APPENDICE III.
Non crediamo siasi mai pubblicato l'albero genealogico della famiglia Sozzini; e trattandosi de' maggiori eresiarchi, i lettori ci sapranno grado d'offrirlo.
Martinello di Percena.
Suoi figli:
Andrea, che si trova nominato nel 1318.
Sozzo, banchiere, vivo nel 1294.
Bindo, registrato nel Libro delle Denunzie del 1326 e 27.
Figli di Sozzo:
Giovanni o Gianni, registrato al Libro delle Gabelle gli anni 1304-1305 come cittadino sanese. Sposò Margherita, morta dopo il marito nel 1345; sepolta in San Domenico. Ebbero due figliuoli: Minuccio, gonfaloniere nel terzo di San Martino il 1368: e Checco, che trovasi nominato nel 1344.
Ser Mino, notaro, dal castello di Percena sopra Buonconvento tramutò la sua famiglia in Siena, ov'è registrato nel Libro delle Gabelle gli anni 1304 e 1305. Morì l'aprile del 1340. Sua moglie Gherarda morì nel 1348, e fu sepolta in San Domenico.
Figli di ser Mino:
Sozzino, mercante; ambasciadore nella città di Aquila il 1349; ascritto alla confraternita di Cristo Crocifisso (oggi della Madonna, sotto le volte dello Spedale). Nel 1355 era capitano del popolo quando morì, ed ebbe pubbliche esequie.
Francesco, fu della Signoria il 1377; e ambasciadore a Firenze il 1381.
Percena morì il 1376, e fu sepolto in San Domenico.
Giovanni, capitano del popolo il 1351 e 56; dei Dodici nel 1361, 63, 67: confratello del Cristo Crocifisso avanti il 1360; un degli statichi dati dal Comune di Siena ai capi della Compagnia Bianca nel 1364; morì l'agosto 1374, e fu sepolto in San Domenico. Ebbe moglie una Bargagli, forse Lodovica.
Lodovico, nominato in un documento dello Spedale di Santa Maria della Scala, 1335, con altri figliuoli di ser Mino.
Margherita, morta il 1360, sepolta in San Domenico.
Agnese, moglie di Filippo di Lapo, morto il 1397.
Venerabile Pietro, domenicano, studiò teologia a Parigi, e ne fu maestro; dal vescovo Domesdeo fu eletto inquisitore in Siena, e morì della peste del 1348.
Benedetto, dei Dodici nel 1356, 66, 68; della Signoria nel 88; ambasciadore a Bologna nel 1357; a papa Urbano V nel 65; a Carlo IV nel 68; gonfaloniere pel terzo di San Martino nel 1367; cacciato come ribelle; richiamato per aver dato fuoco a due porte di Firenze nel 1391; morto l'aprile 94, e sepolto nel chiostro di San Domenico.
Ebbe figli un Betto, morto il 1411; Niccola, morto il 1383, e sepolto nel chiostro di San Domenico; un altro Niccolò, non ben certo, che generò una Andrea, maritata a Carlo di Bandino Piccolomini con 400 fiorini di dote.
Da Sozzino nacquero Ghera, che nel 1415 era vedova di Francesco di Toro; Franceschino, che nel 1370 era de' Priori; e l'agosto 98 morì a Mantova, lasciando un Pietro Paolo, che nel 1462 era castellano a Massa e Montauto in Maremma; e generò un Gabriello, da cui una Virginia, maritata a Jacomo Tomma il 1481 con 1000 fiorini di dote.
Jacomo, confratello del Crocifisso: Betto, morto il 1363, come anche Pietro; Mariano, indicato per famosus mercator nel necrologio di San Domenico; dei Signori nel 1401, e gonfaloniere nel terzo di San Martino, morto nel febbrajo 1402. Giovanni, che nel 1351 era ambasciadore del Comune a Perugia; dei Dodici nel 1361, 65, 67; ambasciatore a Cortona nel 58, a Firenze nel 59 e 64; al signore di Montefeltro nel 1362.
Egli generò Mariano nel 1409: Agnolina, maritata il 1427 in Francesco Ciani, con 800 fiorini di dote, e morta il 1459.
