Il nostro racconto ormai volge alla fine. L’ultima eco della venuta di Tolomeo Aulete a Roma, fu l’uccisione dei due figli di M. Calpurnio Bibulo — il senatore che noi già abbiamo notato avverso a Pompeo, e, quindi, alla spedizione di Gabinio — avvenuta in Egitto durante il proconsolato del padre in Siria (50), per opera di quei soldati medesimi, che Gabinio aveva lasciato a guardia di Aulete contro le possibili rivolte degli Alessandrini[547]. Più tardi Cleopatra, la futura regina, la favorita di Cesare, probabilmente indettata dall’astuzia politica del suo amante, spedirà al vedovo padre i colpevoli perchè questi potesse prenderne la dovuta vendetta. Ma, egregio esempio di scrupolosa legalità, la storia avrà a registrare la moderazione del senatore romano, per cui questi rimandò i prigionieri in Egitto, dicendo che non a lui, sibbene al tribunale competente, il senato, spettava il giudizio sul loro misfatto.
Noi non conosciamo se la questione abbia avuto seguito, ma, anche se così fosse avvenuto, essa rientra in una fase cronologica, che esorbita dai limiti della nostra trattazione.
Nuovi destini erano, con la reggenza di Cleopatra, già toccati all’Egitto, e il duello ad armi invisibili, che, da due secoli e mezzo, esso combatteva con Roma aveva avuto la sua catastrofe colla sommissione piena ed intera della monarchia dei Lagidi. Colla spedizione infatti di Gabinio, con il presidio da questo largito al paese, Roma, senza saperlo, aveva affondata la sua zampa di leone nel cuore dell’impero dei Tolomei. E l’ultimo principe semi-indipendente della regione con un’incoscienza, che più non meritava attenuanti, avea dato di mano a rincrudire le ferite, che non avea saputo evitare alla sua patria. Aulete morente avea scongiurato il popolo romano a voler rendersi (facile sacrifizio!) esecutore del suo testamento, copia del quale egli avea curato di spedire a Roma, così come il senato di depositare nelle mani di Pompeo[548].
Quella valle remota, dove un principe doveva a Roma, anzi a un romano, Pompeo, e trono e vita, donde potevasi reclutare ancora una riserva di soldati della republica[549], sarebbe fra breve, come tutto l’oriente e l’occidente, divenuta palestra della prossima guerra civile fra Cesare e Pompeo, ch’era anche la definitiva fra la nobiltà romana e le classi inferiori della popolazione.
Allorchè quest’ultimo, dopo averne esaurito le risorse, navigò, come ad estremo approdo, verso l’Egitto, a rifugiarsi sotto le ali della potenza Lagida, il fato della monarchia Tolomaica fu segnato per sempre. Invano si tentò bruciare l’ultima cartuccia, allorchè l’ultimo dei Lagidi, continuando la politica della sua corte, immolò sugli altari della gloria del vincitore il capo del fuggiasco generale. L’ex-proconsole delle Gallie, l’autore della legge agraria di Servilio Rullo, il corifeo di quel partito democratico, che da venti anni sosteneva l’annessione piena ed intera dell’Egitto, non aveva più assemblee senatorie con cui fare i conti, nè motivi per continuare nell’opportunismo e nella transigenza; e, dalla rada di Alessandria, dalle lagrime sparse sul mozzo capo del nemico, spiegata la pompa eloquente delle insegne consolari, passò ad installarsi nella magione dei Tolomei. Nove mesi ancora e tutto l’Egitto sarebbe caduto nelle sue mani[550].
Giammai, quasi senza colpo ferire, aveva Roma ultimato impresa più ricca di utili materiali. L’immenso patrimonio egizio di vantaggi naturali, industriali, commerciali e pecuniari, come fiumana di cui si fosse spostata l’incanalazione, veniva a riversarsi dall’Africa in Italia. La chiave fatata dei suoi tesori era stata ritolta all’Oriente, e, come da Cartagine, dalla Grecia, dalla Sicilia, rivoli infiniti d’oro e di gemme sarebbero affluiti a smorzare l’inedia dei pezzenti e a colmare i debiti e lo spreco degli epuloni della capitale d’Italia. La politica di vampirismo cosmopolita, verso cui l’oligarchia romana aveva, fin dalla terza delle guerre puniche, indirizzato decisamente i suoi sudditi, e delle cui conseguenze era stata costretta ad atterrirsi, aveva, per le necessità medesime del conseguito svolgimento della società romana, rintracciato il più fedele dei suoi continuatori nel più tremendo ed implacabile dei democratici. Con Giulio Cesare, salvo transitorie mutazioni, il circolo della sua storia era chiuso: ai suoi due capi rilucevano foscamente l’incendio di Cartagine del 146 e quello di Alessandria del 49.
