705.  Per spaventato. V. anche a pag. 512, verso la fine.

706.  A parole ed a scappellate, non però a fatti.

707.  Firma in diversi modi; generalmente: Michel de Corella. In italiano lo chiamarono anche don Coreglia o Coriglia, ma più spesso, don Michele o don Micheletto.

708.  Queste parole son fuori della lettera, e pur fuori, di traverso, in margine: Prego vostra Signoria mi mandi el cavalaro indereto.

709.  Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 48. Questa lettera non ha la data dell'anno, ma dev'essere del 1509 o del 1510. La pubblico perchè può dare un'idea di quel che erano le fanterie dell'Ordinanza e sopra tutto della loro poca disciplina. Chi sia poi questo conestabile Pietro Corella non so. Non lo direi parente di don Michele, perchè non mi pare Spagnuolo, sebbene scriva anch'egli assai scorrettamente l'italiano.

710.  Cioè, Vetrine. Vetrina chiamano la materia che si dà sui vasi che vanno nella fornace, e che li rende lustri.

711.  Cioè, cacciaronlo.

712.  Forse, un'angina.

713.  Forse, Azzano, nella Diocesi di Pisa.

714.  Cioè, questione.

715.  Era divenuto tranquillo come un frate.

716.  Aveva stabilito venirsene, la mattina, con la bandiera a Firenze.

717.  Cioè, covidigia, cupidigia.

718.  Manu Propria.

719.  Cioè: d'aver luogo, d'essere adoperati.

720.  Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 45.

721.  Sembra che il Machiavelli non andasse allora a Barga, ed il Casavecchia gli mandò quindi le trote, con altra lettera dallo stesso luogo, il 25 luglio 1509, la quale diceva: «Vi mando queste poche trote, ad ciò che la sensualità si pasca, e lo spirito dipoi sia più pronto ad le cose di questo mondo, le quali in questi tempi son tante grande, che in epse mi pasco.» Gli chiede nuove dell'alta Italia, aggiungendo che non presume avere da lui una lettera lunga e particolareggiata come l'ultima, della quale si giudica quasi indegno: «Significandovi, che non altrimenti e' frati dicono l'ufitio sera et mattina, che io mi legga la vostra, che di già la credo sapere tutta ad mente.» Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 52.

722.  Permettono.

723.  Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 52. Riportiamo questa lettera, perchè, oltre a qualche parola intorno alla non molta fede religiosa del Machiavelli, accenna all'assedio di Padova, il che ci sarà utile quando parleremo dell'Arte della guerra.

724.  Archivio Bargagli, nella filza già più volte citata. Questa e la lettera seguente si pubblicano solo perchè sembrano accennare anch'esse alla misteriosa accusa fatta al Machiavelli, della quale parla il Buonaccorsi nella sua lettera in data, xxviii decembris, hora secunda noctis 1509, da noi già citata a pag. 121 di questo volume.

725.  Le parole riportate fra virgolette sono nell'originale in cifra, così in questa come nelle lettere che seguono.

726.  Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 56.

727.  Qui i puntolini rappresentano alcune parole in cifra.

728.  Segue l'elenco dei nuovi Dieci, che omettiamo per brevità.

729.  Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 55. Questa lettera accenna allo stesso affare, cui si riferiscono le due precedenti. Francesco del Nero era parente del Machiavelli, come confermano anche moltissime lettere di contemporanei. Ma quale fosse precisamente questa parentela, non possiamo con certezza determinare. Da una lettera inedita e autografa del Machiavelli, che trovasi nella Biblioteca Nazionale di Firenze (codice II, III, 432, Cl. VIII, n. 1402, Strozziano, a carte 93) il Del Nero apparirebbe suo cognato. «Honorando cognato. Patienza delle brighe che io vi dò. Le chiese sono scomunicate, come per la inclusa vedrete, et per cagione dello Studio; pregovi mi mandiate per il Bologna la liberatione, il quale vi mando apposta; altrimenti io farò rimurare quel cammino et raccomanderovvi a' polli. Vostro sono. A dì 26 di septenbre 1523.» La lettera è firmata: Niccolò Machiavegli in villa, ed è indirizzata: Magnifico viro et cognato honorando Francisco del Nero in Firenze. È certo però che la moglie del Machiavelli era una Corsini, e non già una del Nero. Non v'è memoria che egli avesse avuto altra moglie prima, nè, molto meno, dopo, perchè la Marietta gli sopravvisse.