Sozzino, morto il 1419 e sepolto nell'avello di famiglia, nel chiostro vicino alla porta di San Domenico; lasciando un figlio Niccolò; da cui una Romana, maritata il 1507 a Deo Dei di Chiusi, con 1000 fiorini di dote.
Alla storia importa la discendenza di Giovanni. Eccola:
Barbato, m. 1374; una figlia sepolta a San Domenico, 1363.
Mino, della Signoria nel 1389, 95, 99: morto l'aprile 1419 e sepolto nell'avello domestico. Nacquero da lui Benedetto nel 1393. Bartolomeo nel 1402. Niccola nel 1403. Antonio nel 1405. Angelino morto nel 1420. Nanni, che nel 1383 riceveva un legato da Giovanni frate Gaudente.
SOZZINO, che abitava nella contrada di Pontaneto; fu de' Priori nel 1389 e 98; gonfaloniere del terzo di San Martino nel 1400; nel 1386-87; dai conjugi Filippo Franzoli e Landomia Tolomei comprò la fortezza di Micciano per 412 fiorini; nel 76 fu ambasciadore agli Aretini; morì nel maggio 1403, e fu deposto presso i suoi avi. È considerato capo stipite della famiglia, che addottò per casato il nome di lui, come allora si usava.
Figli di SOZZINO:
Bartolomeo, da cui un Girolamo, che fu de' Priori nel 1499.
Lorenzo, m. 1462.
Francesco, m. 1381.
Caterina, maritata in Fazio Bellarmati con fiorini 450 di dote.
Giovanni, m. 1427, e sepolto nel chiostro di San Domenico, capo d'altra linea di cui esibiamo l'albero in A.
Mariano seniore, canonista famoso; n. 1397; studiò in Siena e in Padova, dove pare fosse professore; professore a Siena verso 1450, ove stabilitosi il 1457, dalla casa della Sapienza, comprò per sè e pei nipoti Pietro e Sozzino l'albergo del Gallo, in via degli Alberghi. Nel 58 era ambasciadore al nuovo papa Pio II, che lo nominò avvocato concistoriale nel 67. A istanza del beato Giovanni da Capistrano, 1449, fondò il convento de' Padri Osservanti d'Asinalunga sotto il titolo di Santa Maria di Monte Baldino. Fu sepolto nella nuova cappella di Santa Maria delle Nevi in San Domenico. Nel 1430 avea sposato Niccola Venturi con 1450 fiorini di dote, la quale morì il 1483.
Figli di Mariano:
Giovanni, n. 1432.
Margherita, nel 1459 maritata a Salimbene Capocci con 1000 fiorini di dote.
Camillo, n. 1434.
Giovan Sozzino, n. 1442.
Bartolomeo, capo d'altra linea che diamo in B.
Alessandro, n. 1443; de' Priori 1493 e 98; de' Regolatori nel 97; gonfaloniere pel terzo di San Martino, 1503, quando morì e fu sepolto nella cappella avita. Nel 1477 avea sposato Laura di Francesco Arringhieri, con fiorini 1400 di dote, morta il 1500.
Figliuoli d'Alessandro:
Bernardino, n. 1492.
Camilla, maritata ad Alessandro Borghesi con fiorini 1810 di dote.
Francesco, n. 1483; de' Priori 1508 e 1519; fra quelli che, il 20 settembre 1555, giurarono fedeltà al re di Francia e alla repubblica di Siena ritirata in Montalcino.
Niccolò, n. 1488.
Giambattista, n. 1496.
Girolamo, n. 1480; de' Priori nel 1505 e 1512; che generò Cesare nel 1528. m. 1530.
MARIANO juniore, n. 1452; capitano del popolo 1508 e 1524; dal 1507 al 1524 insegna Istituzioni civili e canoniche in patria; poi a Pisa, Padova, Bologna; e fu cerco altrove invano. Ambasciadore ai Fiorentini e a Leon X. Nel 1551 Giulio III lo dichiara avvocato concistoriale. Enea Silvio il loda assai come di piccolissima statura ma robusto, di sapere universale. Un giorno, rimproverato perchè avesse interrotto le sue lezioni, rispose: «Son ammogliato. — Anche Socrate avea moglie, eppure... — Ma Santippe era accattabrighe e brutta forse, mentre io ho bella moglie e benevola». 1543 compra la tenuta di Scopeto dai figli di Scipione Sozzini. Nell'accademia degli Intronati nominavasi Lo Sgualcito. Nel 52 fe testamento. Nel 56 morì, e fu sepolto nel chiostro di San Domenico di Bologna.
