315. Du Mont, Corps diplomatique, t. IV, part. i, p. 399.
Gregorio Rosso, Storia delle cose di Napoli dal 1526 al 1537 scritta per modo di giornale, in-4. Napoli, 1635, p. 2.
Bizarus cit., 471.
316. Joannes Christianus Lunig, Codex Italiæ diplomatic., in-fol. Lipsia, 1725-35, t. I, p. 175: «Liga sancta inita inter Clementem VII P. M. Franciscum I Gallicæ regem, respublicas Venetam et Florentinam, nec non Franciscum Sfortiam mediolanensem, adversus Carolum V, electum rom. imp. Actum Cognaci, die XXII maji MDXXVI.»
317. Docum., § 18.
318. Archivio Storico, in-8. Firenze, 1848, t. VI, p. 270, 280, 335, 354.
319. Ortisius cit., p. 386. (V. sopra p. 190, 12 agosto 1522.)
320. Sybel, Giornale storico, in-8. Monaco, libreria di T. G. Cotta, t. VIII, quaderno IV, anno 1862, p. 550. — A mia richiesta la Direzione rettificò l'equivoco, e mi spedì in foglietto volante un esemplare dell'ammenda pubblicata l'anno seguente 1863, p. 149, che conservo presso di me. Ciò ricordo ad onore della Direzione.
321. Genealogia dei principi Doria compilata sopra i documenti genovesi da Agostino Olivieri, Monete, medaglie e sigilli dei principi Doria, in-8. Genova, 1859, p. 30. — E da L. T. Belgrano, Il palazzo dei principi D'Oria a Fassuolo coll'atlante di undici tavole. Genova, 1874, p. xiv, tav. prima:
Alberetto Genealogico dei Doria.
| FRANCESCO, qu. CEVA Consignore di Oneglia m. Caterina Grimaldi, qu. Giovanni dei Signori di Antibo |
|||
| Giovanni m. Luigia Doria, qu. Tedisio. | Ceva m. Carocosa Doria, qu. Enrichetto Signore di Dolceacqua. |
||
| Tommaso m. Maria Grillo, qu. Lorenzo Signore di Lerma. | Andrea n. 30 novembre 1466 creato principe di Melfi nel 1531 † 25 novembre 1560. |
||
| Giannettino m. Ginetta Centurioni-Oltramarino di Adamo, Marchese di Stepa. | |||
| Giannandrea n. 1539. Secondo principe di Melfi. | |||
322. P. A. G., Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto, Firenze, Le Monnier, 1862, p. 47, dove si descrive l'età, la fisonomia e il carattere di Giannandrea: e alle pagine 41, 45, 125, ec., dove parlando di Andrea (tuttochè incidentemente) si aggiunge sempre Il vecchio, o Lo zio, per calcar meglio la diversità delle due persone. E perchè del primo trattano tutti i biografi, ho detto del secondo: «Niuna biografia, a mia notizia, parla di Giannandrea, men che quella di Brantôme.» (Così ripeto anche oggi 15 luglio 1875. — Dirò a luogo e tempo della sua autobiografia perduta.)
323. Lorenzo Cappelloni (alla genovese Capellone). La vita e gesti di Andrea Doria, in-8. Venezia, Gabriel Giolito dei Ferrari, 1565. (Notate l'anno!)
Caroli Sigonii, De Vita Andreæ Doriæ, libri duo. ext. int. op. omn. III, in-fol. Milano, 1733. — Genova, 1586.
Pompeo Arnolfini, Vita e fatti di Andrea Doria, tradotti dal latino di Carlo Sigonio, in-8. Genova, 1598. (Cito la traduzione.)
F. D. Guerrazzi, Vita di Andrea Doria, due volumi in-16. Milano, Guigoni, 1864.
Moreri, Ladvocat, Feller, De Chesnel, Biografia universale di Venezia, Dizionario degli uomini illustri ed. in Padova, e ogni altro Manuale storico e Dizionario di erudizione, tutti insomma parlano di Andrea, e fin qui niuno di Giannandrea. (Come ho detto così ripeto a' miei Critici.)
324. Giuseppe Melghiorri, Guida di Roma. Galleria del Palazzo Doria, in-8. Roma, 1835.
Agostino Olivieri, Monete, medaglie e sigilli dei principi Doria, in-8. Genova. tav. 1 e 2, e il suo testamento e codicilli, a p. 86.
Pini e Milanesi, Scrittura di artisti in fotografia, in-4. Firenze, 1870. — Sebastiano del Piombo.
Vasari, ed. Le Monnier, X, 12: «Bastiano ritrasse ancora Andrea Doria, che era nel medesimo modo mirabile.» XIII, 161: «Il Bronzino poco dopo a monsignor Giovio amico suo fece il ritratto di Andrea Doria.» XII, 29, 30, più IX, 10: «La statua di Andrea Doria fatta dal Montorsoli e da Alfonso Lombardi.»
Avv. Gaetano Avignone, Medaglie dei Liguri e della Liguria, in-8. Genova, 1872, pag. 84: «Andrea Doria.»
325. Scipione Ammirato cit., 359, 19: «In Roma i macellaj si sono sollevati per alcuni dazj messi dal Papa per sostentar la condotta di Andrea Doria, cui aveva dato il generalato delle sue galee.»
326. Bosio cit., III, 45, B: «Andrea Doria, fatto generale delle galere del Papa, non così presto n'ebbe preso il possesso, che coll'autorità del Papa ebbe in conserva le tre galere della Religione.»
327. Bosio cit., 45, C: «Andrea Doria contro Barbarossa famosissimo prese nei mari di Civitavecchia quindici vaselli da remo.... liberato un numero grandissimo di poveri Cristiani schiavi.»
328. Ariosto, Furioso, XV, 30:
«Questo è quel Doria che fa dai pirati
Sicuro il vostro mar da tutti i lati.»
329. Folietta, Hist. genuen. Ann., 1525, in fin., ap. Burman in Thesaur., I, 728, D.
Giovanni Cambi, Storie; tra le Delizie degli eruditi toscani, XXII, 282.
Gian Matteo Ghiberti, Lettera a don Michele de Sylva. Lett. dei principi, in-4. Venezia, 1575, II, 154.