| Prefazione | pag. III |
| Capitolo I. — Roma e l’Egitto nel III.º secolo a. C. — I. L’agricoltura in Egitto sotto i Tolomei; pastorizia; commercio. L’industria, le classi sociali; la costituzione e l’indirizzo politico; arti e scienze. II. Agricoltura in Roma durante la repubblica; industrie; decadenza dell’agricoltura; pastorizia; indirizzo politico. Situazione reciproca dei due stati. III. Guerra tarantina; Pirro. Ambasceria di Tolomeo IIº d’Egitto ai Romani (273). Motivi politici; motivi economici. IV. Alleanza romano-egiziaca (273). V. Alessandria e Cartagine al tempo della 1ª punica. VI. Roma durante la guerra fra l’Egitto e Antioco Jerace (238-5). VII. L’Egitto vettovaglia Roma durante la guerra annibalica (216). VIII. Le si dimostra favorevole dopo la resa di Capua ad Annibale. IX. Rinnovamento dell’alleanza egizio-romana (210). Roma e Cartagine nel secondo periodo della guerra annibalica. X. Roma, la Macedonia e l’Egitto durante la guerra annibalica. XI. Rinnovamento dell’alleanza egizio-romana dopo la guerra annibalica e preparativi per l’avvenire (201) | 1 |
| Capitolo II. — Roma e l’Egitto durante la 2.ª guerra macedonica e la I.ª siriaca (200-189) — I. Roma, l’Egitto, la Macedonia e la Siria. II. Critica della pretesa tutela romana su Tolomeo Vº. III. La politica estera e le classi sociali romane. IV. L’ambasceria egizia in aiuto di Roma contro la Macedonia. V. Possessi egizi in Asia e in Asia Minore. Conquista macedone dei medesimi. VI. Ultimatum di Roma a Filippo di Macedonia. I primi due anni della seconda guerra macedonica. Trattative di pace. Ripresa della guerra. Pace definitiva (196). Trascuranza degli interessi egizi da parte di Roma. VII. Contemporanee devastazioni di Antioco di Siria sui territori egiziani nell’Asia e nell’Asia Minore. VIII. Nuova umiliante ambasceria egiziana a Roma. IX. I Romani ed Antioco. X. T. Quinzio Flaminio e gli ambasciatori di Antioco (194-3). XI. Nuove pratiche. XII. Ragioni della trascuranza degli interessi egizi da parte dei Romani durante codeste trattative. XIII. Nuova ambasceria egiziana (191). XIV. Guerra romano-siriaca. Ultima ambasceria egiziana. XV. Nuove trattative di pace (190). XVI. Pace definitiva (189). Fine dei possedimenti egiziani asiatici. XVII. Ragioni del contegno egoistico di Roma | 28 |
| Capitolo III. — Roma e l’Egitto durante la V.ª guerra siro-egiziaca (180-68). — I. Tutela romana su Tolomeo Filometore? II. Ambasceria romana in Oriente, e preludi di una terza guerra macedonica (173). III. Preludi di una nuova guerra egizio-siriaca. Ambasciatori siri ed egizi a Roma. IV. Svogliato intervento del senato. V. L’Egitto conquistato da Antioco Epifane di Siria (171-0). Disperata ambasceria al senato romano (170). VI. Viaggio dell’ambasceria romana ad Antioco (168). Fine della IIIª guerra macedonica. VII. Precedente ritirata di Antioco dall’Egitto. L’azione conciliatrice di Roma (168). VIII. Seconda invasione di Antioco in Egitto (168). IX. Fine della guerra (168). Nuove delusioni della corte alessandrina. Ambasceria di ringraziamento. Ambasceria di Antioco Epifane. L’Egitto e l’Oriente rispetto a Roma nel 167 a. C. | 61 |
| Capitolo IV. — Roma e l’Egitto durante la guerra civile fra Tolomeo Filometore e Tolomeo Evergete II.º (168-151). — I. Discordie fra i due re egizi. Ambasceria romana in Oriente (164). Tolomeo Evergete a Roma. II. La querela di Evergete in senato. Decisioni senatorie. III. L’ambasceria romana ed Evergete alla volta dell’Egitto. IV. Gli ambasciatori romani alla corte di Filometore. Insurrezione della Libia e della Cirenaica contro Evergete. La condotta dell’Egitto. V. Nuova discussione in senato. Il senato contro Filometore. Guerra civile in Egitto. Evergete di nuovo a Roma (154). VI. Nuovo decreto del senato. Suo platonismo. VII. Ragioni del fatto. Vicende estere di Roma dal 161 al 154. VIII. Esito della guerra civile d’Egitto. Sua cronologia. IX. Nuova astensione del senato e ragioni del fatto. Nuove vicende estere di Roma. X. Ragioni della simpatia del senato verso Evergete | 73 |
