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Il diario di un viandante cover

Il diario di un viandante

Chapter 98: NOTE:
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About This Book

Il diario accompagna un viaggiatore che, partendo dall’entusiasmo suscitato da una vecchia lettera di famiglia, percorre paesaggi e città dal deserto fino al mare glaciale, offrendo ritratti episodici di luoghi, monumenti e incontri culturali. Alternando ricordi d’infanzia, riflessioni sul pellegrinaggio e descrizioni vivide di strade, porte e tradizioni, mescola aneddoto familiare e osservazione etnografica. Le pagine privilegiano il ritmo del cammino: scene quotidiane, impressioni sensoriali e meditazioni sulla memoria, la nostalgia e la scoperta, conferendo unità emotiva a una raccolta di resoconti e suggestioni di viaggio.

INDICE DELLE TAVOLE A COLORI:

  • El-Djem. — L’Anfiteatro (interno).
  • El-Djem. — L’Anfiteatro (rovine).
  • Susa. — Strade sul mare.
  • Una via di Susa.
  • Sfax. — Donne in un cimitero arabo.
  • Sfax. — Un arrotino.
  • Accampamento di beduini.
  • Tipi di beduine.
  • Una beduina.
  • La chiesa di Mora.
  • Dalecarlia. — Il lago del bosco presso Rättvick.
  • Dalarna. — Vecchie case di contadini.

INDICE DELLE TAVOLE IN NERO:

  • Tunisi: Una Zania (piccola cappella). — Una strada della grande moschea. — Porta di casa araba. — Vecchia porta. — Palazzo d’un ricco signore arabo. — Palazzo del Bardo. — Patii nel palazzo del Bardo. — Piccoli beduini. — Giovane ebrea nella Hara (Ghetto). — Una degghesa (indovina).
  • Nei dintorni di Susa.
  • Hadda.
  • El Djem.
  • Kairuan: La moschea del barbiere.
  • Piccolo villaggio sul mare.
  • Un incantatore dei serpenti.
  • Un mercato a Kairuan.
  • Kairuan: La tomba di un Santone.
  • Chadliia.
  • Giovinetta araba.
  • Il Cantastorie.
  • Kairuan: Un fùnduk.
  • Giovinette arabe tessitrici.
  • Hadda, l’Almea.
  • Alle porte di Sfax.
  • Sfax: Lavandaie. — Un mercato.
  • Una sposa beduina.
  • Accampamento di beduini.
  • Corfù.
  • Il canale di Corinto col ponte della ferrovia.
  • In vista del canale di Corinto.
  • Rovine di Adana dopo il massacro degli Armeni.
  • La piccola Helena.
  • La Canea: Una strada nel quartiere turco. — Le corazzate delle Potenze protettrici. — Il quartiere delle lanterne rosse.
  • Una via a Candia.
  • Un villaggio distrutto dai turchi nell’isola di Creta.
  • Creta: Kalwes (le fontane).
  • Il capitano Blum.
  • Candia.
  • Smirne: Due vie. — Un Cimitero. — La fonte di Diana. — Dintorni.
  • Hierapolis (Asia Minore): Un fiume disseccato.
  • Bengasi (la città) — Nel villaggio dei neri (due tavole). — Il bazar di Bengasi.
  • Derna (Cirenaica).
  • Zraib. — Villaggio alle porte di Bengasi.
  • Oasi in Cirenaica.
  • Cirenaica: Sul limite del deserto.
  • Svezia: Il lago Siljan (Dalarna). — Sundsvall in un giorno d’agosto.
  • L’Indalselven (Norrland).
  • Le isole Lofoten (Isole dei pescatori oltre il circolo polare).
  • Il picco della Capra alle isole Lofoten.
  • Rättvick: Giovinetta nel costume della Dalecarlia.
  • Un lago in Lapponia.
  • Un cimitero nell’estremo Nord.
  • Su la miniera di Kiruna: Operai al lavoro.
  • Il direttore della miniera di Kiruna e un Lappone.
  • Una capanna finnica abbandonata.
  • Piccoli Lapponi.
  • Accampamento di Lapponi.
  • Un fjord nell’estremo nord dell’Europa.

DELLO STESSO AUTORE:

Anna Perenna, novelle L. 3 50
I Primogeniti, novelle 3 50
Il Cantico, romanzo 3 50
L’alterna vicenda, novelle 3 50
Gli uomini rossi, romanzo 1 —
Il cavalier Mostardo, romanzo (in preparazione).

NOTE:

1.  Zubeida vuol dire La graziosa.

2.  Il lukùm è un dolce turco composto di gomma, zucchero e mandorle.

3.  Kadir fu un himan molto venerato.

4.  Quando si nominano uomini illustri o Santi si usa dagli arabi aggiungere una formula di saluto.

5.  Maestro.

6.  Dio è grande. Attesto che non v’è che un Dio. Attesto che Maometto è il suo apostolo. Venite alla preghiera. Venite all’adorazione. Dio è grande. Egli è unico.

7.  Esso entrava in Babilonia su certe barche, le quali, abbandonate alla corrente, discendevano l’Eufrate. Era festeggiato, onorato, accolto come un re mago, perchè portava il dolce frutto della vendemmia. Lo chiamarono dapprima Bel Peòr, signor Asino. Poi ne nacque il demone lascivo che fu profeta e parlò su una montagna, la quale ebbe il suo nome. In detta montagna, secondo Sant’Ilario, Belfegor raggiunse gli angeli e li accese di desiderio per le figlie degli uomini.

8.  Ramadan deriva da ramad, ardente. Questo mese ebbe tal nome perchè nell’anno solare degli antichi Arabi, cadeva al tempo delle maggiori calure.

9.  Il Corano era scritto sopra una tavola serbata nel settimo cielo. L’Arcangelo Gabriele raccolse il Corano in un volume e lo portò a Maometto, a parte a parte, nel termine di ventitrè anni. I dottori mussulmani non sono d’accordo circa il tempo preciso nel quale Gabriele cominciò le sue rivelazioni. Convengono però nel dire che fu una delle ultime dieci notti del mese di Ramadan. Questo mese è consacrato all’astinenza. Durante tutto questo tempo i maomettani non mangiano, non bevono e non fumano, dal levar del sole al tramonto. Un mussulmano che rompesse pubblicamente il digiuno correrebbe rischio di essere lapidato.

10.  Signore, signore! Ecco il Circolo polare!

11.  Ragazza.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.