Guicciardini, lib. XVII, ed. cit., p. 1169.
Varchi Benedetto, Storie fiorentine, lib. II.
Ammirato cit., II, 363.
330. Vasari cit., Le Monnier, X, 10. — XI, 110, n. 111.
Promis cit., II, 74, 300.
331. Anonymi Senensis, Bellum Julianum anno MDXXVI gestum. Arch. St. It., 1850, app. VIII, p. 312.
Luciano Banchi, I porti della maremma sanese durante la repubblica, narrazione storica con documenti inediti. Arch. Stor. It., in-8. Firenze, 1870, t. XII, parte II, disp. 4, p. 62, e docum. segg.
Guicciardini cit., 1190.
Ammirato cit., II, 359.
Sigonio cit., 54.
Cappelloni cit., 27.
332. Sigonio cit., 56: «Le galere del Doria se ne passarono da Civitavecchia a Portofino, e quelle dei Francesi vennero da Marsiglia a Savona.»
Cappelloni cit., 27: «Il capitano Andrea con otto galere, con lo stendardo del Pontefice, andò a Portofino.... et sedici galere vinitiane.»
Giustiniani cit., 278: «Venne l'armata di Francia et ripigliò Savona.... si congiunsero quattordici galere dei Veneziani con sei del Papa.... in tutto trentasette galere.»
333. Bizarus cit., 462, fin.: «Multis navibus frumento onustis, quæ Genuam petebant, captis.»
334. Giustiniani, loc. cit., 278.
Guicciardini cit., 1220.
335. Giustiniani, 278: «L'armata di Spagna erano vintidue velle quadre.»
336. Bizarus, 432, 35: «Classis in qua quatuor galeones, sexdecim triremes regiæ, tresdecim Venetorum, et undecim pontificiæ.»
337. Atlante Luxoro, p. 52, n. 65: «Codemonte (nota) Capodimonte, oggi capo della Chiappa, a ponente di san Fruttuoso.»
Carta idrografica del littorale della Liguria, scandagliata dagli ufficiali e piloti della regia marina sotto la direzione del vice ammiraglio c. G. Albini, gran-fol. Genova, 1834: «Promontorio di Portofino, punta della Chiappa.»
338. Sigonio cit., 56.
Cappelloni cit., 28.
Giustiniani cit., 278, Y.
Verdizzotti cit., II, 488.
Belcairus, Rer. Gallic., in-fol. Lione, 1625, p. 580.
Muratori, Ann., 1526, prop. fin.
339. Raynaldus, Ann. eccl., 1526, n. 10: «Jacobus Sadoletus episcopus Carpectoractensis, postea cardinalis, qui Pontifici a consiliis erat, extitit semper belli dissuasor.»
340. Gregorio Rosso, Giornali cit., p. 4.
Giustinianus, Rer. Venet., in-fol. Argentorati, 1611, p. 259.
Belcairus, Rer. Gallic., in-fol. Lione, 1625, p. 582.
Verdizzotti cit., II, 478.
341. Ammirato cit., II, 363.
342. Gio. Matteo Ghiberti, Lettera a messer Andrea Doria, tra le «Lettere dei principi.» Venezia, 1575, II, 165.
Idem, Corrispondenza segreta col cardinale Agostino Trivulzio, decifrata e pubblicata dal marchese Filippo Gualtieri, in-8. Torino, 1845.
Cappelloni cit., 28: «Il Pontefice.... chiamò Andrea a Civitavecchia, il quale imbarcò.... alcune genti di guerra.... sotto il carico di Orazio Baglione.... e alla Fiumara di Roma monsignor di Valdimonte.» (Vaudemont.)
343. Belcairus cit., 590.
Guicciardini cit., 1242.
Muratori, Ann., 1527.
344. Clementis, Pp. VII. Epistolæ et acta diversa. Mss. Casanat., X, IV, 47.
Raynaldus, Ann. eccl., 1527, n. 11.
345. Giustiniani cit., 278, X: «Il duca di Borbone, quale era andato in Spagna a parlare con Cesare, ritornò a Genoa con quattro gallere, et passò in Lombardia, et restò capitan generale.»
346. Marcello Alberini (romano e testimonio di veduta), Discorso sopra il sacco di Roma. Ms. nell'Archivio Capitolino, Credenz. XIV, cod. vii, da 51 a 88.
Anonimo, Relazione del sacco di Roma, dato li sei di maggio 1527, e cavata da alcuni manoscritti di persone trovatesi presenti. Mss. Casanat., D, VI, 33.
Jacopo Bonaparte, Ragguaglio storico di tutto l'occorso giorno per giorno nel sacco di Roma, dove si trovò presente, in-4. Colonia, 1756.
Francesco Guicciardini, Il sacco di Roma, in-8. Colonia, 1758. — Ed Opere inedite, vol. IX.
Patrizio de Rossi, Memorie storiche dei principali avvenimenti politici d'Italia, durante il pontificato di Clemente VII, in-12. Roma, 1837.
Cæsar Glorierius, Historia expugnatæ et direptæ urbis Romæ, in-4. Parigi, 1538.
Adam Reisnerus, Comment. de vita et rebus gestis Georgii et Gasparis Frundsbergiorum, in-fol. Francoforte, 1568.
Anonymo, Dialogos de Mercurio y Caron.... en que se tratan las cosas acaecidas en Roma l'año 1527, in-4. perv. Sine nota loci et anni. Biblioteca Casanat Z, XIII, 31.
Documenti pub. dal Corvisieri, Roma, 1873.
Carlo Milanesi, Il sacco di Roma. Firenze, 1867.
Scipione Volpicella, Narrazione del Santoro, ec.
Enrico Narducci, Il poemetto del Celebrino. Roma, 1872.
347. Guicciardini, Stor., lib. XIII, in-4. 1645, senza nota di luogo, p. 452: «I fanti spagnuoli e tedeschi entrarono in castello Santangelo, ma non furono colla medesima facilità consegnate le altre fortezze e terre; perchè quella di Civitavecchia ricusò consegnare Andrea Doria, benchè ne avesse comandamento dal Pontefice.»
