NOTE

655.  Vedi vol. I, pp. 253-4.

GIUNTE E CORREZIONI

VOLUME I.

Pagina 5. — Quando scrissi quella pagina io credeva assai più che ora non creda all'autenticità del trattatello De aqua et terra attribuito a Dante. Vedi nel Giornale storico della letteratura italiana, vol. XX (1892), pp. 125 sgg. un importante scritto del Luzio e del Renier, intitolato Il probabile falsificatore della «Quaestio de aqua et terra».

Pag. 71. — Il poemetto La Fenice, da me ricordato come cosa che stia da sè, non è se non parte della Quinta Giornata del Mondo creato del Tasso, parte che fu anche impressa separatamente; onde l'errore.

Pag. 98. — Intorno ai manoscritti della Navigatio Brendani vedi Steinweg, Die handschriftlichen Gestaltungen der lateinischen Navigatio Brendani, in Romanische Forschungen, vol. VII, fasc. 1 (1 decembre 1891), pp. 1 sgg.

Pag. 166, n. 54. — Iššah significa donna in ebraico.

Pag. 182, n. 40. — Cf. il libro di A. Middleton Reeves, The finding of Wineland the good, the history of the icelandic discovery of America, edited and translated from the earliest records, Londra, 1890.

Pag. 185, n. 58. — Intorno alle versioni italiane della Navigatio Brendani vedi Novati, La «Navigatio Sancti Brendani» in antico veneziano, Bergamo, 1892.

Pag. 236, n. 29. — Non è esatto il dire che l'isola di Papimanie, descritta dal Rabelais nel l. IV, cc. 48 e sgg. del Pantagruel somigli molto al Paese di Cuccagna. In quell'isola, Homenaz descrive, dopo desinare, la felicità di cui godrebbe il mondo sotto l'impero delle santissime decretali, felicità non dissimile da quella che nel Paese di Cuccagna si gode.

VOLUME II.

Pagg. 83-4. — Intorno agli angeli neutrali si legge nella Zeitschrift für deutsche Philologie, vol. XXIV (1892), un breve scritto di J. Seeber, intitolato Ueber die «Neutralen Engel» bei Wolfram von Eschenbach und Dante. Oltre a Wolfram e a Dante, l'autore ricorda anche il Suarez, una cronica rimata tedesca del secolo XIV, un pajo di tradizioni popolari; ma non fa cenno del Viaggio di San Brandano e dell'Ugone d'Alvernia.

Pag. 255. — Fra i molti ricordi che di Merlino e delle sue profezie occorrono in iscritture italiane dei secoli XIII e XIV merita d'essere in più special modo notato quello che si ha in un luogo della Fiorita di Armannino Giudice. Vedi Mazzatinti, La Fiorita di Armannino Giudice in Giornale di filologia romanza, vol. III, p. 16.

Pag. 350. — Alle prove del favore onde godettero in Italia, nel secolo XIII, le storie del ciclo brettone merita d'essere aggiunto il ricordo di una brigata di giovani, detta della Tavola Rotonda, fatto da Boncompagno in quello de' suoi trattati cui pose titolo Cedrus (c. 1215). Vedi Gaspary, Geschichte der italienischen Literatur, vol. I, Berlino, 1885, p. 218.

FINE DEL VOLUME SECONDO E DELL'OPERA.

INDICE

La leggenda di un pontefice pag. 3
  Note 43
  Appendice 51
Demonologia di Dante 79
  Note 115
Un monte di Pilato in Italia 143
  Note 159
Fu superstizioso il Boccaccio? 169
  Note 199
San Giuliano nel Decamerone e altrove 205
  Note 217
Il rifiuto di Celestino V 223
  Note 233
La leggenda di un filosofo 239
  Note 277
  Appendice 291
Artù nell'Etna 303
  Note 329
  Appendice I 339
  Appendice II 353
Un mito geografico 363
  Note 379
  Appendice 387
Giunte e correzioni 395

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.