie a ricerche future 364
XXII. — La navigazione sul Volga. — Sarepta. — Le due sponde sul fiume. — Kasan. — Nishnyi Nowgorod. — Mosca. — Pietroburgo. — La Russia 376