| Capitolo V. — Roma e l’Egitto dal 152 al 116. — I. L’Egitto in Oriente favorisce la politica romana. Uccisione di Antioco Eupatore. Roma contro l’usurpatore. L’Egitto in favore del protetto da Roma. II. Tolomeo Filometore rinunzia al trono di Siria (147). III. L’ascesa al trono di Evergete IIº e l’aiuto di Roma. IV. Relazioni di Evergete con Roma. Roma, gli Ebrei e l’Egitto. V. La politica romana in Egitto giudicata da M. Porcio Catone il censore. VI. L’iscrizione di Delo. VII. Scipione Emiliano in Egitto (135) | 88 |
| Capitolo VI. — Roma e l’Egitto dalla morte di Evergete IIº a quella di Tolomeo Alessandro IIº (116-81). — I. Morte di Tolomeo Evergete IIº (116). Roma eredita la Cirenaica (94). Quistione cronologica. Quistione topografica. II. La Cirenaica autonoma. Ragioni del fatto. III. Prima guerra mitridatica. Vana ambasceria di L. Licinio Lucullo in Egitto (96). IV. Mitridate cerca di legare l’Egitto ai propri interessi (87). Silla e Tolomeo Alessandro IIº (81). L’Egitto testato al popolo romano? (81). V. Questioni sull’autenticità del testamento. Rinunzia a tanta eredità. Ragioni del fatto | 103 |
| Capitolo VII. — Roma e l’Egitto dalla morte di Alessandro IIº al riconoscimento di Tolomeo Aulete. (81-59). I. Vane pratiche dei pretendenti siri presso il senato. Ragioni del fatto. II. Nuove pratiche di Tolomeo XIIIº Neo-Dionigi Aulete e sua assunzione al trono. Optimates e populares rispetto alla questione egizia. III. Roma e l’Egitto durante la guerra contro i pirati (67). La cattura di P. Clodio e il Tolomeo di Cipro (67). IV. Imparentamento della casa egizia con Mitridate. V. Roma eredita tutta la Libia (65). VI. La legge agraria di P. Servilio Rullo e l’Egitto. (64). VII. Pompeo in Oriente e l’Egitto (63). VIII. I primi atti del primo consolato di Cesare (59). Tolomeo XIIIº riconosciuto dal governo romano (59). Tolomeo XIIIº alleato (59) | 117 |
| Capitolo VIII. — Roma e l’Egitto dal 59 al 57. La spedizione contro Cipro. — I. Il 58 a. C. e i partiti politici in Roma. Opera legislativa di P. Clodio. P. Clodio e M. Porcio Catone. II. La spedizione cipria (58). L’incarico a Catone. III. Il viaggio. Il suicidio del Tolomeo di Cipro. IV. Catone a Cipro (58). Il tesoro regio all’asta pubblica. V. Il ritorno (56). VI. L’ordinamento politico di Cipro (56). VII. Clodio e Cicerone dopo la spedizione (56). VIII. Clodio e Catone (53) | 137 |
| Capitolo IX. — Roma e l’Egitto dal 57 al 53. La restituzione al trono di Tolomeo XIIIº Aulete. — I. Tolomeo Aulete a Roma (58). Suo incontro con Catone (58). Decisioni del senato in suo favore (57). II. Un’ambasceria egizia al senato romano (57). Sua fine. L’inchiesta. Processi. III. Processo di P. Ascizio e M. Celio Rufo (56). IV. Agitazione e rivalità fra i pretendenti all’incarico della restituzione del Tolomeo. V. La questione in senato. Iª seduta (15 gennaio 56) IIª seduta (16 gennaio). VI. La condotta dei tribuni. Il senato. I consoli. VII. Cicerone e P. Lentulo. Pompeo, A. Gabinio e Tolomeo Aulete. VIII. La spedizione di Gabinio (55). Aulete rimesso sul trono (55). IX. Gabinio sotto processo (55). Tentativi di salvataggio. Condanna contumaciale di Gabinio (54). X. Suo ritorno (20 settembre 54). Purgazione della contumacia. Gabinio assolto de maiestate (fine dell’ottobre 54). Gabinio condannato de repetundis (fine del 54). XI. La società romana contemporanea. XII. Il processo di C. Rabirio Postumo; l’accusa; la pena. XIII. La difesa di Cicerone. XIV. Cronologia del processo | 156 |
| Capitolo X. — Alla vigilia della spedizione di G. Cesare. Epilogo. (53-50). — I. L’ultimo strascico della questione alessandrina. II. Morte di Aulete (50). L’Egitto e i partiti politici romani dopo la spedizione di Gabinio. Epilogo | 187 |
| Sommario | 191 |
| Errata-Corrige | 196 |