Muratori, Annali, 1527, post. med.: «I capitani imperiali fecero accordo con obbligarsi il Papa a pagare.... e consegnare Castel Santangelo, e le rocche d'Ostia, di Civitacastellana, e di Civitavecchia.... Andrea Doria ricusò di consegnare Civitavecchia.»
348. Cappelloni cit., 28, 29: «Andrea da Napoli fece ritorno in Civitavecchia.... in questo repentino et inaspettato accidente della presa di Roma.... si trovava Andrea in Civitavecchia.... pregato dal Papa a non prestare orecchio agli imperiali.... perchè se si accordava con loro sarebbe stato cagione di farlo condurre prigione in Spagna o a Napoli.»
Sigonio cit., 57: «Il Papa non potendo in questo tempo servirsi del Doria.... et saputo che gli erano offerti grandi partiti, perchè passasse al servizio dell'Imperatore.... lo sollecitò per secreti messi ad appoggiarsi di nuovo al re di Francia.»
349. Agostino Olivieri, Monete, medaglie e sigilli dei principi Doria, in-8. figur. Genova, 1859, p. 42 e tav. I: «I sigilli dei principi Doria che mi vennero alle mani sono pochi. Il primo spetta ad Andrea I; è su carta bianca, attaccato ad una lettera che quel Principe (non ancor tale) scriveva ai Protettori di San Giorgio l'agosto 1527 da Civitavecchia. Rappresenta l'aquila distesa sulla croce di Sant'Andrea.»
350. Cappelloni, 30: «Et passando da Civitavecchia a Savona, andò a congiungersi con le altre galèe francesi.»
351. Bosio cit., III, 69, C: «Nell'anno 1528.... il Pontefice aveva dato intenzione di mandare anche egli all'impresa di Rodi due delle sue cinque galere.» V. appresso le note segg.
352. Bosio cit., II, 71, E: «Il Pontefice.... non poteva concedere alcuna delle sue sei galere per unirle coll'armata della Religione.»
Giovio, Rainaldo, Doria, e appresso alle note 45, e 46.
353. Bosio cit., 48, E: «Due galere nuove, oltre un'altra che già in Civitavecchia s'era quasi del tutto finita.»
354. Bosio cit., 69, G: «Il Salviati priore di Roma.... dovesse destramente procurare di averle tutte, e che almeno le due galere promesse da Sua Santità in modo alcuno non mancassero.»
355. Du Mont, Corps diplomatique, IV, II, 5 a 53.
Varchi, ediz. fiorent., 1843, I, 590.
356. Raynaldus, Ann. Eccl., 1529, n. 70: «Clemens Pp. VII, dilecto filio Carolo etc... tres legatos, S. R. E. cardinales ad eamdem serenitatem tuam duximus destinandos.»
Varchi, Storie, ediz. fiorent., 1843, II, 50.
357. Benedetto Varchi, Storie fiorentine, in-fol. Colonia, 1721, p. 227. — Ed. in-8. Firenze, 1843, II, 24, 28: «Cesare agli dodici di Agosto in giovedì sera a Genova.... fanteria novemila quattrocento.... dumila bisogni.... cavalli di guerra dumila cinquecento.... trentasei galere del Doria e del Portondo.... settanta vele quadre.... ed il restante trafurelle e brigantini circa cento trenta legni.» (L'editore avverte nella nota di avere invano cercato Trafurella nei Vocabolari. Se avesse avuto il mio, sarebbegli venuto così: Trafurella, s. f. (Bosio, II, 652. Varchi, Colonia, p. 227): Specie di galeotta sottile e agilissima a vela e a remo, così detta dalla attitudine al trafugarsi e al passare di soppiatto in ogni parte. Si usava per avviso, per la polizia dei porti, e anche per combattimenti di sorpresa e di agguato.)
358. Bizarus cit., 479.
Filippo dei Nerli, Comment., in-fol. Augusta, 1728, p. 191.
Bernardo Segni, Storie, in-fol. Augusta, 1723, p. 76.
359. Sebastiano Paoli, Codice diplomatico dell'Ordine Gerosolimitano, in-fol. Lucca, 1737, II, p. 194. — Diploma esteso, per Malta, Gozo e Tripoli di Barberia.
Bosio cit.. III, 80, C: «Tenore del privilegio della donazione di Malta, del Gozo e di Tripoli, donati alla Religione da Carlo V, tradotto dal latino nel volgar nostro idioma eccetera. Dato da Castelfranco presso Bologna addì 24 Marzo MDXXX, indizione terza, duodecimo dell'imperio.»
De Vertot cit., III, 509: «Le traité concernant les Chevaliers fut signé le 24 de Mars à Castelfranco, petite ville du Bolonois. L'Empereur y déclaroit.... qu'il avoit cedé et donne à perpetuité.... à la dite religion de St Jean, comme fief noble, libre, et franc les châteaux, places, et isles de Tripoli, Malthe, et Goze.»
360. Francesco Sansovino, Annali turcheschi e Vite dei principi Ottomani, in-4. Venezia, 1573, p. 242: «Solimano andò avanti alla volta di Buda.»
361. Luigi Gonzaga (detto Rodomonte), Stanze a M. Lodovico Ariosto, stampate in appendice al Furioso, di questi successi nel 1531 parla così:
«Poichè la fiera spada d'Oriente
È quasi giunta a le Tedesche porte;
E volto il tergo al già vinto Occidente
Il mio signor post'ha suo petto forte
Per farne scudo: e chiama all'alta impresa
Italia, Francia, e la romana Chiesa.»
362. Teodoro Spandugino Cantacuzeno, Commentari dell'origine e costumi dei Turchi, in-8. Firenze, 1551, p. 58, 59.
363. Raynaldus, Ann., 1532, n. 20: «Præter hæc vero subsidia, etiam duodecim triremes classi conjunxit.»
Paolo Giovio, Historie del suo tempo, tradotte da Lodovico Domenichi, in-4. Venezia, 1608, p. 271: «Le galèe del Papa col signor Antonio Doria, loro generale.»