Nel 1508 avea sposato Camilla Salvetti con 1666 fiorini di dote, che morì nel 1554.
Figli di MARIANO:
Camilla, maritata in Marco Tondi con fiorini 1400.
Cornelio, che stava a Roma nel 1552, quando il padre in testamento gli legò 70 scudi d'oro; fu imputato d'eresia. Da Francesca di Atoleo bolognese generò Francesca, m. 1572, e sepolta in San Domenico.
Lelio, n. 1525: giurisperito e dotto di lingue. Nel 1556 cominciò a tener adunanze religiose a Vicenza: esulò, si stabilì a Zurigo, ove morì il 1562.
Ottavio, militò in Germania.
Giulio, n. 1512 e m. 1525.
Bartolomeo, n. 1511.
Marcantonio, n. 1514.
Ascanio, n. 1526.
Porzia, m. nel 1539 a Lelio di Giovanni Pecci con 3000 fiorini di dote.
Filippo, che sopravisse al padre.
Camillo, legisperito; condannato e scomunicato in contumacia per formali accuse di delitti commessi in Bologna e in Siena.
Alessandro, n. 1509; de' Priori nel 1531; dottorato in Siena da Filippo Decio, vi spiegò le Istituzioni civili; a Padova lesse in concorrenza di Girolamo Vieri e Marcantonio Bellarmati; insegnò nel nuovo studio di Macerata, con 500 scudi l'anno, ed ivi morì nel 1541. Nel 38 avea sposato Agnese di Borghese Petrucci, dotata di 4000 fiorini: e ne ebbe Alessandro, che nel 1603 era de' Priori. Fillide, n. 1540; maritata nei 1559 a Cornelio di Cesare Marsili con 4000 fiorini di dote.
Fausto, n. 1539, che partecipe degli errori dello zio, dovette spatriare, e si ritirò a Lione, 1560; dopo tre anni tornò a casa, e da Cosimo I ebbe onori e impieghi; ma perseverando negli errori, il 1574 si ritirò a Basilea: morì a Cracovia il 3 marzo 1604. Fra gli Intronati era detto il Frastagliato. Nel 1578 sposò Elisabetta, morta nel 87; la figlia Agnese maritò in un gentiluomo polacco, che n'ebbe molta figliolanza.
CELSO, n. 1517: de' Priori nel 43 e 49; capitano nel 65; gonfaloniere per terzo di San Martino 1568. Insegnò Istituzioni civili in patria, e gius canonico a Bologna con 100 scudi d'oro di stipendio. Morto suo padre, riprese la cattedra d'Istituzioni civili, e poco dopo lasciò l'insegnamento. Nel 54 istituì l'accademia dei Sizienti: fra gli Intronati era il Sonnacchioso. Ebbe titolo di conte palatino, benchè accusato d'eresia. Morì il 1570. Nel 49 avea sposato Albina Bulgarini con 3000 fiorini di dote; e in seconde nozze Lucrezia Sabbatini bolognese, morta nel 90.
Figli di CELSO:
Mariano, n. 20 luglio 1594.
Bartolomeo, n. 24 ottobre 1595.
Lucrezia, n. 18 aprile 1599.
Lucrezia, n. 20 agosto 1600.
Caterina, n. 5 ottobre 1601.
Celso, morto infante, 1604.
Giovanni Battista, n. 27 giugno 1604, morto l'anno appresso.
Caterina, n. 1 novembre 1606.
Maddalena Catarina, n. 17 agosto 1609; maritata 1627 a Marcello Pannocchieschi, conte d'Elci, con 8400 fiorini di dote.
Mariano, n. 5 luglio 1613; tra i Filomati ebbe nome di Circospetto: a Roma entrò negli Oratoriani, e vi morì in odore di santità il 1680.
NICCOLÒ, n. 5 agosto 1605; fra gli Intronati il Gelido; de' Priori 1633 e 35; gonfaloniere del terzo di San Martino 1642; segretario delle leggi e famigliare del principe Mattia: morì il 1699. Nel 35 sposò Caterina Savini, con 8750 fiorini di dote, che morì il 1685.