Fra le lettere indirizzate al Machiavelli, che si trovano nell'Archivio Bargagli, ve n'è una in latino che certamente è del tempo, quantunque non abbia firma nè data. In essa lo scrittore gli dice: «Dubitas ne Francisci Nigri sales tibi nocere possint; et iure dubitas. Cur enim tibi non noceant qui diebus preteritis etiam illi nocuere?» E narra poi una lunga storia di Francesco del Nero con certe monache, le quali nel tempo della peste erano andate ad abitare in una sua villa, e da lui vennero sdegnosamente mandate via, dopo averle prima invitate, di che «fuit in toto notissima fabula celo.» Aggiunge finalmente: «Cui ergo mireris de filio tuo Lodovico? Quind mirum ergo cum Franciscus moniales ruri habuerit, si Lodovicus sororis filius confessorem secum habere vult, cum ad hec non dicam pater Eneas sed avunculus excitet Hector?» In altri termini: perchè ti maravigli della condotta di tuo figlio Lodovico? Avendo a casa il confessore, esso segue l'esempio, non voglio dire del padre, ma certo dello zio materno, che ebbe le monache in villa. Ma Lodovico era figlio della Marietta Corsini, e non già d'una del Nero. Come dunque si possono mettere insieme tutte queste notizie contraddittorie? L'unica ipotesi possibile è, secondo noi, che la Cambioni, moglie di Luigi Corsini e madre della Marietta avesse già prima sposato un del Nero, da cui nascesse poi Francesco, il quale sarebbe così stato fratello uterino della Marietta, cognato di Niccolò Machiavelli, e zio materno di Lodovico.

Di Francesco del Nero parla anche il Priorista Ricci, dicendolo molto amico dei Medici, avarissimo e ricchissimo. Nulla però scrive della parentela col Machiavelli.

730.  Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 111.

731.  Marcantonio Colonna.

732.  I brani riportati fra virgolette si trovano decifrati di mano del Machiavelli.

733.  Nella più volte citata filza dell'Archivio Bargagli trovasi un'altra lettera del Soderini, in data 22 febbraio 1508/9 al Machiavelli, in campo. Essa incomincia: «Nicolò carissimo. Habbiamo ricevuto, due vostre alle quali brevemente risponderemo. Ricordandovi che il naturale di questo mondo è ricevere grande ingratitudine delle grandi et buone operationi, non però appresso a ciascuno. Fate bene, come havete facto insino a qui, et prima N. S. Idio, di poi qualche persona vi aiuterà.» Da queste parole si direbbe quasi, che il Gonfaloniere cominciasse a prevedere la propria caduta e l'ingratitudine de' suoi concittadini verso di lui.

734.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 66.

735.  Roberto Acciaiuoli.

736.  Il cardinal d'Auch, francese, che Giulio II fece chiudere in Castel Sant'Angelo.

737.  Archivio Bargagli.

738.  Forse, Sant'Andrea in Percussina, dove erano la villa e i beni del Machiavelli.

739.  Tito Quinzio Flaminio (Livio, lib. XXV, cap. 49).

740.  Dalla scrittura si vede chiaro che non è il Buonaccorsi, ma un altro della cancelleria.

741.  Archivio Bargagli.

742.  Sul littorale toscano, presso Populonia.

743.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 64.

744.  Teodoro Trivulzio, capitano ai servigi di Francia, e molto raccomandato dal Re.

745.  Qui la cifra è decifrata di mano del Machiavelli, che tralasciò solo di decifrare le parole, che vi venga ed el canchero.

746.  Anche qui il decifrato è di mano del Machiavelli.

747.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 23.

748.  Marcello Adriani.

749.  Libro di Partiti e Deliberazioni degli Otto di Guardia e Balìa dal gennaio all'aprile 1508-9, nell'Archivio di Stato di Firenze, n. 143, a c. 23-25.

750.  Qui di fronte, nel margine: «Presentavit se ad confinia predicta die 8 februarii. Fides in filza, manu ser Christofori Peronis de Santo Germano.»

751.  A. Archivio di Stato di Firenze, Diplomatico, cartaceo, S. Trinita.

752.  Archivio fiorentino, Atti pubblici, pergamena n. 344. — 7 settembre 1511.

753.  Archivio fiorentino, Atti Pubblici, tomo II, n. 324, cartaceo.

754.  Marin Sanuto, Diari, vol. XV, a c. 14. Avevamo già stampata la nostra narrazione del Sacco di Prato, quando il comm. Cesare Guasti pubblicò Il Sacco di Prato e il ritorno de' Medici in Firenze nel 1512: Bologna, Romagnoli, 1880. Sono due volumetti, che fanno parte della Scelta di curiosità letterarie inedite o rare (disp. 177 e 178), e contengono le già conosciute narrazioni in verso ed in prosa, con molti documenti editi ed inediti. Questi volumi confermano le cose da noi già dette, e aggiungono molti nuovi particolari.