364. Antonio Doria, Compendio delle cose di sua notizia et memoria occorse al mondo nel tempo dell'imperator Carlo Quinto. Genova, fol. parv., coi tipi di Antonio Bellone, 1571, p. 48: «L'anno 1532 ordinò l'Imperatore che Andrea Doria andasse contro l'armata di Solimano.... con la sua, e dieci galere del Papa, delle quali Antonio Doria era generale, e quattro della Religione di Rodi sotto il capitano Salviati prior di Roma, che tutte insieme erano trentotto, con altre trenta navi.» (Libro rarissimo: esemplare procuratomi dai miei amici di Genova.)
365. Antonio Doria, Discorso delle cose turchesche per via di mare.
Mss. Casanatense, segnato XX, IX, 8. Inedito.
Carta e caratteri del secolo decimosesto, senza data, ma certamente composto prima del 1548, perchè vi si parla di Barbarossa vivente. Sono quattordici pagine di scrittura piena, e comincia: «Havendo il Turco, come è manifesto a ciascuno, grandissime forze di danari, di gente, e di galere.... (finisce) Sborsi molta quantità di danari.»
366. Bosio cit., III, 103, A, anno 1531: «Due galere ben armate di ciurma, con sessanta huomini di capo per galèa, a ragione di dodicimila ducati d'oro l'anno; cioè cinquecento al mese per galèa.»
Vedi sopra i docum. e lo specchio a p. 112.
367. Pantera, L'armata navale, in-4. Roma, 1614, p. 132: «I buonavoglia si distinguono dagli altri per i mustacchi non rasi che portano per segno, essendo nel resto rasi, come gli altri.... gli schiavi turchi portano una ciocca di capelli sulla sommità della testa.... i forzati tutti rasi.»
368. Archivio camerale di Roma, di che vedi all'Indice.
Archivio di Stato in Firenze, come alla p. 113.
Codice Barberiniano cit., ivi:
Nota di quanto importa la razione di marinaro o di bonavoglia in un mese:
| 1. Pan fresco o biscotto libbre due al giorno, che in un mese sono libbre 60 a soldi 12 la decina | scudi 0,72. |
| 2. Una pinta di vino (sottosopra un litro), che a soldo uno e un terzo fa per mese | 0,40. |
| 3. Minestra once tre, che per mese sono libbre otto, a un soldo la libbra | 0,08. |
| 4. Libbra una di carne fresca, o mezza di salata, o di pesce, o di cacio | 0,72. |
| 5. Olio e sale | 0,08. |
| scudi 2,00. |
369. Archivi e Codici come alla nota precedente.
Nota delle spese di vestiario per ogni forzato o schiavo o bonavoglia, all'anno.
| 1. Giubba di stametto rosso palmi undici, a scudo uno la canna di palmi otto | scudi 1, 37.50 |
| 2. Canavaccio per fodera palmi sei, a soldi quindici la canna | 0, 11.25 |
| 3. Tela per due pantaloni, palmi diciotto, a soldi quindici la canna | 0, 37.75 |
| 4. Tela per due camicie, palmi ventidue a soldi diciassette la canna | 0, 46.75 |
| 5. Berretto rosso di panno | 0, 08.— |
| 6. Cappotto di albaggio in palmi ventuno, a scudi uno e soldi venti due e mezzo la canna | 3, 21.33 |
| 7. Calzettoni di albaggio palmi tre, all'istesso prezzo di sc. 1.22 ½ la canna | 0, 27.20 |
| 8. Un pajo di scarpe | 0, 50.— |
| 9. Spago per cucire il cappotto | 0, 00.80 |
| 10. Filo per cucire ogni altra cosa, oncia una avvantaggiata | 0, 02 |
| scudi 6, 38.58 |
370. Pantero Pantera (capº. della galea santa Lucia di N. Signore, p. 125 e 230), L'armata navale, in-4. Roma, 1614, p. 140: «Potrà anche il principe aprire un giuoco pubblico per avere remieri di buona voglia.... il qual modo è mirabile per far galeotti.... e sebbene pare che abbia apparenza d'illecito.... nondimeno questo modo si tollera, e forse giova ai giovani, perchè si domano, ed escono più corretti e più cauti.»
371. Bosio cit., III, 368, A: «Il Gran Maestro.... tolse a punta d'onore il riarmare le tre galere.... superando il mancamento delle ciurme, che era il maggiore ostacolo.... con danari tanti vogadori maltesi furono accordati, che col rimanente degli schiavi.... furono bastevoli.»
372. Bartolommeo Crescentio (romano ed ingegnere idrografo dell'armata pont. come dalla dedica e dal Portolano, ed alle p. 128, 397, 408) La nautica mediterranea, in-4. Roma, 1607, p. 95: «Bonevoglie sono gente vagabonda a chi la fame o il giuoco forzò a vendersi in galèa. I meglio sono gli Spagnoli et i Napolitani, sì come ancora sono i più.»
373. Bartolommeo dal Pozzo, Storia dei cavalieri di Malta, dal 1570 al 1688, in-4. Verona, 1703, I, 309.
Avvisi di Roma, Cod. Urbin. sotto la data 2 marzo 1588.
374. Il Saggiatore, Giornale romano di storia, belle arti, e letteratura, diretto da Achille Gennarelli e Paolo Mazio, in-8. Roma, 1845, IV, 104, e 108: «Giornale di casa Gaetani delle cose di Roma. — Cominciano di nuovo a farsi in Banchi altre scommesse sulla promozione dei cardinali, da farsi a questa Pentecoste: chi dice di sì, chi dice di no. E quelli che stanno sulla negativa danno il sessanta per cento.»
Benedetto Varchi, Storie fiorentine, lib. II, in-8. Firenze, 1843, I, 72: «Piero Orlandini, come s'usa comunemente nella sede vacante.... aveva scommesso che il card. de Medici non sarebbe papa, e Giovammaria Benintendi di sì.»
375. Collezione di bolle, bandi, editti e leggi anche in fogli volanti, dal principio della stampa sino al presente. — Bibl. Casanatense nel camerino a sinistra, circa sessanta volumi.
376. Avvisi di Roma, Codice Urbinate alla Vaticana, sotto la data del 25 maggio 1588. — (Narra ciò come cosa di fatto, e notissima a tutti in Roma.)
377. P. A. G., Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto. Firenze, Le Monnier, 1862, p. 157. (Queste cose medesime in poche parole.)
