WeRead Powered by ReaderPub
Cenno storico sull'antichissima città di Ruvo nella Peucezia cover

Cenno storico sull'antichissima città di Ruvo nella Peucezia

Chapter 41: V
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

Il testo riunisce notizie e riflessioni sulla storia e le antichità di una città antica della regione della Peucezia, aprendo con un indirizzo dell'autore a un giovane parente per sollecitare amore e cura per la patria. L'autore segnala la scarsità delle fonti letterarie e le omissioni dei geografi, compensando con l'analisi di reperti materiali: monete, vasi italo‑greci, oggetti d'oro, argento e bronzo e corredi funerari. Descrizioni e interpretazioni delle immagini e delle iscrizioni sono impiegate per sostenere un'origine greca e il grado artistico e sociale della comunità; il volume comprende inoltre brevi annotazioni su vicende storiche locali.

S

Salentini, Iapigia, Messapia, Calabria nomi della medesima Regione oggi denominata Terra di Otranto pag. 40 e 41.

Sancia Regina moglie del Re Roberto rimasta Balia del Regno si ritirò in un Convento e morì con gran fama di santità pag. 145 e 146 — Per lo di più vedi Utili Possessori in feudo della città di Ruvo.

Sanseverino Roberto e Ruggiero pagarono a caro prezzo le indegnità commesse a danno della città di Ruvo e suoi abitanti al tempo della Regina Giovanna I pag. 153 e 154.

Scannaggio dritto che si pagava dai macellaj usurpato dal Barone alla Università di Ruvo cui apparteneva pag. 226 — Restituito colla transazione dell’anno 1805 pag. 252.

Sensalìa antico dazio comunale usurpato dal Barone ed annesso alla Bagliva pag. 224.

Sepolcri antichi Ruvestini incavati nel vivo sasso e coverti con grandi tavole di pietra — Oggetti in essi rinvenuti pag. 53 — Storia de’ scavamenti di essi pag. 56 e seguenti — Gli antichi sepolcri trovati nel sito attuale della città pruovano ch’era questo prima una campagna pag. 102.

Silvio Silvium Silvini — Antica ed ultima città della Peucezia dal lato meridionale pag. 43 — Era una città popolosa e considerevole e non una mansione pag. 43 e 44 — Detta Silutum nella Tavola Peutingeriana pag. 45 — Sito preciso di essa pag. 46 — Per lo di più vedi Garagnone.

Sorgive d’acqua dolce poco lungi dall’abitato di Ruvo pag. 310 — Copiosissime ed inesauste sorgive della contrada più lontana delle Matine pag. 133 — Conghiettura sulla origine di esse pag. 313.

Statuette de’ tre Santi Protettori messe sulla diroccata Porta di Noja della città di Ruvo pag. 188 e nella nota.

Stemma della città di Ruvo che dev’essere riformato pag. 90 e 91.

Strade interne della città di Ruvo rinnovate e rese più regolari pag. 281 e seguenti — Strada nuova Provinciale da Canosa a Cisternino che passa per Ruvo — Sua bellezza ed utilità pag. 291 a 293 — Punto incantevole della detta strada denominato Bel luogo pag. 293 e 294 — Disordini e sconcezze che deturpano le pubbliche strade del territorio di Ruvo pag. 315 e 316.

Strena — Regalo che la Casa d’Andria esigeva dalla città di Ruvo il primo dì dell’anno pag. 225.

Scuola Pitagorica che fioriva nelle città della Magna Grecia pag. 36.

Scuole Pie stabilite in Ruvo in luogo del Seminario prescritto dall’ultimo Concordato colla S. Sede pag. 288 a 291.

T

Taranto antica città della Magna Grecia e seno Tarantino pag. 37 40 e 41 — Tarantini valenti nella equitazione e nelle manovre di cavalleria pag. 63 — Fu presa da Ruggiero Duca di Puglia e di Calabria pag. 113.

Tavole Peutingeriane perchè così chiamate e di qual uso possono essere pag. 11 e 12.

Tavoliere di Puglia e sui Locati Abruzzesi — Cosa è il dritto di Riposo da essi preteso sulle murge di Ruvo pag. 195 e 196 — Cotesto dritto fu sempre contrastato dalla Casa d’Andria pag. 196 e 213 — Abusi gravissimi introdotti dai Locati Abruzzesi nel territorio di Ruvo pag. 197 e seguenti — Iniquo decreto di Revertera e di Guerrera dell’anno 1549 pag. 199 e 200 — Altro simile decreto del Tribunale Doganale dell’anno 1642 pag. 204 — Resistenza de’ Ruvestini a cotesti abusi corretti finalmente dalla legge dell’anno 1806 sul Tavoliere di Puglia e dalle novelle leggi relative alla chiusura de’ Demanj pag. 205 a 209.