Figli di NICCOLÒ:
Alessandro, nato 26 febbrajo 1635; canonico e auditore del cardinale Nini; fra gli Intronati il Gioviale.
Carlo, n. 15 settembre 1737.
Vittoria, n. 25 giugno 1639.
Filippo, n. 13 luglio 1640.
Silvia, n. 23 agosto 1641.
Lisabetta, n. 22 agosto 1642.
Camilla, n. 14 settembre 1643.
Porzia, n. 17 aprile 1646.
Filippo, n. 6 maggio 1647; canonico del duomo; fra gli Intronati il Morbido.
Orso, m. 15 ottobre 1648, di due anni, oppressus a quantitate pustularum, vulgariter varolo, qui morbus neccavit in hoc anno quantitatem non paucam puerorum, dice il necrologio di San Domenico.
Bernardino, n. 8 ottobre 1649.
Maddalena, n. 9 novembre 1650.
Carlo, n. 9 maggio 1653.
Girolamo, n. 9 maggio 1654.
Maddalena, 15 giugno 1655.
Camilla, n. 22 settembre 1656.
GALGANO, n. 1638; de' Priori 1663; capitano del popolo 1676; soprantendente alle comunità dello Stato, e un de' quattro conservatori; fra gli Intronati il Franco. Successe all'eredità di Carlo e Francesco Maria Sozzini. Morì il 1711, onorato di pubbliche esequie. Nel 1673 avea sposato Faustina Chigi, con dote di 4500 scudi; morta il 1722.
Figli di GALGANO:
Porzia, n. 16 ottobre 1675.
Girolamo, n. 1 ottobre 1677.
Francesco Antonio, n. 20 agosto 1678.
Mariano, n. 24 gennajo 1680.
Mariano, n. 11 settembre 1684; nel 1747 dedicò al cardinale Ranieri d'Elci la vita di Mariano suo prozio.
NICCOLÒ MARIA, n. 1674; de' Priori 1678, 1701, 4, 14; capitano del popolo 1716; fra gli Intronati il Serotino. Morì il 1755. Nel 1705 avea sposato Agnese Piccolomini della Triana, con 4000 scudi di dote.
Figli di NICCOLÒ MARIA:
Alessandro, n. 1706; de' Priori nel 1730, 33, 35, 37, 40, 44; morì di febbre etica il 23 aprile 1748. Nel 43 avea sposato Caterina di Filippo Bonarroti di Firenze, con 4000 scudi di dote.
Maria, n. 30 ottobre 1708.
Bartolomeo, n. 14 agosto 1710.
Galgano, n. 9 marzo 1711.
Caterina, n. 24 agosto 1713.
Vittoria, n. 8 novembre 1714.
Caterina Virginia, n. 8 aprile 1717.
Orazio, n. 20 giugno 1718.
Bernardino, n. 5 febbrajo 1723.
Bartolomeo Orazio, n. 5 aprile 1722; de' Priori nel 1774: gonfaloniere nel 1775, 77, 81; capitano del popolo nel 1776, 84. Con lui si spense questo ramo de' Sozzini.
Faustina, n. 24 luglio 1727.
Porzia, maritata nel 1728 al conte Gaetano Marciani d'Orvieto, con 2000 scudi di dote; fu erede della sostanza dei Sozzini.
Ramo A.
Bartolomeo Soccini, n. 1436: discepolo di Alessandro Tartagli d'Imola, Tommaso Docci senese, Battista di Sanseverino. Nel 1471 insegnava diritto a Siena, quando fu mandato commissario di guerra a Chianciano. Nel 1480 esulò come ribelle; e si ritirò a Pistoja e a Pisa, dove già nel 73 aveva insegnato collo stipendio di 800 fiorini. Vi ebbe a scolare Leon X. Avendo tentato abbandonar quella cattedra per andare a Venezia, fu messo in arresto. Nel 1482 reso alla patria, vi lesse per tre anni, poi a Padova nel 1498, con 1100 ducati; poi a Ferrara e Bologna. A Siena fu capitano del popolo nel 1483, 87, 94, 1507: ambasciadore a Firenze nel 1487 per la controversia di confini tra Montepulciano e Chianciano. Era profondamente erudito nella sua scienza, talchè il Poliziano diceva poterlo chiamare sicuramente il Triboniano dell'età sua. Amico della taverna, vi passava ore con beoni e giocatori. Improvvisava stupendamente, e all'erudizione univa meravigliosa perspicacia e sano giudizio. Piaceva assai quella franca dicitura, quella parola caustica, quel riso sardonico, quella veemenza con cui sobissava l'avversario, non rispettandone nè il grado, nè l'età, nè il triplice alloro. Lorenzo il Magnifico volle una volta udirlo a lottare col famoso Giason del Majno. Un'ora era già durata la gara, quando Giasone, ridotto alle strette, inventa un testo per tirarsi d'impaccio. Bartolomeo si mostra confuso, vinto, grattasi in testa per cercar qualche risposta, alfine esce con un testo che gli dà decisamente ragione. La scolaresca ad applaudire: ma Giasone gli domanda: «Ove hai tu pescato questo testo?» — E Bartolomeo: «Nella pagina stessa donde hai tu preso il tuo».