378. Il Saggiatore, Giornale romano cit., 1845, t. IV, da p. 65 a 75.
379. Prese le cifre e le varianti dagli storici che cito continuamente, Giovio, Sigonio, Cappelloni, Bosio, Bizzarro, Foglietta, ed altri, si può formare il seguente
SPECCHIO
dell'armata navale e della sua forza nell'anno 1532.
Colonne:
S: Soldati — M: Marinari — R: Rematori — G: Galere — N: Navi — L: Legni min. — Cav: Cavalli — Can: Cannoni.
| Contingente di | PERSONALE | MATERIALE | ||||||
| S | M | R | G | N | L | Cav | Can | |
| 1. Roma | 1200 | 720 | 1800 | 12 | » | 2 | » | 60 |
| 2. Genova | 3600 | 1440 | 1800 | 12 | 12 | 5 | 100 | 348 |
| 3. Napoli | 3000 | 1200 | 1500 | 10 | 10 | 6 | 100 | 290 |
| 4. Sicilia | 1800 | 700 | 1200 | 6 | 5 | 3 | 100 | 160 |
| 5. Malta | 800 | 240 | 450 | 4 | 1 | 1 | » | 65 |
| 6. Spagna | 2400 | 1020 | 1500 | 10 | 7 | 4 | 100 | 218 |
| Totale | 12800 | 5320 | 8250 | 54 | 35 | 21 | 400 | 1141 |
| Uomini | 26,370 | |||||||
| Legni | 110 | |||||||
| Cannoni | 1141 | |||||||
| Cavalli | 400 | |||||||
380. Bosio cit., III, 150. — (Di Caracca, vedi indietro a p. 84.)
381. P. A. G., Medio èvo, alla voce Corazza. — E Navi romane, terza ediz., p. 7.
382. Bosio, III, 114, B: «Generale dell'armata turchesca Imer Ali.» I cronisti, e i latinisti in vece di Omer-Aly scrivono Omerale, Umerale, e simili.
De Hammer cit., IX, 211, lo chiama Ahmed-beg.
383. Bizarus cit., 491: «Acierum ordo explicatur.... Antonius Auria, qui primo præerat agmini, in dexteram sensim deflectit.... Andreas introrsum.... Salviatus ad lævam concitavit remiges.... Æquata omnium triremium fronte.»
Giovio cit., 269.
384. Antonio Doria cit., 48: «Non havendo.... l'armata di Solimano di ottanta galere.... osato aspettare quella dell'Imperatore, se ne fuggì verso Costantinopoli.»
385. Giovio cit. 269: «Gli mandò dietro il signor Antonio Doria con sette buone galere che lo perseguitasse.»
Bosio cit., 114, C: «Spedì appresso Antonio Doria con sette galere spalverate, fra le quali andò la galera della Religione chiamata il Gallo.»
Bizarus, 492: «Antonium Auriam cum delectis septem triremibus, qui persequeretur, misit.»
386. Coronelli, Piante di città e fortezze, in-fol. Venezia, 1869, t. I, tav. 161 e t. II, 232, 252. — (Bellissime piante e prospetti di Corone.)
Teatro delle guerre contro il Turco, dove sono le piante e le vedute delle principali città e fortezze di Morèa, ecc., in-fol. Roma, Giangiacopo de Rossi alla Pace, 1687, tav. 77, 78. — Bibl. Casanat., Y. I. 13.
Captain A. I. Mansell, R. N. West coast of Morea Koron's Anchorage, gran-fol. Londra, 1865, pubblicato dall'ufficio idrografico dell'Ammiragliato, e venduto da I. D. Potter, agente di detto ufficio, n. 31, Poultry, e n. 14, King Street, Tower Hill.
387. Valerius Flaccus, Argonaut., I., v. 580:
«Quot in ætera surgit
Molibus, infernas toties demissa sub undas.»
388. Antonio Merli, e L. T. Belgrano, Il palazzo del principe Doria a Fassuolo, in-8. con magnifiche tavole. Genova, 1874, p. 54.
389. A. Jal, Archéologie navale, in-8. Parigi, 1840, I, 438: «J'ai trouvé dans les peintures du garde-meubles de la casa d'Oria à Gênes une représentation très-curieuse de l'attaque de Coron en 1533 (leggi 1532) par la flotte combinée espagnole, génoise, papale et malthaise.... On y voit les naves combattant sous voiles la partie droite des fortifications, pendant que les galères combattent la gauche.... un rang de six galères, derrière lequel est un second rang de six autres galères attachées poupe à poupe par deux gomènes.... Arrangement dont la cause échappe à ma sagacité.... On n'invente pas des choses pareilles.... surtout quand on peint dans le palais d'Oria.»
Idem, I, 13. Parla del dipinto esprimente il fatto di Corone.
390. P. A. G., Le due navi romane del bassorilievo portuense nelle tre edizioni, e specialmente nell'ultima, a p. 99, 100.
391. Bizarus, 493: «Naves circumductæ in amplissimam coronam.... Scaphæ pluteis et asseribus protectæ, ancoras provehi et in littus ad scopulos collocari jubebat.»
Sigonio, 148.
Giovio cit., 270.
392. Bizarus, 493: «Pontes paribus antennis impositi, tabulisque constrati a fronte prominebant ita ut summitati mœnium æquarentur.» — Cappelloni cit., p. 50.
393. Crescentio, Nautica cit., 120: «Come si fa per disarborare la maestra e quando.»
Pantera, L'Armata navale cit., 310: «Facendo ammainare le vele e disarborare l'albero della maestra, e andar le galèe l'una dietro l'altra.»
Marco Guazzo, Storie, in-8. Venezia, 1549, p. 153: «Doria.... tolte seco sei galere del Papa.... che punto non parevano per essere dette galere disalberate.... et dipoi fece disalberare trenta altre galere.»
394. Bosio cit., III, 147, A: «L'ordine nel battere Corone.... le galere in tre squadre.... disarborate.... accordandosi a schiera a schiera.... andavano sotto, sparavano.... e poi ritirandosi davano luogo alle altre per ritornare di nuovo, secondo l'ordine.»
Jovius, Hist. in-fol. Basilea, 1578, p. 285: «Triremes rostratæ per acies tripartito agmine succederent, displosisque tormentis, sequentibus locum darent.»