Terlizzi città recente surta nell’agro Ruvestino vanamente presuntuosa di una rimota antichità, di cui manca ogni appoggio ed ogni memoria pag. 79 ad 89 e 167 a 169 — Quistioni di confini che vi sono state tra la città di Ruvo ed i Terlizzesi pag. 144 anche nella nota e pag. 191 e 192.

Terreni demaniali appatronati dell’agro Ruvestino affrancati dalla servitù del pascolo civico pag. 294 e seguenti.

Terreni del Monte della Pietà di Ruvo siti nelle murge usurpati dalla Casa d’Andria pag. 250 — Restituiti dietro il giudizio istituito nell’anno 1804 pag. 260.

Territorio di Ruvo — Sue pregevoli qualità e varietà, e suoi prodotti colla descrizione di esso pag. 309 e seguenti — Ampio letto di un antichissimo torrente che lo fendeva pag. 312 — Conghietture sul torrente suddetto e sulle cagioni che lo fecero cessare pag. 313 e 314.

Timeo gran Filosofo ed Astronomo della Magna Grecia e sommo Politico pag. 36.

Transazione dell’anno 1751 tra la Università di Ruvo e la Casa d’Andria — Rimasero con essa sagrificati gl’interessi della prima pag. 239 a 242 — Transazione dell’anno 1805 — Rimasero con essa corretti tutti gli abusi ed usurpazioni della feudalità pag. 251 e seguenti — Perchè fu la stessa consegnata in due scritture separate e distinte? — Motivi che suggerirono gli articoli stabiliti in quella del dì 2 Maggio 1805 pag. 254 e seguenti.

Trattato segreto tra Ferdinando il Cattolico e Luigi XII Re di Francia per ispogliare del Regno di Napoli il buon Re Federico di Aragona, e patti della divisione di esso pag. 172 e 173 — La poca avvedutezza colla quale furono essi scritti produsse la guerra tra loro pag. 173 e 174 — Non seppero i Francesi profittare della loro superiorità e cacciare gli Spagnuoli dal Regno e diedero troppo tempo a Consalvo di Cordova di ricevere rinforzi di truppe e di danaro pag. 174 e 175.

Traviamento e disordine della moderna Amministrazione Comunale Ruvestina per la influenza de’ partiti pag. 316 a 318.

Trifinio tra Ruvo Terlizzi e Bitonto pag. 86 — Altro trifinio tra Ruvo Andria e ’l territorio del Garagnone pag. 168.

Turia antica città della Grecia riprodotta nelle nostre Regioni pag. 92.

U

Uffizio del Camerlengo che vi era un tempo nella città di Ruvo in che consisteva pag. 269.

Usi civici pieni di legnare e di pascere l’erba estiva del bosco di Ruvo guadagnati con decreto del S. R. C. dell’anno 1798, e risega fatta a favore del Comune per effetto di questo giudicato di carri trentatre del bosco suddetto pag. 247 e 248 — Pessimo stato in cui è ridotta quella parte del bosco che spetta al Comune, senza dare alcun profitto alla Cassa Comunale per effetto degl’intrighi pag. 259 e 260.