Bizzarro, amico delle avventure, risoluto a vincere ad ogni costo, quando gli argomenti o le procedure non bastassero a indur un debitore a confessare il suo debito, suggeriva di cacciargli in corpo due pollici d'una buona lama di Brescia. Poi bravamente slanciava da banda la toga, e sopra un cavallo che maneggiava maestrevolmente quanto la parola, metteasi a capo di alabardieri per abbattere la balìa di Siena, e surrogarvi altra forma di governo. Morì il 1506 in Siena, e v'ebbe pubbliche esequie. Sposò Lodovica Orlandini con 1000 fiorini di dote, morta il 1517.
Figli di Bartolomeo:
Camilla, maritata il 1477 in Bernardino Borghesi con 1500 fiorini di dote.
Francesca, maritata in Pietro Borghesi il 1487: morta il 1512, sepolta ne' Domenicani.
Caterina, maritata il 1486 a Lodovico Piccolomini.
Cornelia, maritata il 1483 a Pier Anselmo Tolomei con 1800 fiorini di dote.
Nicola, maritata il 1505 a Giovanni Turamini con fiorini 2700 di dote: in seconde nozze il 1514 ad Aldello Placidi con egual dote; morta il 1546.
Francesco, n. 1465.
Mariano, n. 1469, m. 1505: nel 96 fu de' Priori: generò una Cornelia, m. 1518.
Girolamo, m. 1501.
Scipione, n. 1467: podestà a Grosseto il 1488: gonfaloniere per il terzo di San Martino nel 1490: uno dei regolatori del Comune il 1493. Nel 1489 sposò Aurelia Tolomei con 2000 fiorini di dote.
Figli di Scipione:
Pandolfo, n. 1493.
Francesco, n. 1491: de' Priori nel 1514, 22: sposò Cassandra Petrucci con 2800 fiorini di dote; fece testamento il 5 maggio 1529. Morì nel marzo 1530, sepolto in San Domenico.
Figli di Francesco:
Isabella, n. 1529: maritata il 1548 a Francesco Colombini con fiorini 2500 di dote; poi il 1501 a Giambattista Ornoldi con fiorini 800.
Deifile, n. 1526.
Proserpina, n. 1516.
Faustina, n. 1512.
Livia, maritata il 1543 a Ranieri Pannocchieschi dei conti d'Elci, con fiorini 1500 di dote.
Flavia.
Filomena.
Elisabetta, monacatasi il 1543: ebbe dal padre 350 fiorini.
Lavinia, n. 1521: maritata il 1544 a Girolamo Petrucci con 1900 fiorini: m. 1584.
Cleopatra, n. 1524.
Ottavio. Era il tempo del famoso assedio di Siena: ed essendo sergente maggiore, il 9 aprile 1554 toccò un'archibusata: morì il 17; sepolto in San Domenico. Nel 1551 avea generato Cesare.
Camillo, 24 ottobre 1554 prigioniero degli Imperiali col fratello Scipione, liberato per la taglia di 100 scudi d'oro. Fu il Ruvido negli accademici Intronati; de' Priori nel 1559; morì il 1580.
Agostino, n. 1515.
Tiberio, n. 1518, morto in una mischia cogli Imperiali al Mulino del palazzo in Val di Merse, 11 settembre 1554.