Raynaldus, Ann., 1535, n. 50: «Auria disposuit ut rostratæ sibi per vices tripartitæ succederent, displosisque tormentis, cederent locum sequentibus.»
Marco Guazzo cit., 247: «Le galèe a quattro a quattro dovevano battere, e poi voltarsi a dar luogo alle altre, e così di mano in mano.»
395. Indice in fine, alle voci Castelnuovo, e Goletta.
396. Bizarus, 493: «Hortantibus maxime Græcis, qui ad nostros cupidissime transierant.»
397. Bizarus, 493: «Tuttavilla duceret italicas cohortes, et læva parte supra molum quateret septem tormentis.... Mendocius cum Hispanis a dextera.... totidem tormentis aggrederetur.»
398. Bizarus, 493: «In summis carchesiis duarum navium maximarum, Grimaldiæ scilicet et Rhodiæ, sacri falconesque bini constituti.»
399. Bizarus, 493: «Pontificiæ triremes.... Antonio Auria deposcente, dexterum cornu tenuere.»
Giovio cit., 271: «Ma le galèe del Papa al dirimpetto, richiedendo ciò Antonio Doria, tennero il corno destro.»
400. W. H. Smith, Mediterranean, Londra, 1854, p. 59: «The City of Koròn.... the shores are exceedingly bold-to, there being a dept of 120 fathoms at a short distance from the shore.»
401. Bizarus, 494: «Primus vexillum defixit imberbis juvenis Ligur, genere humilis, sed eo saltu clarus.... proximus miles ex hydruntino galeone, ac demum Lamba.»
Giovio cit., 272: «Fu il primo un giovane sbarbato genovese della nave Grimalda.... il quale piantò lo stendardo su la muraglia dei nemici.... appresso un soldato del galeone d'Otranto e Lamba genovesi ambedue.»
402. Bosio cit., III, 115, C: «I cavalieri di san Giovanni furono i primi a montare sopra le mura di Corone.... a forza di mani e di braccia fu necessario che vi rampecassero (sic.)»
403. F. D. Guerrazzi cit., Vita di Andrea Doria, I, 277: «Macchine che prolungandosi si andarono a posare a modo di ponti sul parapetto delle opposte muraglie.... Sopra cotesto aereo calle primo si avventurava, e primo attinse le opposte mura Lamba Doria» (e buci!).
404. Antonio Doria, Compendio cit., 48: «A Corone il giorno di San Matteo del trentadue, dandosi l'assalto in un medesimo tempo da tutte le parti, entrarono prima quei delle galèe del Papa, dalla parte che si chiama Isola.»
De Hammer cit., IX, 210: «Trecento soldati italiani perirono dalla parte di terra, più di mille furono feriti: ma più felici furono i soldati delle galere papali che, dalla così detta Isola, penetrarono nella città.»
405. Giovio, 272: «Avendo tagliato la via maestra, vi avevano tirato una fossa a traverso.... Mandato il signor Pietro della Tolfa con trecento archibugeri.... i Turchi spingendo i cavalli.... cadevano nella fossa.»
406. Bosio cit., 116, A: «S'arborarono sulla porta medesima tre bandiere, cioè del Papa, dell'Imperatore, e della Religione di San Giovanni.»
407. Bosio, 116, B: «Spedito havendo il prior di Roma Salviati con quattro galere della Religione, ed altre quattro del Papa.»
408. Bizarus cit., 495.
Bosio cit., 116, C.
409. Villiam H. Smith rear-admiral. The Mediterranean, in-8. Londra, 1854, p. 51: «The entrance of the gulf defended by two castles of projecting form, which are distant a mile and a half from each other, and are known as the Dardanelles of Lepanto (Rhium, and Antirrhium.)»
Coronelli, Piante di città e fortezze, tav. 52, 122, 134, 169: «Bocca del golfo di Lepanto, Dardanello di Grecia da Mezzogiorno. Dardanello Molicrèo. Golfo di Patrasso. Dardanelli di Lepanto. Dardanello di Rio.» — P. A. G., Giornali di viaggio, Mss.
410. Brantome cit., II, 51: «Quand Solyman vint devant Vienne la première fois.... une armée navale attaqua l'Admiral-Bassa.... qui se retira bien qu'il fust le plus fort. Sur quoi le gran Seigneur, en ayant pris l'alarme, desmordit de Vienne, et tira vers Constantinople.»
Raynaldus, Ann., 1532, n. 39, 46, 51.
Antonio Doria, Compendio cit., 48: «Fu presa la città di Patrasso e le Castella, che guardavano quel golfo, del qual danno parve che il Turco si sbigottissi molto.»
411. P. A. G., Medio èvo, II, 170, 269.
412. Docum. di Simancas, pubblicati e ordinati da Massimiliano Spinola, L. T. Belgrano, e Francesco Podestà. Atti di Stor. Patr., t. VIII, p. 356. Lettera di Filippo di Spagna a Carlo V, data da Voghera, 16 dic. 1548: «Discuriose particularmente en la persona de Antonio Doria, y en lo que el pretende que V. M. le dé autoridad a el y a los otros criados y servientes que V. M. en aquella ciudad tiene, y que no la tuviesse toda Andrea Doria, y otras cosas a este proposito: por donde paresciò que seria mejor que el dicho Antonio Doria se fuesse a Napoles, como dice que lo quiere hazer, que no estuviesse allì; porque, aunque para servir no es tanta parte, como el se haze; para un tumulto seria mucho.»
413. Eugenio Gamurrini, Delle famiglie Toscane ed Umbre, in-4. Firenze, 1679, t. IV, p. 176. — Nato in Firenze 1492, morto in Roma 1568.
414. Bosio cit., III, 122, B: «Bernardo Salviati priore di Roma tratteneva ordinariamente da sessanta gentiluomini principali et valorosi capitani appo la persona sua.»
415. P. A. G., Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto, Le Monnier, 1862, p. 19. Documento coi nomi e cognomi di settantasette gentiluomini che formavano la casa militare del Capitan generale; e appresso al libro settimo tornerà lo stesso col capitano Carlo Sforza.