Utili possessori in feudo della città di Ruvo che si son potuti conoscere — Al tempo di Ruggiero fu posseduta da Tancredi di Conversano pag. 114 e 115 — Costui la perdè per ribellione pag. 117 — Fu dappoi conceduta a Roberto di Basavilla Conte di Conversano e di Loritello pag. 118 e 119 — Passò poi a Berardo Conte di Loritello e di Conversano di cui non si conosce il cognome detta pag. 119 — Carlo I d’Angiò nell’anno 1269 la concedè ad Arnolfo de Colant pag. 123 e 124 — Da costui passò al suo figliuolo Giannotto pag. 135 — Fu indi posseduta da Arnolfo II de Colant pag. 136 — Passò indi a Roberto de Juriaco pag. 137 — Dopo di lui la possedè Galeraimo de Juriaco che la perdè per contumacia pag. 137 e 144 — Oppressioni usate da uno di questi due alla città di Ruvo, e Lettera Regia del Re Carlo II dell’anno 1307 per reprimerle pag. 138 e 139 — Il Re Roberto ne investì la Regina Sancia sua consorte che nell’anno 1337 la possedeva ancora pag. 144 e 145 — La Regina Sancia la vendè al Conte di Terlizzi Gazone de Denysiaco che morì giustiziato come complice della morte del Re Andrea pag. 147 — Dopo di lui la possedè a vita la sua vedova Margherita Pipina pag. 147 e 148 — Lodovico Re d’Ungheria impossessatosi del Regno la concedè in feudo a Giovanni Chucz valoroso Ungaro pag. 149 — Non è chiaro se la Regina Giovanna I l’abbia conceduta contemporaneamente a Roberto Sanseverino suo partigiano pag. 156 — Al tempo del Re Ladislao la possedeva in feudo Villanuccio de Vrunforti suo Consigliere — Morto costui senza successori in grado e devoluta alla Corona, il detto Re Ladislao la concedè ai nipoti del detto Villanuccio Antonio de Sancto Angelo e Federico Vrunforti pag. 157 — Nell’anno 1404 Federico Vrunforti divenuto Conte di Bisceglia la possedeva ancora pag. 157 e 158 — Si vede dopo conceduta a Carlo Ruffo, senza conoscersi l’epoca di tal concessione detta pag. 158 — Al tempo della Regina Giovanna II Giovanni Antonio Orsini la unì al Principato di Taranto detta pag. 158 — La possedè dopo Gabriele del Balzo Orsini Duca di Venosa, da cui la ereditò nell’anno 1454 Donata del Balzo Orsini unica di lui figliuola maritata con Pirro del Balzo Principe di Altamura pag. 164 e 165 — Isabella del Balzo figliuola di questi due, e maritata con Federico di Aragona figliuolo allora secondogenito del Re Ferdinando I venne ad ereditarla per essere i di lei genitori trapassati senza figliuoli maschi detta pag. 165 — Il detto Federico divenuto già Re, nell’anno 1499 vendè a Galzarano de Requesens Conte di Trivento e di Avellino detta pag. 165 — Questo contratto fu confermato da Ferdinando il Cattolico nell’anno 1504 pag. 185 — Al Conte di Trivento succedè l’unica sua figliuola Isabella che fu moglie di D. Raimondo di Cardona Vicerè di questo Regno. Li conjugi suddetti nell’anno 1510 venderono la città di Ruvo al Cardinale Oliviero Carafa, da cui passò nell’anno 1520 al Conte Antonio suo Nipote e da questi nell’anno 1528 al Conte Fabrizio di costui figliuolo, ed indi agli altri successori della famiglia Carafa che l’hanno posseduta fino ai nostri giorni detta pag. 185.

V

Vasi fittili Ruvestini — Numero grandissimo, bellezza e varietà de’ bicchieri detti Rhyton pag. 61 e 62 — Forme moltiplici de’ vasi suddetti eleganti e capricciose pag. 63 e 64 — Stile grandioso nel tempo stesso e semplice degli antichi Dipintori Ruvestini, e loro istruzione e minutezza pag. 64 a 73 — I vasi di Ruvo non peccano di oscenità pag. 77 — Osservazioni su di alcuni vasi di Canino e di Ruvo pag. 76 a 78.

Venere ed Anchise sul Monte Ida — Spiegazione di un pregevolissimo ed elegantissimo vaso Ruvestino erroneamente pubblicato da un Estero Archeologo come un vaso Nolano pag. 68 a 73.

Venosa antica città, patria del Poeta Orazio — È rimasto in dubbio se apparteneva alla Peucezia, alla Daunia, o alla Lucania pag. 50 e 51.

Venulo Ambasciatore di Turno a Diomede per dimandargli soccorso contro il Trojano Enea pag. 53 in nota.

Vescovo di Ruvo intervenuto nell’anno 1071 alla consecrazione della Chiesa di Montecasino pag. 111 e 112 — Il Vescovo di Ruvo nell’anno 1084 donò al Priore di Montepeloso la Chiesa di S. Sabino colle rendite de’ beni alla stessa annessi pag. 112 — Decime della Bagliva di Ruvo pagate dai Sovrani Angioini al Vescovo e Clero di Ruvo pag. 134.

Vescovado di Ruvo e sua antichità pag. 120 e 121 — Fu sottratto alla sua soppressione ch’era sul tappeto, ed unito al Vescovado di Bitonto pag. 121 e 122.

Vie che da Brindisi menavano a Roma descritte da Strabone pag. 10.

Virgulti che nascono nel territorio di Ruvo adatti al lavoro de’ panieri mentovati da Virgilio pag. 115.

Z

Zagarese nome di un vino pregiato che si fa in Ruvo pag. 311.

Zelanti — Nome specioso che si attribuiscono gl’intriganti che cercano mischiarsi negli affari Comunali per poter profittare dominare, ed introdurre abusi più condannabili di quelli dell’abolita feudalità pag. 317.

Zeleuco sommo Legislatore pag. 36.

Zona di Venere pag. 68 e 69.

Zurlo Giuseppe — Insigne Magistrato e Consigliere Commessario del giudizio istituito nell’anno 1797 nel S. R. C. dalla Università di Ruvo contro la Casa d’Andria pag. 247 — Fu indi delegato dal Re per decidere anche gli altri giudizj dedotti nel Tribunale della Regia Camera della Sommaria pag. 249 — Saccheggiamento della di lui casa seguito nell’anno 1799, e dispersione de’ processi delle cause di Ruvo che convenne rifargli pag. 249 e 250.