Scipione, n. 1511. Ritiratosi nel palazzo delle Vergene nella Montagnola, fu fatto prigione il 24 ottobre 1554, e postogli la taglia di 100 scudi d'oro. Ammogliato il 1564 con Margherita Landucci, da cui generò Camilla, maritata il 1578 in Lelio Tolomei con fiorini 300.
Fabio, n. 1513. Nel 1553 prigioniero alla presa di Crevole, si riscattò per 15 scudi d'oro. D'accordo coi fratelli Ottavio, Camillo, Scipione, e col consenso della madre, nel 1503 aveano venduta la tenuta e il fortilizio di Scopeto a Mariano d'Alessandro Sozzini, per 12 mila fiorini. Sposò una Battista... da cui ebbe nel 1544 Dardenio; 1547 Filomena; 1575 Saula.
Ramo B.
Giovanni, muore il 1427, ed è sepolto nel deposito patrizio. Il 1407 avea sposato Marianna Verdelli, con fiorini 1000 di dote. Ne ebbe
Margarita, maritata il 1442 a Niccolò di Nanni con fiorini 825.
Sozzino.
Pietro. Fu confinato alla Rôcca, come appare da lettera del 1451 di Mariano suo zio ai priori e governatori di Siena. Nel 1443 sposò Vangelista del Golia o Zuccantini con fiorini 4639.
Loro figli
Domitilla, maritata nel 1466 in Bogino Bogini con fiorini 800.
Marianna, maritata nel 1464 in Giorgio Spanocchi con fiorini 700.
Lucrezia, maritata nel 1471 in Duccio Spinelli con fiorini 800.
Aurelia, morta il 1472 e sepolta in San Domenico.
Costantino, nel 1525 era de' Priori; nel 1494 sposò Camilla Tommasi con 1400 fiorini; e n'ebbe
Domitilla, maritata il 1527 in Achille Bindi con 1160 fiorini.
Laura, maritata il 1528 in Giulio Borghesi con 1100 fiorini.
Pompeo, ammogliato il 1532 in Laudomia Bindi con fiorini 1900.
Giulio; de' Priori nel 1487 e 1502; buon soldato; sepolto in San Domenico nel 1518. Sposò Lisabetta Borghesi con 1200 fiorini.
Alessandro; nel 1496 de' Priori: il 1487 sposa Alessandra Guelfi vedova di Conte di Giovanni Savini con 950 fiorini.
Loro figli
Girolama, maritata il 1508 in Giovanni Agazzari con fiorini 1200.
Giovan Francesco, n. 1492.
Francesco, m. 1525 d'epidemia col figlio Alessandro, n. 1514. Da Frasia, m. 1518, lasciò Laura, n. 1507; Faustina, n. 1509; Caterina, n. 1511.
Girolamo; nel 1501 sposò Niccola, vedova di maestro Lorenzo Ligrittieri con 1050 fiorini di dote; morì il 1545. Ebbe figli
Laura, n. 1513: maritata a Giuseppe del Perna con 520 fiorini di dote.
Margarita, n. 1515.
Giuditta, n. 1522.
Virginia, 1531-1588.
Emilia, n. 1534.
Lodovica, n. 1536.
Giulia, n. 1537.
Niccolò, n. 1520.
Giovanni Battista, n. 1525, lodato nella plastica, scolaro di Bartolomeo Neroni detto il Riccio.
Leandro, 1532-1566.
Alessandro, 1518-1608. De' Priori nel 1550 e 56. Operajo del duomo, 20 luglio 1554. Gonfaloniere tre volte, 1573: capitano del popolo, 1579: del collegio di balìa, 1572, 78, 81, 86. Lasciò un diario della guerra di Siena dal 1550 al 55. Fu erede de' suoi averi Alessandro di Celso Sozzini.
Giovanni, fra gli Intronati il Dappoco: n. 1496: de' Priori nel 1521; nel 1531 maritato con Agnese di Borghese Petrucci con 4000 fiorini di dote.
Loro figli
Alessandra, n. 1517.
Ortensia, n. 1520.
Antonia, n. 1526.
Flaminia, n. 1534: nel 1552 maritata in Orazio Bardi con 2500 fiorini di dote.