755.  Marin Sanuto, Diari, vol. XV, a c. 27 tº.

756.  I Lippomano, antica famiglia di patrizi veneti.

757.  Marin Sanuto, Diari, vol. XV, a c. 30.

758.  Lacuna nel manoscritto.

759.  Marin Sanuto, Diari, vol. XV, a c. 54 tº.

760.  Il nome del Cardinale è qui ripetuto a tergo della lettera, insieme coll'indirizzo, per indicare da chi essa veniva.

761.  Marin Sanuto, Diari, vol. XV, a c. 321.

762.  Questi sono i nomi de' congiurati o sospetti, imprigionati dagli Otto.

763.  Marin Sanuto, Diari, vol. XVI, a c. 10.

764.  Da un libro di Partiti e Deliberazioni e Condanne, ecc. degli Otto di guardia e balìa di Firenze pei mesi di gennaio, febbraio, marzo e aprile 1512 e 13, che si conserva nell'Archivio di Stato, segnato di n. 155, a c. 35t. A c. 36t-37 dello stesso libro è la sentenza capitale pronunziata contro Agostino Capponi e Pierpaolo Boscoli, sotto dì 22 dello stesso mese di febbraio 1512/13.

765.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 26.

766.  La lettera del 26 agosto 1513, che è la XXV nelle Opere.

767.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 27.

768.  Filippo Casavecchia.

769.  La lettera precedente dice, infatti, che un orto ed una chiesa erano annessi alla casa.

770.  Giuliano Brancacci.

771.  Il Principe, già letto da Filippo Casavecchia in Firenze.

772.  Qui si allude a Donato del Corno, che voleva essere imborsato fra gli eleggibili alle magistrature, del quale affare parlano spesso le lettere del Vettori e quelle del Machiavelli.

773.  Giuliano de' Medici.

774.  Piero Ardinghelli, segretario del Papa.

775.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 28.

776.  Allude alla lettera del 5 gennaio 1513/4, che è la XXVIII nelle Opere.

777.  Il Principe.

778.  Stile nuovo: 1514.

779.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 29.

780.  Stile nuovo: 1514.

781.  Qui risponde a ciò che il Machiavelli dice nella sua lettera del 4 febbraio 1513/4, che è la XXIX nelle Opere.

782.  I nomi degl'imborsati s'estraevano, o per sedere, cioè assumere effettivamente gli ufficî, o per essere semplicemente veduti, il che era solo un onore. Si diceva quindi: i veduti o seduti gonfalonieri, ecc.; e nel fare le estrazioni si eleggeva spesso uno per essere seduto, un altro per esser solo veduto.

783.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 30.

784.  Cioè: farlo eleggere come veduto.

785.  Cioè: quando il nostro Gonfaloniere di compagnia dovesse eleggersi fra coloro che sono iscritti alle Arti Minori.

786.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 31.

787.  È la lettera XXVI nelle Opere, colla data: Ex Percussina, 4 decembris 1514.

788.  Qui pare ci sia la conferma, che il Machiavelli raccomandava il Del Corno, senza avere mai pensato a cavarne vantaggio per sè.

789.  Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 32. In questa medesima cassetta, il foglio seguente, n. 33, ha un'altra lettera del Vettori, del 16 gennaio 1514/5. Non la pubblichiamo, perchè oscenissima. Si parlava allora con indifferenza, e anche ridendo, dei vizii più contrarii alle leggi di natura.

790.  Questo scritto fu da noi pubblicato la prima volta nella Rassegna Settimanale di Firenze (8 settembre 1878). Lo ripubblichiamo ora perchè alcuni giornali tornarono nuovamente sulla questione. In esso noi riassumiamo le nuove ricerche fatte del prof. Piccolomini, dopo che aveva scritto la lettera pubblicata già nell'Appendice (doc. V) al vol. I. Torniamo qui a rendergli grazie sincere dell'aiuto che così ci volle dare, contribuendo, colla sua molta e sicura dottrina, alla soluzione definitiva di un problema assai discusso.

791.  Vedi la nota 1, a pag. 303 e seg. del I volume di quest'Opera, ed il doc. v, a pag. 533 e seg. dello stesso volume.

