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I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 2 cover

I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 2

Chapter 63: INDICE.
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About This Book

Una narrazione di viaggi e meraviglie che mescola descrizioni geografiche e topografiche del Vicino e Medio Oriente, dell'Africa e dell'Asia, resoconti di città e rotte di pellegrinaggio, e racconti di popoli, bestie e prodigi naturali; include aneddoti fantastici e morali, itinerari commerciali, osservazioni religiose e leggende locali, talvolta con avvertimenti sulle conseguenze dei desideri e delle ambizioni; la struttura alterna sezioni per regione, descrizioni di paesi e isole, e digressioni su costumi e meraviglie, spesso fondendo esperienza diretta, tradizione orale e immaginazione.

Io Giovanni de Mandavilla sopradetto, il quale mi partì di nostro paese, e passai el mare nell'anno di grazia 1322; e dipoi ho ricercato molte terre e molti paesi, e sono stato in molta buona compagnia, et ho veduto molti begli fatti, benchè io nonne faciessi mai alcuno nè altro bene, del quale io debbi parlare, et ora al presente io sono allo stanco riposo ritornato oltre a mia voglia, per cagione delle gotti antiche. E per prendere alcun sollazzo nel mio tristo riposo, ricordandomi del tempo passato, ho compilato e messo in iscritto le sopra dette cose, secondo el meglio che ho potuto ricordarmi, nell'anno di grazia 1357, nell'anno tregesimo quinto che io mi parti' di nostro paese. E priego tutti quegli che qui leggieranno, se a loro piace, voglino pregare Iddio per me, che io pregherrò per loro; e tutti quegli che per me diranno uno Pater nostro, acciò che Iddio mi faccia remissione degli miei peccati, io gli faccio tutti participevoli, e sì gli conciedo parte di tutti gli miei peregrinaggi e di tutti gli buoni fatti, e quali io feci e farò insino alla fine mia. E priego Iddio, dal quale ogni bene discende e ogni grazia, che tutti quegli cristiani che qua leggono o odono leggiere, che gli voglia adempiere tanto della grazia sua negli corpi e anime loro, salve fare (sic), alla gloria e laude di lui; il quale è trino et uno sanza cominciamento e sanza fine; senza equalità buono, e senza quantità grande; in ogni luogo presente, e in sè ogni cosa continente; il quale niuno bene può migliorare, il quale è in trinità perfetta [e] vive e regna per ogni seculo e per ogni tempo. Amen.

FINIS: DEO GRATIAS.

INDICE.