Paolo de Mochis, gentiluomo romano, in una lettera a Pier Luigi Farnese duca di Parma, narra come testimonio di veduta la fedeltà dei trenta gentiluomini poveri, provvisionati da Cesare Borgia duca Valentino, che soli gli restarono fedeli, e lo salvarono dalla furia del popolo romano dopo la morte del Papa. — Lettera pubblicata dal Ronchini nel giornale perugino del 1872, intitolato: Erudizione Artistica.
416. Bosio cit., III, 122.
Vertot cit., IV, 244.
417. Bosio, 125, A: «Il prior Salviati colle quattro galere della Religione in Civitavecchia.... da lui intese le relazioni di Corone....» 126: «Sua Santità lo mandò in Civitavecchia.... dandogli il carico delle galere della Chiesa.... il corno destro dell'ordinanza al Salviati colla squadra delle galere ecclesiastiche colle quattro della Religione.»
418. Mambrino Roseo, Continuazione delle Storie del Mondo di Giovanni Tarcagnota, in-4. Venezia, Giunti, 1598, III, 153.
Paolo Giovio cit.
Collenuccio, Roseo, e Pacca, Storia di Napoli, in-4. Venezia, 1613, II, 113: «Occorse di giugno che i soldati vecchi spagnuoli abbottinatisi per conto delle paghe havevano occupato Aversa, et saccheggiatala; et fatto di gran danni ad altri luoghi in Terra di Lavoro.»
419. Cappelloni cit., 52.
Sigonio cit., 160.
420. Antonio Doria, Compendio cit., 52.
421. Bosio cit., III, 127, B: «Il prior di Roma più di tutti avanzato.... stava già per investire alcune galere turchesche.... fu proibito dal Principe.»
422. Clemens Pp. VII, Ferdinando rom. regi. sub die XXI augusti MDXXXIII, ap. Raynal.: «Per hos dies præsidium Coronis, quod a Turcis obsidebatur, cesareæ et nostræ classis virtute, obsidione liberatum.»
423. Nicolaus Isthuanfivs, De reb. Hungar., lib. XI.
Jovius cit., lib. XXXI.
Bizarus cit., lib. XX.
Bonfadius, lib. II.
Andreas Maurocenus, lib. IV.
424. Paulus Jovius, Histor., lib. XXXI, in-fol. Basilea, 1578, p. 222: «Fuere qui existimarent Turcas universa classe exui ea die facile potuisse, si Auria bazanianas triremes expectare maluisset; quam infirmis viribus a Messana festinare. Sed alii graviore rectioreque Consilio in freto Siciliæ opportune eos substitisse dicebant, ne Italiæ littora penitus omni navali præsidio nudarentur. Neque enim universas triremes in unius pugnæ periculum devocari Cæsar volebat, utpote qui nequaquam exploratam haberet Gallorum voluntatem.»
Raynaldus, Ann. Eccles., 1533, n. 93.
425. Mambrino Roseo, Storia di Napoli cit., II, 114: «Si confermò la lega fra l'Imperatore, il Papa, il Duca di Milano, il Duca di Ferrara, Fiorentini, Genovesi, Senesi et Lucchesi contro i perturbatori della pace d'Italia, costituendo Antonio de Leiva capo e generale sopra la guerra, il quale dovesse stare in Milano.»
426. Bosio cit., III, 127, E: «Il Doria lasciò in Messina tre galere a carico dell'Adorno per caricare le sete et altre mercantie per Genova.... le quali diedero negli agguati del Giudèo, che a salvamento le prese.»
427. Jovius cit., lib. XXXI.
Belcairus cit., lib. XX.
Guicciardini cit., lib. XX.
Varchi cit., lib. XIV.
Raynaldus, Ann., 1533, n. 78.
428. Bosio, III, 65, E: «Gli antiani atti agli uffici di Re, e di Cercamari. Comanda il Re le guardie, et le altre fationi di Cavalieri, et a lui appartiene il riconoscere e procurare che siano bene armati. Et il Cercamare comanda le artiglierie, et le munitioni per l'archibuseria.»
429. Petrus Paulus Gualterius, Diaria cæremonialia sub Clemente VII. Mss. Bibl. Barberiniana, 1105, p. 187: «Anno MDXXXIII, die martis, nona septembris prælibatus Clemens cum curia sua discessit ex Urbe Roma.... Die dominica, quinta octobris, post meridiem, Papa ingressus est galeam suam, et omnes alii cardinales et curiales, secundum loca sibi designata. Societas nostra, scilicet Corporis Christi, habuit galeam nuncupatam Ducissam.... Navigatum est nocte dieque.... Die sabati, hora decimasesta, intravimus portum Massiliæ.... Die dominica, duodecima octobris, processerunt ad ecclesiam cathedralem.»
430. Regole agli ufficiali pei saluti e segni diversi di onoranza sul mare, jurisditioni di tutte le galere dei cristiani, incontri, tiri, salve, saluti, risposte et cortesie. Mss. alla Barberiniana, segnato LV, 57 (e copia presso di me).
Regole per le guardie, armamenti, saluti, e competenze delle galere e navi di Nostro Signore. — Codicetto in-fol. par. presso di me.
431. M. Arnoul, Lettres. Mss. Bibl. Nat.; pubblicate da A. Jal nell'opera Abraham Duquesne et la Marine de son temps, in-8. Parigi, 1873, t. I, p. 542: «Car, comme ces Réales ne sont jamais que noir et or, je voudrois l'armer toute de Mores avec des coliers et poignets d'argent, non plus que les chaînes de deux premiers bancs qui sont d'argent à celles d'Espagne.... Ma pensée, et c'est l'ordre de toutes les Réales, noires et or, ou tout or.»
432. Brantome, Cap. étrang., II, 222: «Couverture de rouge et jaune mi parties, car ils portoient la livrée du Roy, qui est jaune et rouge, comme je ai veu la reyne Marguerite daujourd'huy sa petite fille la porter long-temps par ses pages et laquais.»
433. Bosio cit., III, 127, D: «Salviati avvisato del matrimonio.... e dell'invito di Sua Santità a Marsiglia.... avuto particolare ordine dal G. Maestro con le galere Apostoliche e con quelle della Religione si incaminò.»