792.  Il Piccolomini osservò ancora che in un codice della Biblioteca Nazionale di Firenze (Cl. VIII, n. 1402) trovasi una lettera dello Zefi, colla data del 21 gennaio 1518/9, dalla quale apparisce che egli era allora già uomo maturo. Desiderando d'andare come educatore in casa di Filippo Strozzi, aggiungeva: «vorrei che quello fusse l'ultimo mio padrone.» La lettera è diretta a Francesco del Nero, parente del Machiavelli, il che rende anche più credibile l'ipotesi, che questi conoscesse i lavori dello Zefi.

793.  Questa lettera, come abbiamo già detto, il prof. Triantafillis dimostrò che è in parte imitata dal discorso d'Isocrate a Nicocle. Al quale proposito il Piccolomini osservava, che il catalogo della Biblioteca di Modena menziona tre codici del secolo XV, che contengono traduzioni latine di quel discorso, una delle quali è di Guarino Veronese.

794.  Le une e le altre sono ristampate nel libro del prof. Triantafillis, a cui mi riferisco nel determinarne il numero.

795.  L'Allgemeine Zeitung (7 luglio 1878) e il Magazin für die Literatur des Auslandes (20 luglio 1878) hanno due articoli del dott. Meyncke, il quale, ammettendo pure qualche reminiscenza, nega giustamente ancor egli, che il Machiavelli avesse nelle cose sostanziali imitato Isocrate.

796.  Tutto ciò risulta anche più evidente a tutti ora che il Burd (op. cit., pag. 318 e seg.) ha pubblicato, accanto alle parole del Machiavelli, i brani corrispondenti di Erodiano, nella traduzione fattane del Poliziano. Vedi anche la stessa opera a pag. 316.

797.  La biblioteca di Modena ha in un codice del secolo XV, n. CCCIX (V. G. 7), fra le traduzioni di altre Vite di Plutarco, anche quella di Filopemene fatta da Guarino Veronese. Delle Vite v'erano allora traduzioni stampate e diffuse fra i dotti.

798.  Biblioteca Nazionale di Firenze, Cod. VIII, Vari 3, 1493. Sono appunti che si trovano ripetuti due volte in forma diversa, e li pubblichiamo perciò sotto i numeri I e II.

Bongianni Guicciardini (1492-1549), fratello minore dello storico Francesco, fu anch'esso uomo d'ingegno, come altri de' suoi fratelli.

799.  Le osservazioni dell'autore si riferiscono specialmente a ciò che il Machiavelli dice (Discorsi, I, 26) circa il principe nuovo, il quale, secondo lui, deve far tutto di nuovo: nuovi governi, nuovi nomi, nuovi uomini; «fare i poveri ricchi, come fece David quando ei diventò re: qui esurientes implevit bonis, et divites dimisit inanes.... E pigliare per sua mira Filippo di Macedonia, padre di Alessandro, il quale con questi modi di piccolo re diventò principe di Grecia. E chi scrisse di lui dice che tramutava gli uomini di provincia in provincia, come i mandriani tramutano le mandrie loro.»

800.  Qui avea prima scritto «puledro» e poi cancellò.

801.  Sembra alludere a Pausania, l'uccisore di Filippo.

802.  Qui si sottintende o tralascia inavvertentemente i Medici.

803.  Prima aveva scritto nascessi.

804.  Prima aveva scritto agnello o montone, che poi cancellò.

805.  Qui, senza che si veda bene dove introdurle, l'autore ha tra verso e verso aggiunto: alla quale egli preparò per compagni tutti quelli esaurienti. Sennonchè, ripetendo questo stesso concetto più sotto, sembra che queste parole dovessero esser cassate.

806.  Segue una parola che non si è potuta leggere.

807.  Segue un'altra parola che non si è potuta leggere.

808.  A pag. 437, abbiamo citato il nome del traduttore e l'edizione del volume annotato di mano dell'ex-regina. Torniamo qui a ringraziare il prof. E. Monaci, che possiede il prezioso volume, del consenso datoci di pubblicare integralmente tutte le annotazioni. Queste furono riconosciute autografe anche dal P. Theiner.

809.  Il Machiavelli.

810.  Prefazione del traduttore. Le parole stampate in corsivo sono quelle che, nel volume annotato, Cristina di Svezia aveva di sua mano sottolineate, perchè su di esse più specialmente voleva richiamare l'attenzione del lettore, e ad esse si riferiscono le postille.

811.  Giusto Lipsio.

812.  Il Valentino.

813.  Questo è l'ultimo passo annotato nella Dedicatoria, in fine della quale Cristina segnò la data 1684.

814.  Le nuove province.

815.  Il re di Francia.

816.  Le città.

817.  Ai popoli.

818.  Ierone.

819.  Il Valentino.

820.  Il Valentino.

821.  Oliverotto da Fermo.

822.  Oliverotto.