Di molti vari e diversi paesi che sono di là, e del monte Atalante, e della città di Trabisonda, dove giace santo Atanagio, e di molti reami di Barbaria Pag. 5
Del castello di Sparveri, dove sta una bella donna de' doni di ventura, la quale dà, a chi fa la veghia VII. dì naturali, quello che 'l sa adomandare 9
Della montagna di Ararath, dove si fermò l'Arca di Noè, e della città di Laidenge, e della città di Thaurissa, e della abondanzia sua 12
Della terra di Iob e della abundanzia d'essa, e come si ricoglie la manna, e della proprietà sua 16
Delli ornamenti de' Caldei, e quali sono begli uomini, e le femmine sono brutte e mal vestite 17
Del regno delle Amazone e de' lor costumi e usanza, e di Tramegitta, dove Alessandro Magno fece edificare Alessandria 19
Di Etiopia, e come ivi sono genti di diverse maniere, perchè alcuni non ànno piedi, altri sono fanciulli e ànno canuti e capegli, e quando son vechi gli ànno neri 22
Come si fa il cristallo, come nascono le perle, e come nascono e diamanti, e come crescono; e della virtù e proprietade sua, e come e' perdono la virtude, e come si conoscono e buoni da' cattivi 23
Di India e della diversità della gente che vi si truovono; e de l'isola di Oriens; e de l'isola di Canna, dove si fanno diverse adorazione, e la ragione perchè fanno questo; e perchè non sotterrono e loro morti 29
Come nasce il pepe e come si coglie, e di quante maniere di pepe si truova, e che modo si tiene per li serpenti che ivi stanno 35
D'una fonte che à sapore d'ogni spezie, e della sua virtù 37
Come in questo paese fanno sacrificio dei propii figliuoli, e come, morto el marito, la moglie s'abrucia con lui insieme 39
Degli idoli di questa gente e della grande divozione ch'egli v'ànno 41
Dell'isola Lamori e della gente che ivi abita, e la ragione perchè vanno nude; e come mangiono carne umana, e quanti gradi è tutto il firmamento 46
D'uno che andò cercando el mondo e ritrovossi in paese, dove e' si parlava in sua lingua 52
Della grandeza di tutta la terra 54
Dell'isola di Simbor, dove gl'uomini e le femine si fanno segniare nella fronte con un ferro caldo per gentileza; e dell'isola di Botegon 58
Dell'isola di Gianna, e delle cose che ivi nascono, e della possanza di questo Re, e del suo palazo, el quale è una cosa molto stupenda 59
Dell'isola di Patem, dove sono alberi che fanno farina; altri fanno vino, altri fanno mele, e altri veleno; e d'un certo lago, nel quale nascono canne che ànno nella radice pietre preziose 61
Dell'isola di Talanoch e del suo Re e della possanza sua, e degli elefanti, i quali lui tiene per sua difesa; e di due altre cose maravigliose che vi sono 63
Qui si fa menzione d'una gran maraviglia, del pescie che si gitta alla riva di questa isola 64
Dell'isola di Raffo, ove dànno gl'uomini a mangiare a gl'uccegli 67
D'una altra isola chiamata Mulca, dove sono cattivissime gente che beono sangue d'uomo; e dell'isola che si chiama Tracondia, dove son gente che non parlono, ma sibillano 68
Dell'isola Ongamara, dove son gente che ànno teste di cani, che si chiamono Cenofali, e della giustizia del suo Re 69
Dell'isola di Silla, e di molte strane e diverse nature d'animali che quivi si truovono 71
Dell'isola di Dondina, dove e' mangiono l'uno l'altro, quando non possono scampare; e della possanza del loro Re, il qual signioregia LIIIIº. isole; e di molte maniere d'uomini, i quali abitono in queste isole 73
Del reame di Mauri ch'è molto buono e grande, e delle maniere e costumi di quelle gente 78
Della grande città di Cassaga e delle sue maniere 81
Della città di Chilafonda, e della terra delli Pigmei e della statura loro 83
Della città di Iancai, e della città di Menca, e delle loro richeze e usanze 85
Dell'isola di Catai, e delle città che ivi sono, e del palazo del Gran Cane, e delle sue magnificenzie 87
Perchè si chiama el Gran Cane e di cui discese, e del nome de' sette linguaggi di Barberia 96
Del titolo del Gran Cane, e del governo della corte sua quando si fa festa, e delle maniere de' baroni che servono a tavola, e delli savi che vi sono, e di molte altre cose mirabile e stupende 106
Della maniera del Gran Cane quando lui cavalca, e di coloro che cavalcono seco, e della signioria e gran possanza sua 118
Del modo che osservono e corrieri sua in portare presto le nuove, e delle cose che si fanno al Gran Cane quando cavalca per lo suo paese 120
Del modo del sacrificare loro, e de' nomi dei figliuoli del Gran Cane 125
Delle cose che e' tengono per pecato e della penitenzia che gli conviene fare per questi peccati, e del modo ch'egli tengono a presentare il Gran Cane 126
Del modo che servono quando muore lo imperadore in sotterrarlo, e del modo che tengono quando ne fanno un altro, e delle parole che lui dice alla eletta 131
Della città di Corasina, e di molti paesi strani 134
Dell'imperio di Persia, e delle cittadi che ivi sono 136
Del reame di Giorgia, e del reame di Abthas, e della provincia di Bonavison, nella quale è una cosa molto maravigliosa, e delle gente che ivi abitono 138
Della Turchia e delle province che vi sono, e di Caldea, di Mesopotamia, e di molte cose che lì si truovono 141
Del paese di Cadissa e delle cose che ivi nascono, e delli monti Caspi, nei quali sono rinchiusi e Giudei, e di molte altre cose 144
Della terra di Bacaria, e di certe arbore che fanno lana; e della grosseza del Grifone, e d'altre cose che lì sono 149
Della possanza del prete Giovanni, e delle gente e nazioni e reami che gli sono sotto posti, e del camino che si fa per andare ivi, e delle richeze e pietre preziose che sono in quelle parte 150
Del modo che tiene il prete Giovanni quando cavalca contra' nimici, o vero per la terra; e del palazo suo, e de l'ornamento della sua camera 155
Delli servidori del prete Giovanni, e del modo che loro tengono in servirlo 158
D'una isola chiamata Milscorach, nella quale stava uno uomo molto cauto, che aveva fatto uno Paradiso; e delle cose maravigliose ch'erano in questo Paradiso, e come fu distrutto costui 159
Della valle pericolosa, dove stanno diavoli, e delle cose paurose che si truovono in questa valle pericolosa 163
Di due isole, nelle quali abitano giganti di grande stature, e femmine terribile come el basilisco 170
D'un'altra isola, e della usanza che tengono in isposare le lor moglie, e perchè non dormono la prima notte con loro, ma e' vi dorme un altro 172
D'un'altra isola, e della usanza che ànno quando nasce uno e quando muore, e del Re di costoro, e della buona giustizia che s'osserva in questo paese 173
Come nasce el cotone, e di molte altre cose maravigliose e stupende che sono in questi paesi 176
Dell'isola di Bragmani, e de la lor buona vita, e d'una legiadra lettera, la qual mandorono ad Alessandro Magnio 179
Di due altre isole, cioè Mesidrata e Genosaffa, ne le quali fu profetizato la incarnazione del figliuol di Dio; e d'una gentil risposta qual feciono ad Alessandro Magno 183
De l'isola di Fracan, dove le gente vivono del solo odore de' pomi salvatichi, e d'una altra isola, ove sono le gente pilose 187
Degli arbori del sole e della luna, e della cagione perchè si chiama prete Giovanni 188
Dell'isola Tabrobana, dove sono due state e due verni, dove i lor giardini sempre sono verdi 191
Dell'isola Orilla, e di Arguta, ne le quali son grandi tesori e ben guardati, e del modo che si tiene a aver del detto tesoro 192
Del paradiso terreste e de' fiumi che escono di quello 194
Dell'isola di Caisam, ch'è molto grande e buona, e de la usanza che tiene il figliuol, morto il padre, in questo paese 199
D'uno uomo molto rico, e de lo stato suo, e della conclusione del libro che fa l'autore 202