434. Auguste Laforet, Étude sur la marine des galères, in-8. figur. Parigi e Marsiglia, 1861, p. 4: «Dix-huit galères parées de leurs plus riches ornements, amènent le pape Clement VII dans les murs de Marseille, où se trouvaient déjà François I et sa cour.»
Idem, p. 26.
435. Teodore Godeffroy, Le ceremonial françois, in-fol. Parigi, 1649, t. I, p. 816: «La triomphante et somptueuse entrée de nostre saint Pére le Pape, fait en la ville de Marseille l'an. 1533.»
Idem, p. 820: «Autre relation manuscrite des mismes entrées que dessus.»
Antoine de Ruffi, Histoire de Marseille, in-fol. 1642, p. 215.
Sebastiano Fantoni Castrucci, Istoria della città d'Avignone e del contado Venesino, in-4. Venezia, 1678.
436. Godeffroy, Ceremonial françois cit., 819, 823: «Le mercredi ensuivant quinzième jour du dit mois d'Octobre ne fut fait aucune chose de memoire, sinon que le Roy prit après disner toutes les galères qui estoient dedans le port, et s'en alla en la haute mer environ deux ou trois lieues; et entra en une isle pour passer le temps et soy esbattre.... Le Pape n'a bougé de son logis.... Le Roy a esté quelque temps avec le Pape: il s'en est allé aux galères qu'il a emmenées en esbat sur la mer, et ont tiré force artillerie, ce qui il faisoit bon voir et ouyr.»
437. Benedetto Varchi, Storie Fiorentine, ediz. di Firenze, 1844, in-8. t. III, p. 109: «Bernardo Salviati.... priore di Roma.... passò per Ferrara, e ragionando con Giovambatista Busini di quel che gli era avvenuto in Firenze, disse: Al corpo di santa gallina! (che così usava giurare) se io non ero accorto il Bandini mi faceva mal capitare.»
438. Pantera cit., Armata navale, e voc. in fine. «Scarroccio è il diffalco che si dà al cammino fattosi, quando si va a vela delle oste.» (Ciò è dire col vento obliquo, orzando col carro, e caricata la penna coll'osta di sopravvento.)
439. Père Jean Baptiste Labat, Voyage en Espagne et en Italie, in-8. Parigi, 1730, t. IV, p. 190: «Les galères ordinaires du Pape sont de la première grandeur.... aussi grandes que les comandantes de France et des autres princes. La réale a toujours sa poupe enrichie de scolptures et dorures. On en mil une neuve à l'eau en 1714, où la cérémonie de la canonisation de saint Pie était en bas-reliefs très-finis: elle étoit dorée par tout où elle pouvoit l'étre; rien n'étoit plus magnifique. Sa poupe paraissait una montagne d'or sous un pavillon de damas rouge, avec des franges et des crépines d'or. Elles sont aussi très-bien armées, pourvues d'une bonne chiourme, nombreuse et bien exercée, on y mette de bons soldats qu'on prend dans les compagnies de Rome et de la garnison de Civita-Vecchia.» p. 299: «Il faut convenir qu'il n'y a point de galères sur la Mediterranée plus grandes, mieux armées, plus richement ornées que celles du Pape.» VII, 66: «La royne de Pologne s'embarqua sur la galère capitane du Pape commandé par le grand prieur Ferretti.... A Marseille les galères du Pape saluèrent de tous leurs canons.... La capitane salua la réale de France de quatre coups de canon, que la réale lui rendit coup pour coup.... On peut croire,sans que je le dise, qui'l y avoit presse à la venir voir. Elle le meritoit bien; car de l'aveu méme des François c'étoit la plus magnifique qu'on eùt encore vûe.»
440. Franciscus Belcairus, Rerum Gallicarum, lib. XX, in-fol. Lione, 1625, p. 641: «Clemens septimus Massilia solvens, et gravi tempestate jactatus, Savonam transmisit: ubi gallicis triremibus non satis fidens, propter navarchorum imperitiam, aurianas ascendit, et Centumcellas petiit.»
441. Gualterius cit., in Diariis Mss. «Die mercurii, duoduecima novembris, recessimus ex Massilia, et venimus ad locum Salitæ.... die jovis ad locum Tropæi, die veneris ad Villamfrancam.... Die septima decembris Pontifex applicuit ad Civitatem Veterem.... die decima dicti ingressus est Urbem hora vigesima prima.»
442. Clemens Pp. VII, Andreæ de Auria. Datum Civitæ Vetulæ die septimo decembris MDXXXIII: apud Raynaldum ann. 1533, n. 88: «Revertitur ad nobilitatem tuam dilectus filius nobilis vir Marcus Antonius de Auria, natus tuus, cum tuis triremibus.... gratias tuæ nobilitati.... etc.»
443. Clemens Pp. VII, Magistro domus hospitalis S. Joannis. Datum Civitævetulæ, die octava decembris MDXXXIII. — apud Sebastianum Paoli, Codice diplomatico, in-fol. Lucca, 1737, t. II, p. 205: «Notum esse voluimus et dilecto filio, et secundum carnem nepoti nostro, priori Urbis Bernardo de Salviatis, cæterisque vestris testimonium apud te redderemus.... Geminato fructu quem ex illis cæpimus, tum in subventione Coronis, tum in hac comitatione nostra.... gratias agimus, etc.»
444. Clemens Pp. VII, Bernardum de Salviatis triremium præfectum, castellanum quoque arcis et commissarium terræ Civitævetulæ constituit. — Dall'Archivio di Civitavecchia, e dalle Schede Borgiane in Propaganda.
«Dilecto filio Bernardo de Salviatis priori Urbis, et nostrarum triremium præfecto, Clemens papa VII. Dilecte fili, salutem etc. De tua virtute, fide, diligentia, et prudentia confidentes, te castellanum arcis et commissarium terrae Civitævetulæ cum honoribus et omnibus jurisdictionibus, paghis, salariis, et emolumentis consuetis ad beneplacitum nostrum, cum primum illuc appuleris incohandum, auctoritate apostolica, tenore præsentium deputamus. Mandantes moderno castellano dictæ arcis ut tibi, vel missis a te, arcem etc. consignet. — Datum Romæ apud sanctum Petrum, sub anulo Piscatoris, die prima septembris MDXXXIII. Pont. Nori anno decimo. — Blosius.»