Claudio, n. 1532; nel 1553 commissario nel castello di Trequanda: de' Priori nel 1558; nel 1592 riedifica a sue spese la chiesa dell'eremo di Sant'Egidio presso Trequanda. Fra gli Intronati l'Intirizzito. Nel 1557 sposò Silvia Bardi con 4650 fiorini di dote; e nel 1559 Cassandra Spannocchi con fiorini 3000.
Figli di Claudio
Ottavio, maritato nel 1591 con Euriclide Pannellini con 4125 fiorini, da cui generò.
Mariano, che del 1615 era de' Priori.
Silvia, n. 5 settembre 1583.
Bartolomeo, de' Priori nel 1626.
Pietro, alfiere e luogotenente d'una compagnia di fanti al servizio di Venezia; dal granduca, nella guerra contro i Papalini, fu fatto capitano di fanteria. Maritato nel 1645 in Caterina Menocchi con fiorini 4550.
Tiberio, n. 5 aprile 1561.
Alessandro, ammogliato nel 1580 con Venilia Malevolti, con fiorini 4125.
Loro figli
Girolama, maritata nel 1614 con Pietro Biringucci, con fiorini 7000.
Maddalena, maritata nel 1631 con Giovanni Accarigi, con 8925 fiorini.
Alessandro, n. postumo, 8 dicembre 1582. De' Priori 1612, 20, 30. Gonfaloniere pel terzo di San Martino nel 1636; fra gli Intronati il Cavilloso. Nel 1600 sposa Caterina Palmieri con fiorini 6475; muore nel 1649.
Figli di Alessandro
Maria, n. 11 giugno 1606.
Claudio, n. 24 giugno 1602.
Agnesa, n. 4 settembre 1610.
Claudio Bernardino, n. 12 dicembre 1612; de' Priori nel 1632.
Carlo, canonico della Madonna di Provenzano. Nel 1612 vende in nome proprio e del fratello Francesco i beni di Trequanda al dottore Scafucci, medico di corte, per scudi 5770. Ricostruì la chiesa di Santo Stefano in Siena, dove fu parroco dal 1670 al 1677. Delle sostanze di lui e del fratello fu erede Francesco Maria Galgano Sozzini.
Francesco Maria, n. 19 dicembre 1611: de' Priori nel 1632, 46. Nel 1647 era debitore di scudi 1465,8 al fisco, mallevadori i fratelli e Galgano Sozzini. Stette carcerato circa 30 anni nella torre di Volterra, e vi morì.
Quest'è l'antico stemma de' Sozzini; leone nero rampante in campo d'argento con un globo rosso, con queste parole: CHAPELLA . DEI . REDE . D. S . MINO . SOZZI . DA . SIENA . ANTICHO . DA . PERCENA.
L'aquila nera coronata in campo d'oro fu forse aggiunta quando Celso di Mariano fu fatto conte palatino.
FINE DEL VOLUME II
INDICE DEL SECONDO VOLUME
| Discorso XXI. | Paolo III. L'Aretino. Suggerimento di riforme. Teatini e Gesuiti | Pag. 5 |
| XXII. | Giulio III. Marcello II. Paolo IV | 21 |
| XXIII. | Frà Bernardo Ochino | 29 |
| XXIV. | Pietro Martire Vermiglio | 69 |
| XXV. | Galeazzo Caracciolo | 81 |
| XXVI. | Eretici a Ferrara. La duchessa Renata. Olimpia Morata | 87 |
| XXVII. | Pietro Paolo Vergerio vescovo di Capodistria | 104 |
| XXVIII. | Novatori in Modena. Lodovico Castelvetro. Il cardinale Morone | 148 |
| XXIX. | Celio Curione. Le Pasquinate | 204 |
| XXX. | Pio IV. Il Concilio Tridentino | 231 |
| XXXI. | La Riforma morale e disciplinare | 273 |
| XXXII. | Il Sant'Uffizio. La tolleranza religiosa | 311 |
| XXXIII. | Eresia demoniaca. Astrologia. Fattucchierie | 365 |
| XXXIV. | San Pio V. 1560-72 | 403 |
| XXXV. | Degli Eretici in Toscana. Il Carnesecchi | 416 |
| XXXVI. | Eretici senesi. Aonio Paleario | 448 |
| XXXVII. | Eretici di Lucca | 466 |
| XXXVIII. | Antitrinitarj. Il Soccini. Il Biandrata | 481 |